Varese

Varese, Piazza Repubblica e teatro, Accordo di programma in alto mare

La Caserma Garibaldi e uno scorcio di piazza Repubblica

La Caserma Garibaldi e uno scorcio di piazza Repubblica

Piazza Repubblica e nuovo teatro restano una spina nel fianco del Comune. Dalla riunione del comitato per l’Accordo di programma sulla piazza, svoltosi questa mattina a Palazzo Estense alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, esce ancora un nulla di fatto.

All’uscita Maroni dice: “La Provincia ha posto questioni nuove, ma ha chiarito che non si vuole sfilare. Abbiamo riconvocato il comitato per il 5 dicembre, lasciando una settimana di tempo per verificare se ci sono le condizioni per sottoscrivere l’Accordo”. E nel caso non si trovi un’intesa? “Andremo avanti con Caserma e piazza, e non con il teatro e il comparto di via Ravasi (dove ha sede oggi l’Università dell’Insubria, ndr.). Abbiamo infatti anche previsto che, per Caserma e piazza da una parte, e comparto di via Ravasi e teatro dall’altra, siano previsti due piani finanziari, due progetti, due bandi diversi”.

Due le strade che si aprono ora davanti ai sottoscrittori dell’Accordo di programma: o si trova un’intesa su tutto oppure si procede con una sola parte. Un’ipotesi, quest’ultima, che lascia fuori il vero valore aggiunto sostenuto dall’attuale amministrazione, la realizzazione di un nuovo teatro per Varese.

Presenti, in rappresentanza del presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi, ci sono il vicepresidente, l’Ncd Giorgio Ginelli, e il capogruppo Pd del Comune di Varese, Fabrizio Mirabelli: “Abbiamo fatto presenti alcuni problemi relativi alla dotazione patrimoniale, al valore dei terreni, di proprietà della Provincia, che riguardano il comparto di via Ravasi – spiega Ginelli -. C’è poi anche un problema relativo alle funzioni: certo, ci saranno servizi rivolti all’utenza più debole, ma anche funzioni culturali”. Ma non si prevede un polo culturale all’ex Caserma? “Sì, ma anche nell’area di via Ravasi si potranno svolgere incontri culturali, si potrà usare la sala per manifestazioni pubbliche”.

Se, dunque, si troveranno punti di convergenza, che Ginelli vede all’orizzonte, si andrà alla stipula dell’Accordo di programma, altrimenti è difficile ipotizzare gli sviluppi della questione. Il presidente Maroni, del resto, è stato tranciante: “Ho venti milioni di euro per questo progetto, ma se non si riuscirà a concretizzare sarò costretto a dirigerli su un progetto di un’altra provincia”.

 

28 novembre 2014
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