Varese

Varese, Il Consiglio provinciale si spacca e la minoranza lascia l’aula

Si discutono le mozioni in Consiglio provinciale

Si discutono le mozioni in Consiglio provinciale

Consiglio provinciale di Varese, va in onda lo scontro tra maggioranza e minoranza. Dopo la prima seduta, che aveva registrato un clima di dialogo e collaborazione, nella seduta di ieri si è prodotta, al contrario, una spaccatura che ha portato gli esponenti del centrodestra (Forza Italia, Lega Nord e Udc) lasciare per protesta l’aula al momento del dibattito sulle mozioni contrapposte dedicate a famiglia e Malpensa. “Dovremo abituarci – commenta, al termine della seduta, il presidente Nicola Gunnar Vincenzi -. Confidavo che si potesse amministrare condividendo le idee alla base della legge Delrio”.

Ma così non è stato. Il casus belli è stata una questione regolamentare relativa alle mozioni. Dopo il sì unanime per la Commissione Statuto (a comporla saranno Attardo, Tognola, Magrini, Imperatore e Gardelli) e l’approvazione all’unanimità dell’assestamento di bilancio, il confronto in Consiglio si è spostato sulla Stazione unica appaltante, un atto di indirizzo presentato dal Pd Bertocchi.  ”Non si tratta solo di assolvere un obbligo di legge – dice Bertocchi -, ma di dare un aiuto concreto ai Comuni, soprattutto a quelli più piccoli”. Un progetto che partirà da un “percorso di ascolto” del territorio e che ottiene in Provincia un sì all’unanimità.

Si giunge quindi ad affrontare le mozioni, che il centrodestra ha presentato nei giorni scorsi: una è relativa alla “tutela della famiglia naturale”, quella “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”, e una riguarda il decreto Lupi sugli aeroporti e su Malpensa in particolare. Due mozioni alle quali la maggioranza ha contrapposto ieri pomeriggio due proprie mozioni speculari, sia pure con accenti e contenuti diversi, una sul sostegno alla famiglia e una su Malpensa.

Il presidente Gunnar Vincenzi, in base all’articolo 34 comma 5 del Regolamento della vecchia Provincia, dispone che si possa discutere delle quattro mozioni unificate per argomento. Gli risponde il forzista Piero Galparoli, che sostiene che non si possano inserire nuove mozioni una volta che l’ordine del giorno sia stato formulato. A questo punto il presidente sottolinea come “il Consiglio non possa pronunciarsi su questioni politiche e ideologiche” e dunque le mozioni del centrodestra appaiono “strumentali”. Un contrasto forte, che porta il leghista Giuseppe Longhin a lanciare la decisione di uscire dall’aula per protesta.

Una scelta che porta il presidente a dichiarare decadute le mozioni del centrodestra (nessuno è rimasto in aula per illustrarle) e a mettere al voto quelle del centrosinistra, approvate all’unanimità.

 

 

 

 

28 novembre 2014
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