Somma Lombardo

Malpensa, L’Arma sferra un colpo mortale a banda italo-albanese

1158_43I Carabinieri del Reparto Operativo di Varese hanno eseguito, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dall’autorità giudiziaria di Busto Arsizio – Nadia Alessandra Calcaterra  - sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di appartenenti a sodalizio criminale italo – albanese (3 italiani e 3 albanesi) dedito allo spaccio di stupefacenti (cocaina e marijuana) nell’area attorno all’aeroporto internazionale di Malpensa.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal Dott. Gianluigi Fontana, conclude l’indagine avviata dal Nucleo Investigativo di Varese nel novembre 2013 che ha permesso di individuare le responsabilità di un gruppo criminale, ben radicatosi nell’ambito provinciale, che aveva posto in essere una fiorente, continua e capillare attività di spaccio al minuto di stupefacenti presso locali pubblici della zona e private abitazioni, con un bacino d’utenza composto da numerosi giovani (circa 50 gli assuntori individuati). Sono state ricondotte -altresì- all’attività degli indagati oltre 200 cessioni di stupefacenti.

Significativi sono stati gli esiti delle attività, concluse con l’arresto di 6 persone e la denuncia in s.l. di altre 2 per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

A finire in manette sono stati: LENA Gezim (47 anni) e LENA Vilson (22 anni) rispettivamente padre e figlio; BUONPANE Carlo (47 anni) e BUONPANE Daniele (22 anni ) anch’essi padre e figlio; BONVINO Alberto (58 anni); DEMA Kujtim (38 anni).

L’attività di indagine, culminata nell’operazione odierna, ha avuto la sua genesi nel novembre 2013, periodo in cui veniva individuata nella zona aeroportuale e comuni limitrofi, un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti “a conduzione familiare”.

Il modus operandi del sodalizio era finalizzato ad eludere i controlli delle forze di polizia: i cosiddetti “cavallini” utilizzavano delle utenze dedicate con le quali ricevevano i singoli ordinativi criptati tra cui “la pizza nel forno”, la “carne nel fuoco” e le “bottiglie di vino bianco (cocaina) e vino nero (marijuana), dando conseguentemente appuntamento nei pressi di una panetteria, di una tabaccheria oppure direttamente nelle case degli acquirenti.

Nel corso dell’intera attività le persone individuate quali acquirenti sono state numerose e sono stati fatti svariati riscontri, sia diretti che indiretti; tra i clienti risultano anche persone insospettabili tra cui imprenditori nel campo edile, impiegati e operai.

Assai ingegnoso è risultato l’espediente usato per occultare lo stupefacente, pochi istanti prima di partire per ciascuna cessione, solo il quantitativo concordato telefonicamente, veniva nascosto all’interno di un “lucida labbra” che ruotando “proiettava” verso l’alto la “pallina” di cocaina. In tale contesto, l’operazione ha già portato all’arresto in flagranza di 1 persona per “spaccio di stupefacenti” con il sequestro di 16 grammi di cocaina e grammi 65 di marijuana.

Gli arrestati si trovano ora detenuti presso i carceri di Varese e Busto Arsizio, a disposizione dell’autorità giudiziaria e nei prossimi giorni verranno sottoposti agli interrogatori di rito.

25 novembre 2014
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