Varese

Varese, esce “Sibrium”, una finestra sui lontani antenati dei varesini

Un momento della presentazione al Santuccio di Varese

Un momento della presentazione al Santuccio di Varese

Più che mai prezioso il numero di “Sibrium” che appare nella prestigiosa collana fondata dal grande Bertolone e che oggi è stato presentato al Teatro Santuccio nel corso di un interessante incontro, che è stato introdotto dal vicesindaco e assessore alla Cultura Simone Longhini. Una vera “chicca” che ha per titolo “Genti del territorio varesino dalle origini al Medioevo”. Il volume, quasi 400 pagine, con un ricco apparato fotografico, è il numero 28 della rivista ed è stato realizzato dal Centro di studi preistorici e archeologici di Varese e sostenuto ecomomicamente dal Comune di Varese.

La ponderosa pubblicazione è stata proposta sul palco del Santuccio dal direttore della rivista Lucina Anna Rita Caramella, che ha ringraziato i numerosi sponsor dell’iniziativa che, come ha rimarcato Longhini, “siamo riusciti a dare una continuità annuale alla rivista che punta a riscoprire il nostro lontano passato”. Il direttore ha dunque invitato la signora Marzia Miglierina, vicepresidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, Mario Zeni della Fondazione Ubi e Luigi Trevisan di Ubi Banca. Molte sinergie che, come ha rimarcato il direttore della rivista, ha consentito di realizzare un numero così ricco di contenuti e immagini.

Ad Alfredo Lucioni e a Daria G. Banchieri il compito di illustrare ai presenti i documentati saggi che compongono il volume. A partire da una introduzione dedicata al grande storico francese Jacques Le Goff, che giustamente viene definito “un maestro”. Il volume prosegue poi con un contributo di grande complessità dedicato alla Carta geologica dell’anfiteatro morenico del Verbano (nel volume è inclusa anche la mappa cartacea), costata, come è stato spiegato, gli studi portati avanti da tesi di laurea e dottorati di ricerca. Tra gli interventi pubblicati quello della Banchieri sulla Grotta Fontana degli Ammalati e la Valganna nella preistoria, e quello di Mario Mineo sulla Palude Brabbia.

Ma a catturare l’attenzione sono l’articolato saggio scritto da Paola Porta sugli orecchini a cestello da Ligurno di Porto Valtravaglia, ora conservati a Villa Mirabello (magnifiche le foto a colori inserite nel volume),  e il restauro dei magnifici affreschi dell’Abbazia di San Domenico a Sesto Calende. Per quanto riguarda le recensioni, la rivista punta i riflettori su Castelseprio e Torba, ma anche su quel gioiello che è l’ex Monastero di Santa Maria Assunta di Cairate.

Un lancio, quello avvenuto al Santuccio, che riapre l’attenzione verso la preistoria e la storia antica da parte di una rivista che riporta tra un pubblico non di soli addetti ai lavori tematiche estremamente affascinanti. A conclusione della presentazione, un momento musicale con Davide Frezzato al pianoforte, che ha suonato ispirandosi alle immagini che scorrevano su uno schermo curate da Paolo Alemani e Davide Dalle Ave.

Dopo un pranzo a tema dedicato all’autunno che si è svolto presso il De Filippi di Varese, una visita  guidata al Battistero di San Giovanni, l’edificio più antico di Varese, ha concluso il ricco programma della giornata.

 

 

 

23 novembre 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs