Varese

Varese, Piazza Repubblica e nuovo teatro, il Pd riempie lo Zamberletti

I relatori al dibattito Pd

I relatori al dibattito Pd

Vivace dibattito, organizzato dal Pd cittadino di Varese, su Piazza Repubblica e il nuovo teatro. Si è svolto questa mattina al primo piano del Bar Zamberletti di Corso Matteotti. A condurlo Bruno Belli, che per lungo tempo aveva tenuto proprio qui i suoi frequentati “Venerdì”. Un confronto organizzato da tempo, in due puntate, ma che pochi giorni fa ha registrato un cambiamento non indifferente: l’annunciato Masterplan relativo a Piazza Repubblica, in Commissione non è mai arrivato. Il nuovo assessore Morello (peraltro presente al dibattito del Pd) ha spiegato che ci si trova ancora in una “situazione fluida”. Dunque anche il confronto di oggi si è dipanato attorno ad un grande assente, ad un grande punto interrogativo.

Il confronto è stato introdotto dal segretario cittadino Pd, Luca Paris, con un intervento molto soft. Da lui la sottolineatura di tre capisaldi a cui deve richiamarsi l’azione politica: principio di trasparenza, partecipazione dei cittadini, sano realismo. Principi che devono valere anche per affrontare il comparto di piazza Repubblica, che costituisce “il cuore di Varese”. Dal segretario nessun riferimento critico ad una maggioranza di centrodestra che, ad oggi, non ha ancora presentato ai varesini il progetto di riqualificazione di Piazza Repubblica e del nuovo teatro. Un cenno di questo genere è giunto solo in coda al dibattito, grazie ad un intervento del consigliere Pd Andrea Civati, membro della Commissione Urbanistica.

Quanto agli interventi dei relatori, Laura Gianetti, presidente dell’Ordine degli Architetti di Varese, ha pronunciato un intervento in cui ha dichiarato che su un tema come Piazza Repubblica occorrerebbe “mettersi ad un tavolino e fare uno studio ben preciso”. Da parte della Gianetti anche un invito a Varese: “non deve avere timore di esprimersi in maniera radicale e innovativa, sempre ascoltando il luogo”.

Nessuna grande novità sul Masterplan è uscita dall’intervento dell’ingegner Alberto Mazzucchelli, che ha lavorato sul Masterplan. Un intervento che ha confermato come la Caserma (“elemento d’ordine in una città cresciuta disordinatamente”) debba essere mantenuta come luogo di attività legate alla cultura. La piazza sarà ripulita, mentre sarà costruito il nuovo teatro, che dietro avrà una piazzetta più piccola (“tipo piazza della Motta”). Confermata anche l’uscita dell’Università da via Ravasi per fare posto alla Asl. E’ intervenuto anche l’avvocato Davide Galimberti, esperto di diritto amministrativo ed urbanistico, il quale ha rimarcato come i tempi sono cambiati e non è possibile realizzare oggi un progetto del 2007. Necessario, dunque, ridimensionare l’intervento e non impegnarsi in una “opera faraonica” come il nuovo teatro.

Infine ha preso la parola Filippo De Sanctis, direttore del Teatro Apollonio di Varese, che ha ribadito come il ricco e diversificato  cartellone del teatro di piazza Repubblica sia “un’offerta che soddisfa le esigenze della città” e faccia parte del ritorno ad una cultura da considerare il vero valore aggiunto nell’epoca della crisi. Centomila persone all’anno passano dal teatro grazie alla cinquantina di titoli proposti. De Sanctis ha ricordato anche la presenza di altri palcoscenici, dal Santuccio al Teatro Nuovo, che oggi costituiscono il circuito dello spettacolo dal vivo nella cittòà giardino.

Peccato – si può dire prendendo spunto dal brillante intervento di De Sanctis – che queste ultime due realtà non fosse presenti al confronto organizzato dal Pd varesino.

 

22 novembre 2014
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8 commenti a “Varese, Piazza Repubblica e nuovo teatro, il Pd riempie lo Zamberletti

  1. Adriano Gallina il 22 novembre 2014, ore 15:38

    Giustificazione dei genitori o di chi ne fa le veci: l’ARCI – ed in particolare il sottoscritto e il suo presidente Giulio Rossini (quindi il Teatro Nuovo) – sta traslocando nella sua nuova sede, nella quale troverranno spazio gli uffici di Ragtime, di Convergenze e di altri. Proprio questa mattina abbiamo concluso il grosso dei lavori (e credo anzi che l’amico Mirabelli, un po’ stranito e proprio mentre si avviava allo Zamberletti, mi abbia visto passare con un furgone stracarico).
    Spiacenti dell’assenza ma a tutti noi rimane solo il sabato.

  2. a.g. il 22 novembre 2014, ore 16:02

    Peccato. Sarà per la prossima volta..Buon trasloco..

  3. Varese, Piazza Repubblica e nuovo teatro il 23 novembre 2014, ore 11:25

    […] Qui l’articolo completo pubblicato su Varesereport.itTweet […]

  4. Bruno Belli il 23 novembre 2014, ore 11:47

    Egregio direttore,
    colgo la tua “provocazione” finale e penso che sia utile che risponda, per chiarezza, anche nei confronti del professor Gallina e di chi gestisce il “Santuccio”, nonché di Filippo De Sanctis, con il quale mi sono trovato più volte a collaborare e che è anche un amico personale (si può dire, oggi, che si è amici di qualcuno o si rischia di essere tacciati subito di “maneggioni” come si dice dalle nostre parti?).

    La realtà teatrale varesina è più vivace di quanto non si creda (e ci sono altri autorevoli esponenti, tra gli altri, Silvia Priori, Betty e Chicco Colombo, Paolo Franzato, ecc). Per questo, sarebbe mia intenzione – giacché mi trovo a gestire una “fase” del gruppo che lavora sulla cultura per il PD varesino – cogliere le diverse “esperienze” e, in seguito, dare voce a un confronto legato, soprattutto, all’attività teatrale nel suo aspetto “pratico” (in altre parole, quali sono le effettive proposte, tenendo in massima considerazione anche un importante “novità” come “ConVergenze”, risultato concreto del lavoro svolto in questi anni da Adriano Gallina).

    Ma qui, dovrò valutare chi di questi operatori del settore se la sentirà di partecipare (non tutti gradiscono, quando il marchio organizzatore è quello di un partito – non importa del “colore” dello stesso, e la colpa è della brutta politica che si è fin qui attuata) e quale “libertà d’azione” potrò avere, rispetto alle valutazioni della dirigenza cittadina del PD.

    Questo ritengo che dovessi agli interessati ed ai lettori, per mantenere la mia consueta chiarezza e quella “onestà intellettuale” che (con un mio sorriso di compatimento, all’occorrenza) “attaccano”, a bella posta, dimenticando che, negli 11 anni di “Venerdì” la mia porta, al Salone dello Zamberletti, è stata aperta sempre per tutti, indipendentemente da credo politico, età, sesso, competenze, ecc.ecc.

    Bruno Belli.

  5. Lorenza il 23 novembre 2014, ore 17:23

    Ho letto questo articolo e, questa mattina, anche La Prealpina.
    Ero presente ieri ed anche all’incontro precedente, tenuto da Bruno Belli, già affezionata dei suoi indimenticabili venerdì (che rivorrei tanto, ma non si può tutto!)

    Però, i giornali mi confermano quanto ieri mi era parso di capire, anche se credevo di avere intuito male io.
    Mi sembra che, dopo avere ascoltato l’intervento tranciante dell’avvocato Galimberti, da parte del PD varesino non ci sia voglia di impegnarsi nella costruzione che è stata da lui definita “faraonica”.
    La volta precedente, però, pur avendo fatto notare che pensare un Teatro non significa farlo in quattro e quattr’otto, Belli aveva sottolineato l’importanza di questa nuova opera anche a fronte di alcuni problemi “logistici” dell’attuale struttura: una posizione diversa da quella dell’ospite che, mi è parso di capire, fa parte del PD stesso.
    Ieri, quindi, dopo il dibattito, tra un saluto e l’altro, ho chiesto al dottor Belli di risolvermi il dubbio, ma anche Lui ha affermato di essere rimasto perplesso e sorpreso dal giudizio perentorio dell’ospite.

    Qualcuno degli organizzatori mi potrebbe spiegare? Credo, da quel poco che ho potuto parlare ieri con altri che erano presenti, che siamo in più persone che vorrebbero capire.
    Grazie. Lorenza.

  6. a.g. il 23 novembre 2014, ore 19:34

    Il tema del teatro è di straordinaria complessità. Non ammette semplificazioni, vuoi da un punto di vista della struttura architettonica, vuoi dal punto di vista dei contenuti. Anche sul fronte dei contenuti occorre un approfondimento. Mi auguro che l’incontro Pd sia soltanto un inizio. In caso contrario, si deve discutere del tema in altre occasioni e con altri interlocutori.
    Il direttore

  7. Valentina Beati il 24 novembre 2014, ore 10:50

    Ma Bruno Belli, che almeno da vent’anni scrive, qui a Varese e non solo, recensisce e si occupa di teatro sotto vari aspetti, ci fece anche un libro, alcuni anni fa, personalmente, sulla costruzione di un nuovo teatro cosa ne pensa.
    Ha rinunciato anche lui all’idea di una costruzione secondo i crismi, o attende una proposta realistica? Siccome ora da parte del PD, e penso che la sua opinione sarà ascoltata da chi lo accompagna, sarebbe importante conoscere il suo personale punto di vista. Che ne dice?

  8. Walter il 25 novembre 2014, ore 13:28

    Domande lecite, quelle di cui sopra, ma, mi sa, che questa volta Belli non risponderà (chissà…)

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