Varese

Varese, affascinante e misterioso, Rodolfo Valentino rivive al Lavit

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

L’avventura di un italiano di successo, con trionfi, ammirazione, prestigio sociale, ma anche senza mai perdere le radici nelle tradizioni e nella cultura del Bel Paese. A Rodolfo Valentino, grande star del cinema muto, ieri sera è stato dedicato un evento allo Spazio Lavit di Varese.

A rievocare la figura dell’attore nato a Castellaneta in Puglia, e morto all’età di soli 31 anni, dopo avere collezionato alcuni successi clamorosi con le sue interpretazioni cinematografiche, è stata la compagnia Scenari Armonici, introdotta dal padrone di casa Alberto Lavit. Allo spazio varesino si è potuto assistere ad uno spettacolo che ha ripercorso le tappe della carriera dell’attore, dal piccolo paese d’origine fino al grande salto prima a Parigi e poi nella Grande Mela degli anni Venti. Un uomo di cui lo spettacolo, con leggerezza e ritmo, ha illuminato anche i lati meno celebrati, come i momenti di povertà, l’essere stato considerato bruttarello da giovane, una certa ambiguità del suo comportamento.

Una vita che nel corso degli anni imbocca la via del successo, come ha ricordato l’autore ed attore dello spettacolo, Umberto Fabi, che è stato accompagnato dalle note della fisarmonica di Renzo Ruggieri, un vero viruoso dello strumento, con cui ha proposto allo Spazio Lavit una serie di eccezionali interpretazioni tanguere. Ma lo spettacolo ha saputo anche raccontarci un italiano, che nonostante le avventure di una vita da divo, conserva radici profonde, mantiene un legame ombellicare con la sua patria. “Due donne aveva Valentino – dice Fabi ad un certo punto -: la mamma e la Madonna, cercava la prima e pregava la seconda. Un italiano era”.

Allo spettacolo varesino era presente, tra il pubblico, anche Anna Mara Galgano, che presiede la Fondazione  dedicata a Rodolfo Valentino a Castellaneta (http://www.fondazionevalentino.it/).

 

18 novembre 2014
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Un commento a “Varese, affascinante e misterioso, Rodolfo Valentino rivive al Lavit

  1. alberto il 18 novembre 2014, ore 12:53

    Una serata indimenticabile da pelle d’ oca…..introspezione pura……….. chi balla il tango non si guarda negli occhi ma dentro l ‘Anima…. (m.m).

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