Varese

Varese, tagli ai patronati del governo Renzi? “Una scelta scellerata”

Il lancio della campagna a difesa dei patronati

Il lancio della campagna a difesa dei patronati

“E’ la prima volta che si verifica un attacco così diretto ed organico ai patronati. Neppure quando sono stati al governo Berlusconi e Monti, pur operando qualche sforbiciata, si era verificato. Una scelta scellerata”. E’ il giudizio che sui tagli ai patronati contenuti nella Legge di stabilità del governo Renzi viene pronunciato a Varese dai responsabili del Centro Patronati (Cepa), organismo che riunisce i principali patronati nazionali, Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil e Ital-Uil. Una dura protesta, quella messa in campo dai patronati, mentre la Legge del governo viene discussa in Commissione per poi approdare in Aula.

A fare il punto sui tagli e a presentare le iniziative che saranno organizzate nei prossimi giorni sono stati – presso la Camera del lavoro di Varese – Silvana Incollà, responsabile Inca provinciale, Rita Tomio, responsabile Inca Varese, Maurizio Bertani, direttore Inas di Varese, Marco Montalbetti, direttore patronato Acli di Varese, insieme a Filippo Pinzone, presidente provinciale delle Acli varesine, Alberto Villa, segretario organizzativo della Cgil di Varese, Romina Bertolino, componente della Segreteria territoriale Cisl dei Laghi, e Antonio Massafra, segretario organizzativo della Uil di Varese. Grande preoccupazione per i tagli annunciati ma soprattutto per le ricadute che essi potranno avere sui segmenti più deboli della popolazione, a partire dai pensionati.

Come spiegano i vertici dei patronati che operano nella nostra provincia, “si sta attentando alla tutela delle persone – come dice Rita Tomio -, soprattutto quelle con bisogni e difficoltà, abbandonandoli al mercato”. E subito presenta dei numeri che riguardano le pratiche pensionistiche Inps, che per il 79% in Italia, l’81% in Lombardia e l’85,5% a Varese, vengono gestite dai patronati.

Un problema che sottolinea Maurizio Bertani è che si registra una notevole difficoltà ad accedere on line alle pratiche pensionistiche, ora che l’Inps ha informatizzato tutto. E in gran parte, lo stesso Inps rinvia, per consulenza, i pensionati ai patronati. Realtà che, come sottolinea Antonio Massafra, svolgono un servizio sociale.

E’ poi Filippo Pinzone a spiegare in cosa consisteranno i tagli previsti: sarà effettuato un taglio al Fondo patronati (da 430 milioni si arriverà a 150 milioni), oltre ad un taglio del prelievo sul contributo dei lavoratori dipendenti, taglio che sarà pari al 34,5%. Prevista anche una sforbiciata agli acconti che, per i loro servizi, vengono dati dallo Stato ai patronati. Tutto questo comporterà una difficoltà, quando non una vera e propria impossibilità, a mantenere quei servizi gratuiti che oggi i patronati assicurano a tutti coloro che bussano alla loro porta.

A parte i disagi che questi tagli provocheranno tra i cittadini, i responsabili dei patronati ricordano anche gli aggravi di costi per lo Stato: se i patronati fossero soppressi, in Italia sarebbero necessari seimila persone a tempo pieno, oltre ad una spesa di 657 milioni in più.

Contro i tagli e le difficoltà che questi produrrebbero,  Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil e Ital-Uil hanno organizzato due gazebo a Varese sabato 15 novembre, dalle 9 alle 12.30, in piazza XX Settembre e all’inizio di Corso Matteotti. Inoltre il 10 novembre si terrà un incontro con i parlamentari lombardi per sensibilizzarli sulla questione. Ma non si può neppure escludere che si scelta di passare alla linea dura: una “serrata” dei patronati con la richiesta agli utenti di rivolgersi alle sedi dell’Inps.

 

7 novembre 2014
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