Varese

Varese, caldaie delle scuole, scoppia la guerra tra Pd e sindaco

Fabrizio Mirabelli

Fabrizio Mirabelli

Durissima polemica tra il capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli, e il sindaco di Varese, Attilio Fontana. Oggetto della polemica dai toni piuttosto accesi, la sostituzione di 23 caldaie a gasolio nelle scuole comunali. Proponiamo il comunicato di Mirabelli e la risposta del sindaco di Varese: 

Il sindaco Fontana ha promesso, sia nel suo programma elettorale del 2006 che in quello del 2011, la realizzazione di un nuovo teatro.

Spiace, tuttavia, constatare come, finora, tale sua promessa abbia trovato concreta realizzazione solo nel consueto teatrino della politica che la maggioranza di centrodestra, ormai da più di venti anni, mette in scena a Palazzo Estense.

Cambiano i protagonisti ma, purtroppo, la sostanza rimane la stessa, con i contribuenti varesini chiamati, sempre, a pagare il salato biglietto dell’incapacità amministrativa del sindaco e della Giunta.

L’ultimo atto, in ordine di tempo, di questa rappresentazione farsesca è avvenuto proprio in questi giorni. Mentre l’attenzione di tutti era rivolta ai litigi interni alla maggioranza di centrodestra, alla lotta per le “cadreghe” e al conseguente rimpasto di Giunta, con la scialuppa dell’UDC pronta a prendere il posto dell’NCD e ad andare in soccorso al Titanic della seconda Giunta Fontana, la sentenza n. 5079 della sezione V del Consiglio di Stato, del 14 ottobre 2014, condannava, in relazione alla convenzione inerente il piano generale di riscaldamento degli immobili, il Comune di Varese a pagare la somma di 70.529,78 euro a titolo di sanzione pecuniaria e il Comune di Varese e Varese Risorse s.pa., in solido tra loro, a rifondere a Carbotermo s.pa. le spese del doppio grado di giudizio (davanti al TAR e al Consiglio di Stato), liquidate in altri 15.000 euro.

Tale spreco di soldi pubblici è stato determinato, fondamentalmente, dalla scelta sbagliata della Giunta (delibera di Giunta comunale n.246 del 16 maggio 2013) di affidare in via diretta alla propria partecipata, Varese Risorse s.p.a., il servizio di gestione del calore di 26 immobili comunali di proprietà o in uso dell’amministrazione, per una durata di 12 anni, dal 1° ottobre 2013 al 31 dicembre 2025.

La sentenza del Consiglio di Stato, oltre a condannare il Comune di Varese alla sanzione pecuniaria e il Comune di Varese e Varese Risorse s.pa., in solido tra loro, al pagamento a Carbotermo s.p.a. delle spese del doppio grado di giudizio, dichiara anche l’inefficacia dell’atto aggiuntivo ed integrativo della convenzione per la concessione del servizio pubblico di riscaldamento urbano nell’ambito del territorio comunale, del 5 luglio 2013, tra il Comune di Varese e Varese Risorse s.p.a., limitatamente alle prestazioni ancora da eseguire a decorrere dalla scadenza del termine di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione della sentenza a tutte le parti, disponendo, conseguentemente, il subentro nel contratto della Carbotermo s.p.a., con effetto dal medesimo termine.

Visto che, proprio oggi, dopo settimane di Carnevale amministrativo, sono stati resi noti i termini dell’accordo tra Lega Nord, Forza Italia e UDC che fanno ascendere l’Assessore Longhini al ruolo di vice-sindaco e il consigliere Morello a quello di Assessore, auspichiamo che la maggioranza di centrodestra, per i 18 mesi che ancora mancano alla fine del mandato amministrativo, possa, finalmente, occuparsi non delle proprie beghe di condominio ma di perseguire, in maniera più efficace, il bene pubblico.

Stupisce, in particolare, il fatto che la delega alle partecipate, finora, ce l’abbia avuta il sindaco Fontana.

Gli scarsi risultati conseguiti, anche nella vicenda di cui sopra, suggerirebbero, infatti, che si approfittasse del rimpasto di Giunta, per sollevare il sindaco, che ha già molti impegni, da tale incombenza.

Altrimenti, c’è il fondato rischio che tutto cambi affinché tutto possa rimanere come prima ed è, esattamente, quello che la città di Varese non si può più permettere.

Fabrizio Mirabelli

 

Capogruppo PD Varese

 

Ed ecco la risposta del sindaco Attilio Fontana al consigliere Mirabelli: 

Credo che l’ultimo a poter parlare di “teatrino della politica” sia proprio il caro consigliere Mirabelli, dopo quello che è successo con Renzi e lo #staiserenoenrico (Letta) e dopo quello che è avvenuto in occasione delle recenti elezioni provinciali locali.

Un po’ di buon gusto dovrebbe impedire di parlare di “corda in casa dell’impiccato”…Ma tant’è.

La violenza politica che sta animando il predetto consigliere lo induce addirittura a trovare compiacimento da una sentenza del Consiglio di Stato. Attenzione, c’è ancora un grado di giudizio e le sentenze possono anche essere modificate.

In ogni caso è vergognoso che si cerchi di speculare su di un intervento tecnico che ha portato a sostituire ben 23 caldaie a gasolio delle scuole comunali contribuendo, tra l’altro, ad abbattere da subito le emissioni inquinanti in atmosfera.

Ne riparliamo, comunque, dopo la Cassazione.

Il sindaco Attilio Fontana

 

4 novembre 2014
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Un commento a “Varese, caldaie delle scuole, scoppia la guerra tra Pd e sindaco

  1. Fabrizio Mirabelli il 3 novembre 2014, ore 16:27

    Il sindaco Fontana, non sapendo, evidentemente, cosa rispondere, mi accusa di essere animato da “violenza politica” e di trovare compiacimento nella sentenza del TAR e del Consiglio di Stato. In realtà, dal sindaco Fontana mi sarei aspettato una giustificazione circa lo spreco di soldi pubblici causato dagli errori della sua Giunta. La sua promessa di un ricorso alla Corte di cassazione suona come una ulteriore minaccia per le tasche dei varesini. Se il Comune sarà, nuovamente, sconfitto si accollerà lui le spese? Errare humanum est, autem perseverare diabolicum.

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