Varese

Varese, Cordì (Sel) chiede confronto sulla crisi nel prossimo Consiglio

Il consigliere Rocco Cordì

Il consigliere Rocco Cordì

Il consigliere comunale varesino di Sel Rocco Cordì interviene sulla crisi che ha colpito la maggioranza di centrodestra del capoluogo.

Sottolinea l’esponente di Sel: “I reprobi di NCD, colpevoli di collusione con il PD in provincia, hanno ricevuto l’intimazione di sfratto dalla Giunta comunale di Varese. L’ordine è partito dalla via milanese dove risiede il nuovo capo leghista. Una gran bella confusione di luoghi e competenze, ma come si sa sia Lega che Forza Italia sono abbastanza allergici al rispetto dei ruoli e delle regole. E’ così – per vicende e interessi maturati altrove – l’amministrazione comunale di Varese è costretta a subire una crisi politico-istituzionale profonda e, per molti versi, assurda e paradossale. Se in qualche frangente qualcuno avesse gridato: tranquilli, siete su “scherzi a parte”, avremmo potuto persino crederci. Ma ciò che accade sotto i nostri occhi è purtroppo reale e dovrebbe suscitare in chiunque abbia a cuore la dignità delle istituzioni, preoccupazione e sdegno. Stiamo infatti assistendo ad una crisi imposta dall’esterno e con motivazioni estranee al governo della città”.

“Una crisi – continua Rocco Cordì – della cui natura e soluzione si parla ovunque meno che negli organi preposti. Un fatto di una gravità inaudita. Una prova ulteriore di come si è caduti in basso nella gestione delle istituzioni. Una conferma, per chi ne avesse ancora bisogno, di come i proclami leghisti sul ruolo dei sindaci e delle autonomie sono solo chiacchiere per i creduloni. C’è stato un tempo in cui la Lega si era inventato persino il “borgomastro”, una sorta di super eroe dedito esclusivamente al bene dei cittadini ed estranei ai giochi della politica. Poi venne la stagione delle disillusioni e della fame di potere, una fase in cui è stato facile e naturale ispirarsi ai modelli ed ai vizi peggiori della tanto vituperata “prima repubblica”.

Per Cordì “niente di nuovo sotto il sole, dunque, neppure in quello sbiadito delle alpi. Da una via milanese si dettano gli ordini e Varese esegue”. Un fatto che porta “una maggioranza fragile e confusa fin dal suo esordio e poi litigiosa e inconcludente fino ai nostri giorni, oggi deve piegarsi alle direttive dei partiti di appartenenza (Lega e Forza Italia) pronunciando un servile “signorsì” anche se le motivazioni della crisi nulla hanno a che fare con il governo e i problemi della Città”.

“Ma al peggio non c’è mai fine – conclude il consigliere d’opposizione – perché pur di garantirsi la loro sopravvivenza, non hanno scrupoli a rispolverare riti e liturgie della politica-politicante intrisi di opportunismi e trasformismi di ogni sorta. Ecco allora che la crisi si apre e si chiude nei sottoscala e negli androni dei palazzi del potere nel disprezzo più totale di cittadini e istituzioni. Al punto da fare apparire “normale” il fatto che i “cacciati” del 2011 (UDC) si predispongano a fornire un po’ di ossigeno ai loro “cacciatori” d’un tempo, mentre i “cacciati” di oggi (NCD) sono alle prese con il dubbio amletico se rinnegare se stessi o uscire a schiena dritta da questa penosa vicenda. Nessun contorsionismo fisico o dialettico può però occultare l’evidenza: il tentativo cioè di formare una maggioranza diversa da quella decisa dagli elettori varesini nel 2011. Un problema non di poco conto che tocca al Sindaco Fontana spiegare. Se le modalità di svolgimento della crisi rappresentano già un intollerabile insulto alla Città, nessuno può illudersi di spacciare come soluzione qualche misero (s)cambio di poltrone. Perciò, con tutto il rispetto per la carica, a Fontana dico: meglio dimettersi che tirare a campare”. 

Il Sel Cordì chiede a Sindaco e agli altri capigruppo di modificare l’ordine del giorno del Consiglio Comunale (previsto per il 13 novembre p.v.) in modo da consentire, nel luogo più rappresentativo della Città, un confronto trasparente e schietto sulla crisi della maggioranza.

 

1 novembre 2014
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