Varese

Varese, il pellegrino Wojtyla in trenta pannelli al Sacro Monte

I protagonisti dell'iniziativa a trent'anni di distanza

I protagonisti dell’iniziativa a trent’anni di distanza

Suggestive le immagini, rigorosamente in bianco e nero, firmate da Carlo Meazza, che “fermano” la salita di un pellegrino molto speciale, San Giovanni Paolo II, al Sacro Monte di Varese. Accadeva il 2 novembre 1984 e a trent’anni di distanza Varese rievoca quell’evento proprio attraverso quegli “scatti”, che ci restituiscono un’epoca che pare lontana, ma che resta nel cuore di tanti varesini che quel giorno parteciparono all’evento.

Nel trentesimo anniversario del pellegrinaggio di Papa Wojtyla a Santa Maria del Monte, è stata realizzata la mostra fotografica “Un Santo in cammino con il popolo di Dio”. Dal 2 novembre la mostra en plein air sarà costituita da trentuno grandi pannelli (3 metri per uno e mezzo) distribuiti lungo il Viale delle Cappelle fino al Santuario, lo stesso itinerario seguito tra due ali di folla dal Papa polacco, affiancato dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini, e da monsignor Pasquale Macchi. Sui pannelli saranno impresse anche citazioni del discorso tenuto dal papa alla terrazza del Mosè, mentre nello spazio espositivo dedicato a monsignor Macchi alla prima Cappella sarà possibile seguire il video che ripropone le immagini di quella lontana solenne giornata.

La presentazione della mostra e degli eventi collaterali si è tenuta questa mattina presso gli uffici centrali di Ubi a Varese, presenti le realtà che hanno promosso e sostenuto l’iniziativa: la Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria del Monte, con il patrocinio del Consiglio regionale della Lombardia, della Provincia e del Comune di Varese, e con il sostegno delle Fondazioni bancarie. “Un evento che conferma l’attenzione per il Sacro Monte di Varese, patrimonio Unesco – dichiara Gianfranco Giuliani, firma di punta del quotidiano La Prealpina -, e che sottolinea l’intreccio dei due Papi: Paolo VI da cardinale era venuto più volte al Sacro Monte di Varese, Giovanni Paolo II recitò al Sacro Monte una preghiera a Maria composta dallo stesso Montini”.

Offre la sua testimonianza di quel giorno Riccardo Broggini, vicepresidente della Fondazione Paolo VI: “L’arrivo di Papa Wojtyla era stato preceduto da diversi incontri con Forze dell’ordine e servizi segreti sul fronte-sicurezza. Lo stesso Macchi ricordava l’attentato subito a Manila da Montini. Ma nello stesso tempo pensava non sarebbe successo nulla di simile, ma che sarebbe stato un evento con una grande partecipazione di popolo”. Broggini ricorda il passo “tipico da alpino” di Wojtyla nell’affrontare la salita, mentre Martini appariva più affaticato. “Alla soglia della decima cappella – dice ancora Broggini – Papa Giovanni Paolo II ci spiegò quale fosse la meta della salita: il Paradiso”.

Accanto alla mostra open air è stato realizzato un volume che riprende le immagini esposte sulla Via delle Cappelle, ma ne propone molte altre, un’opera che viene dopo l’instant book realizzato allora con le immagini di Carlo Meazza, Giancarlo Lotti, Vivi Papi. Il nuovo volume è stato curato dalla varesina Concreo Edizioni (si può acquistare al Centro dedicato a Macchi alla prima Cappella e in alcune librerie). “E’ stato difficile, ma appassionante scegliere le immagini per il volume su circa mille che erano in archivio – dice Andrea Benzoni, direttore della Concreo -. Abbiamo posto, ad ogni Cappella, un’immagine del papa e una dei tanti fedeli presenti. Molti si riconosceranno o ricorderanno tanti che non sono più tra noi”.

Per il fotografo Carlo Meazza “questa iniziativa conferma il valore profondo della fotografia: perpetuare il ricordo”. “Abbiamo inserito questa iniziativa – rimarca l’assessore alla Promozione del territorio del Comune, Sergio Ghiringhelli – nel progetto che Varese ha presentato concorrendo al bando regionale per Expo”.

A Giuliani il compito di ricordare come la mostra sarà accompagnata da una serie di eventi: una serata con i testimoni di allora, un evento con letture di testi legati a Paolo VI, ed un evento natalizio che riguarderà il Borgo. “Tutto nel più grande rispetto del luogo, senza andare a compromettere nulla, in punta di piedi”.

Un atteggiamento più che opportuno che – aggiungiamo noi in chiusura – possa essere conservato anche nei confronti di progetti come il parcheggio alla Prima Cappella del Sacro Monte.

30 ottobre 2014
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