Varese

Varese, Sara e Aminata sul palco, Premio Chiara al femminile

Aminata Aidara

Aminata Aidara

Un presente al femminile, quello del Premio Chiara e, chissà, anche un futuro. Alla manifestazione conclusiva del Premio Chiara, sono tornate alla ribalta le due giovani scrittrici che si sono affermate in questa edizione.

Due giovani scrittrici che si sono imposte all’attenzione in due diversi concorsi: Sara Simoni, 24 anni, di Samarate, vincitrice del Premio Chiara Giovani, e Aminata Aidara, 30 anni, italo-senegalese, vincitrice del Premio Chiara Inediti. Si sono ritrovate sul palco della finale del Chiara, applaudite ed ammirate.

Sara Simoni è arrivata sul palco correndo. Una scrittrice con all’attivo già un volume, Angeli artificiali (Macchione, 2010), ha vinto il Chiara Giovani con un racconto dal titolo “Ogni piccola cosa”, un bel racconto dedicato al ritorno a casa di un anziano che è stato ricoverato in un istituto dopo la morte della moglie. “Magari tanti di noi – ha detto la Simoni alle Ville Ponti – considerano una cosa scontata tornare a casa, mentre qui diventa un momento importante”. Tanti gli applausi per lei, che qualcuno racconta essere da sempre convintissima di fare (da grande) la scrittrice.

Grandi applausi anche per Aminata Aidara, che ha vinto il concorso inediti con la raccolta di racconti  ”La ragazza dal cuore di carta”. Una scrittrice aperta al mondo, nata a Brescia, vissuta a Torino, studi a Parigi, con un grande interesse per i temi legati ai migranti. Anche al finale del Chiara la giovane scrittrice ha introdotto il tema della cittadinanza ai figli degli immigrati: “Occorre pagare 200 euro, occorre essere residenti per anni nel Paese. Insomma, un tema su cui penso ci sia da riflettere”.

26 ottobre 2014
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