Lugano

Lugano, Sarah Maestri parla del film “Il Pretore”, una vera pellicola “social”

La bella e brava Sarah Maestri a Lugano

La bella e brava Sarah Maestri a Lugano

Da qualche settimana nei negozi specializzati e nelle librerie è giunto sugli scaffali il dvd del film “Il pretore” per la regia di Giulio Base, la pellicola tratta dal romanzo, una piccola “chicca”, “Il pretore di Cuvio” di Piero Chiara. Il film, la sua progettazione, i casting, la realizzazione – di cui ci si attendeva traccia in qualche “Extra” del dvd, come ad esempio i backstage – sono rimasti nei cuori e nei ricordi di molte persone che sono state coinvolte tra Varese e Luino, consentendo loro di partecipare ad un’esperienza unica.

Ad evocare la lavorazione del film e il suo legame con il territorio ci ha pensato ieri pomeriggio, nell’ambito dell’incontro con gli scrittori finalisti alla Biblioteca Cantonale di Lugano, la bella e brava Sarah Maestri, che del progetto e della realizzazione della pellicola è stata senza dubbio il motore. Giunta alla Biblioteca, a lei è stato riservato l’onore di aprire la manifestazione finale del Premio Chiara in Canton Ticino, prima di giungere oggi alla premiazione del vincitore alle Ville Ponti. Purtroppo non è stata consentita la proiezione pubblica di alcuni spezzoni del film come era stato annunciato nel programma del Premio Chiara. Ci si è dovuti rassegnare al trailer, peraltro trasmesso con un pessimo audio.

Sarah Maestri ha descritto l’iter del film, un percorso ad ostacoli tra burocrazia e difficoltà finanziarie. “Un film che ho voluto realizzare, e che ho scoperto, tra le carte di Chiara, essere già stato nelle intenzioni dello scrittore, che lavorò alla stesura di una sceneggiatura tratta dal romanzo”. Un testimonianza generosa, a tutto campo, quella della Maestri, che si è raccontata, parlando della sua vita, del rapporto con la malattia (prima quella da bambina, e poi la scoperta di una malattia genetica), l’amore per la piccola bambina bielorussa che vuole adottare e che segue già da tre anni, il suo romanzo “La bambina dei fiori di carta” che è stato tradotto in uno spettacolo teatrale curato dal varesino Andrea Chiodi: lo spettaolo sarà proposto a Milano, al Teatro Delfino, fino al 16 febbraio, e poi all’Apollonio di Varese l’11 aprile.

“Piero Chiara resta attualissimo, la provincia è sempre la stessa”, dice Sarah, E ricorda con affetto il progetto – collaterale al film – “Cento anni d’autore”, che ha portato tante persone comuni ad essere coinvolte nel film, che per il coinvolgimento di tanti può essere descritto come un film “social”. “Centinaia di figuranti hanno preso parte alle riprese e tanti continuano a trovarsi, a frequentarsi, è nato un gruppo di quelli che hanno partecipato al film”. Solo un cruccio, per lei madrina del Varese Calcio: “Sono qui, mentre i ragazzi sono in campo. Come sta andando?”.

26 ottobre 2014
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