Lettere

Modello Varese? Chiuso su se stesso

imagesCAMJ47OEQuando ci riferiamo al concetto di “rete”, il primo pensiero che ci viene in mente è senza dubbio quello di internet, la rete per eccellenza, che in pochi anni ha collegato persone e paesi di tutto il mondo, permettendo loro di condividere in tempi rapidissimi idee, attività economiche, sociali e politiche. Tutti sappiamo quale enorme volano di sviluppo e di innovazione sia costituito dal poter disporre, attraverso questa rete telematica, di un numero pressochè illimitato di informazioni e di dati e dal poter condividerle con altri.
Ma quando si parla di “rete”, lo si fa anche per descrivere un metodo di lavoro ( “in rete”, appunto), oppure per descrivere fenomeni di aggregazione, nella società come nella nella politica (“fare rete”).  Il modello può essere applicato anche alla governance degli enti locali.
Riflettiamo su Varese ed sull’isolamento  vissuto in questi anni dalla nostra Città: il “modello Varese” a guida Lega e PDL, è stato un modello autoreferenziale e di netta chiusura verso l’esterno, in tutti i campi, esattamente l’opposto rispetto ai fenomeni descritti in precedenza.  Il PD di Varese ha cominciato con entusiasmo il suo percorso per la costruzione del programma da presentare alle elettrici ed agli elettori in occasione delle prossime elezioni comunali del 2016, raccogliendo le idee ed i contributi di tantissime persone che stanno lavorando attorno ai temi dell’ impresa, dello sviluppo, della cultura e della solidarietà.
Il metodo di lavoro é appunto quello della rete, insieme ai soggetti, alle imprese, alle associazioni ed alle persone che operano su questi temi.  Il ruolo della prossima Amministrazione comunale dovrà essere anche e soprattutto quello di regista, aggregatore di gruppi e soggetti diversi e coordinatore degli stessi, ruolo che fino ad ora è clamorosamente mancato costringendo la Città ad un vistoso ripiegamento su sè stessa.
Pensiamo alla “Grande Varese”, che dovrà essere capace di aggregare Varese ed i tanti Comuni che su di essa gravitano rispetto alle tematiche urbanistiche (si veda l’attuale polemica sugli insediamenti commerciali ai confini della Città), dei servizi, dell’ ambiente (per esempio sul tema dell’inquinamento del nostro lago).
Pensiamo alla rete dell’innovazione tra le imprese e le attività produttive, alla rete dell’integrazione (costruita, magari, a partire dalle scuole),alla rete della cultura tra le associazioni e così via. Ma anche nell’organizzazione interna del Comune: il funzionamento ordinato ed efficiente della “macchina comunale” può avvenire solo con il costante dialogo e raffronto tra gli Assessorati, attraverso la mediazione del Sindaco, contrariamente a quanto avvenuto spesso negli ultimi anni, quasi che vi fosse non uno, ma  una molteplicità di centri decisionali all’interno del Palazzo, per di più tra loro scoordinati.
Noi del Partito Democratico vogliamo che i prossimi Amministratori sappiano costruire e governare reti, sociali, economiche e culturali,  in modo che queste siano allo stesso tempo luoghi di confronto e moltiplicatori di energie, stimoli e dinamiche positive. Per fare questo occorre che i cittadini scelgano in netta discontinuità rispetto al passato i loro rappresentanti, basta con la Lega ed i suoi alleati, alle prossime elezioni occorre dare fiducia al partito democratico.
Luca Paris, Segretario Cittadino PD

25 ottobre 2014
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