Varese

Varese, “Mediterraneo”, alla sede di Varesevive gli “scatti” di Gianadda

foto 2: Annette e Léonard Gianadda davanti alla Cupola de l’Académie Française

Annette e Léonard Gianadda davanti alla Cupola de l’Académie Française

Un evento di grande richiamo per la città di Varese voluto e organizzato dall’Associazione Varesevive in collaborazione con Nicoletta Romano, Direttore della rivista Living is Life. “Sono grato a Nicoletta Romano che grazie alla sua amicizia con l’artista e mecenate Léonard Gianadda, è riuscita a portare questo personaggio di statura internazionale nella nostra città”, dichiara Giuseppe Redaelli Presidente di Varesevive, collaudata Associazione volta ad animare il panorama culturale cittadino con eventi di alto livello.

La mostra, che si pregia del patrocinio del Comune di Varese, del CCR di Ispra, della Fondazione Comunitaria del Varesotto e della Fondazione Gianadda nonché di Living, resterà a Varese fino al 15 dicembre prossimo.

Dopo Martigny, Mosca, Losanna, Lione e Padova “Mediterraneo” sceglie Varese. L’inaugurazione della mostra avrà luogo il 15 novembre prossimo nella sede di Varesevive, via San Francesco 26 alle ore 11 con la presenza eccezionale di Léonard Gianadda, Accademico di Francia.

Offrendo al pubblico gli scatti effettuati da Léonard Gianadda fra il 1952 e il 1960 la cultura varesina offre una splendida testimonianza di quegli anni rendendo omaggio alle popolazioni prospicienti un mare che è stato culla dell’umanità e che ha visto, attorno alle sue rive, il succedersi di più civiltà e imperi come nessun’altra regione del pianeta.

Nel bagaglio giovanile di Gianadda le due componenti artistiche e professionali, sommate all’internazionalità dell’humus culturale e alla trasparenza del pensiero, si amalgamano perfettamente: i suoi sguardi in bianco e nero lasciano intravedere le radici che lo avrebbero indotto a trasformarsi in un mecenate. La Fondazione, da lui creata nel novembre 1978 nel giorno in cui il fratello Pierre avrebbe compiuto 40 anni e alla cui memoria è dedicata, ha fatto di Martigny un polo d’arte e cultura internazionale che attira milioni di visitatori.

Mostre di grande richiamo si susseguono, da Diego Rivera e Frida Kahlo a Gauguin, da Kandinsky a Picasso, da Rodin a Magritte, da Giacometti a Sam Szafran. Il parco delle Sculture che circonda la sede della Fondazione comprende opere dei più celebri artisti fra cui: Rodin, Dubuffet, Mirò, Chagall, César, Moore, Ernst, Niki de Saint-Phalle, Pol Bury. Una realtà continentale che ha elevato questo grande personaggio svizzero d’origini italiane fino all’Accademia di Francia di cui è membro dal 2001.

Folgorante ascesa per questo figlio di emigranti piemontesi originari di Cuneo. Suo nonno raggiunse Martigny attraversando il Sempione a piedi e riuscendo a creare un impero a livello immobiliare che tuttora si perpetua con grande successo. Il suo talento fotografico si rivelerà nell’Anno Santo 1950, quando la famiglia intraprende un viaggio in Italia. Nato nel 1935, nel corso degli anni giovanili Gianadda sarà fotoreporter per una testata svizzera. Questo tesoro fotografico verrà riscoperto, quasi per caso, da Jean-Henry Papilloud oggi curatore della mostra, che trovò le pellicole in annosi scatoloni dimenticati negli uffici di Léonard Gianadda.

Personaggio intriso di grande umanità, accanto alla Fondazione d’arte, ha creato l’Annette e Léonard Gianadda Foundation, un edificio a carattere sociale per anziani per i quali si prende carico anche delle cure mediche.

 

22 ottobre 2014
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