Varese

Lago di Varese, in Commissione è polemica sul ruolo del capoluogo

lago_vareseAl centro dell’attenzione il Lago di Varese, i suoi problemi, i suoi malanni. Ieri pomeriggio si è svolta una Commissione consigliare Ambiente ad hoc, convocata su richiesta del consigliere Nicoletti (Movimento Libero). “L’ho chiesta per conoscere lo stato di salute del Lago e studiare eventuali azioni per risanarlo”. Una seduta che avviene a due giorni dall’altro incontro, questa volta convocato dal sindaco di Varese in Comune, con la partecipazione di Comuni, Regione, Provincia, Arpa. Due appuntamenti che rivolgono i riflettori sul grande malato.

Una lunga cronistoria di tutti gli avvenimenti che, a partire dalla metà degli anni Settanta, hanno riguardato il lago è stata ripercorsa dall’architetto Ramazzi della Provincia di Varese, che è partito dalla fioritura di alghe che si è verificata tra fine agosto e i primi di settembre di quest’anno. Ramazzi ha parlato di un vero e proprio “zaino sulle spalle del lago, costituito da ciò che si è riversato prima dell’entrata in azione dei collettori”. Diversi i tentativi di risanare il lago, dal progetto della Provincia di riossigenare il lago ai campionamenti e alle analisi, fino alla sperimentazione del Phoslock, l’argilla australiana che doveva mangiare il fosforo in eccesso. Una lunga storia di tentativi costosi e presto abbandonati.

Un miglioramento reale, il lago, non lo ha mai avuto, anche se è passato da uno “stato scandente” ad uno “stato sufficiente”, ma, come ha sottolineato Valeria Roella di Arpa Varese, ciò è accaduto solo perchè sono stati cambiati gli indici di valutazione. “Sono nove le tonnellate annuali di fosforo provenienti ogni anno da fuori dal lago, mentre quelle prodotte all’interno sono sei volte superiori”, ha rimarcato la rappresentante dell’Arpa. Da parte di Elena Tettamanzi dell’Asl di Varese è giunta la conferma di elevati livelli di cianobatteri presenti nel lago, che hanno prodotto tossine e reso necessaria un’allerta legata alla possibilità di contatti con le acque del lago. La rappresentante dell’Asl ha dichiarato che “le analisi proseguiranno anche fuori dalla stagione estiva, lungo il periodo invernale”.

Tuttavia, ad una domanda posta da Raffaele Simone del Comune di Azzate se venivano analizzati i pesci pescati nel lago, tali esami si è appreso che verranno fatti in futuro, ma che non sono mai stati compiuti fino ad oggi.

A questo punto sono intervenuti consiglieri comunali e sindaci lacuali presenti in Commissione, dove è giunto l’assessore all’Ambiente Stefano Clerici, che tuttavia non è restato fino al termine dei lavori. Per Rocco Cordì (Sel) “il soggetto più carente nella vicenda sono state le istituzioni”. Da Romeo (Udc) è arrivata la proposta di raddoppiare i collettori delle acque. Il sindaco di Cazzago Brabbia, Emilio Magni, ha sottolineato come “è mancato l’apporto del Comune di Varese nell’ambito delle riunioni dell’Osservatorio a cui partecipano i Comuni rivieraschi”. Una dichiarazione che ha portato la consigliera Pd Luisa Oprandi a chiedere di conoscere se questa assenza potesse essere confermata da assessore o sindaco. Una polemica ripresa da Luciano Ronca (Varese & Luisa), che ha fatto formale richiesta da mettere a verbale che referenti del Comune garantiscano la loro partecipazione a questo organismo. Magni (Movimento 5 Stelle) ha invece stigmatizzato il mix di “milioni di euro dei cittadini spesi a fronte di tentativi falliti”.

 

21 ottobre 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs