Cultura

Premio Nobel letteratura a Modiano, autore che indaga l’orrore nazi

Lo scrittore Modiano

Lo scrittore Modiano

Un riconoscimento a chi, con caparbietà, con etica ostinazione, si interroga sulla “zona grigia” di cui ci parlò, con parole intramontabili, il grande Primo Levi. Nel caso di Patrick Modiano, che ha ricevuto in queste ore il Premio Nobel per la letteratura 2014, la scrittura indaga nella zona grigia del regime collaborazionista di Vichy, un nome osceno che ricorda ancora oggi come in Europa i nazisti ebbero sempre, al loro fianco, zelanti carnefici. Fiu il caso di Vichy in Francia, quello della Repubblica di Salò nel nord Italia.

Nato nel 1945 nel sobborgo parigino di Boulogne-Billancourt da Albert, ebreo francese di origini italiane e la belga Louisa, Modiano si diploma al Liceo Henri IV di Parigi e tra i suoi professori c’è Raymond Queneau, che lo presenterà al suo primo editore, Gallimard.

Il suo primo romanzo, ‘La place de l’Etoile’, del 1967, gli vale il premio Roger Nimier. Nel 1978 vince il prestigioso premio Goncourt con ‘Rue des boutiques obscures’.   Modiano ha dedicato parte della sua narrativa alla ricostruzione della figura paterna che, tra mille ombre, da ebreo si ritrovò a collaborare col regime di Vichy e gli occupanti nazisti.  

Tra i suoi romanzi e racconti tradotti in italiano, ci sono “Dora Bruder”, capolavoro assoluto, che ricostruisce le ultime ore di una ragazza ebrea di 15 anni, dal momento della scomparsa sino a quando, otto mesi dopo, il suo nome ricomparirà, insieme con quello del padre, in una lista di deportati su un convoglio per Auschwitz.

Altri libri sono “Sconosciute”, “Bijou”, “Un pedigree”, “Nel caffè della gioventù perduta”, “L’orizzonte”. All’attività di scrittore affianca quella di documentarista per il produttore cinematografico Carlo Ponti e di paroliere per la cantante Françoise Hardy.

9 ottobre 2014
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