Varese

Varese, “Minima amoralia” di Spagnoli, al Lavit va in scena il gioco dell’arte

Da sinistra Alberto Lavit e Stefano Spagnoli

Da sinistra Alberto Lavit e Stefano Spagnoli

E’ un ritorno, quello dell’artista parmense Stefano Spagnoli, allo Spazio Lavit di Varese. Ma dalla mostra del 2010 – per intenderci quella dedicata a Paul Klee -, la sua produzione si è fatta ancora più articolata e ricca. Ieri ha inaugurato la mostra “Minima amoralia”, una trentina di opere che propongono al visitatore l’ars combinatoria così caratteristica, accattivante, certamente controcorrente nell’odierno panorama delle arti. A presentare l’artista il padrone di casa Alberto Lavit, che ha sottolineato l’originalità e la diversità delle opere in mostra, un’iniziativa che, patrocinata da Comune e Provincia di Varese, partecipa alla decima edizione della Giornata del Contemporaneo di Amaci in programma l’11 ottobre.

La ricchezza della produzione di Spagnoli, che alle spalle ha anche interessanti esperienze come assessore alla Cultura a Parma, è sottolineata da una rete di rapporti che si sono alimentati in tutti questi anni. Se il poeta Attilio Bertolucci discettava sul Klee di Spagnoli, resta indimenticabile un inarrivabile sonetto combinatorio dedicato all’artista parmense da Edoardo Sanguineti. Presenze che confermano come la galleria di immagini e di suggestioni presenti anche allo Spazio Lavit accendano pensieri, impressioni, sorrisi. Del tutto in linea con ciò che lo stesso Spagnoli ci ha detto all’inaugurazione della mostra varesina.

“Le opere in mostra qui allo Spazio Lavit – dice Spagnoli – recuperano il possesso del tempo e il piacere del fare”. Colori, oggetti, figure, qui il “piacere del fare” poggia su una interessante lettura che Spagnoli fa della sua stessa arte: “E’ chiaro che le mie opere – continua Spagnoli – si confrontino con l’eredità delle avanguardie storiche, come si può notare sul fronte dei materiali, per quanto riguarda le geometrie. Sono un viaggiatore del tempo”. Un confronto che diventa gioco, divertimento, piacere dello sguardo. Un percorso che, qui a Varese, ricorda la grande arte di Enrico Baj. Un mondo del tutto estraneo ad altre avanguardie a noi contemporanee, che Spagnoli definisce ironicamente “astoriche”: “Le avanguardie stimolano l’immaginazione perversa di una borghesia che adora sentirsi denigrata. E’ una committenza sedotta dal mercato, che acquista a prezzi esorbitanti un pescecane sotto forma aldeide”.

Dunque un invito a superare il grigio torpore della morale corrente in arte, lasciandosi condurre dalla fantasia e dall’ironia in questo percorso fatto di carte, specchi, legni e quant’altro. “Io santifico l’oggetto scartato”, sorride Spagnoli. E con ironico distacco ci mostra una scultura in legno, con una figurina che richiama la Statua della Libertà dal titolo “Amerika”. Un nuovo divertimento, uno sberleffo d’artista.

La mostra “Minima Amoralia” di Stefano Spagnoli allo Spazio Lavit (Via Uberti 42 – Varese) resta aperta fino al 15 novembre, e si può visitare dal mercoledì al sabato, dalle 17 alle 19.30. Ingresso libero.

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5 ottobre 2014
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