Malpensa

Malpensa, la Cgil di Varese scende in campo contro il decreto Linate

Il segretario generale della Cgil di Varese Umberto Colombo

Il segretario generale della Cgil di Varese Umberto Colombo

Futuro di Malpensa e decreto Lupi, la Cgil scende in campo per esprimere preoccupazione ed allarme. Lo fa sull’onda dei timori dei lavoratori dello scalo e punta a mobilitazioni importanti, significative e unitarie.

Racconta il segretario generale della Camera del Lavoro di Varese, Umberto Colombo: “Temevamo la liberalizzazione di Linate, al punto che avevamo tenuto la manifestazione del Primo Maggio proprio nello scalo di Malpensa, una manifestazione di carattere regionale”. A questo punto non usa mezzi termini il segretario della Cgil: “E’ stato un vero pugno nello stomaco – rimarca Colombo -, dopo che il ministro aveva ribadito più volte che non ci sarebbe stata alcuna penalizzazione per Malpensa”. “I fatti sono andati al di là delle più nere previsioni: non solo è stata liberalizzata l’attività di Linate, ma si è superato anche il limite temporale di Expo”, dice Colombo.

Ma perchè la Cgil di Varese alza il tiro sul decreto Lupi? “Nutriamo una forte preoccupazione per i posti di lavoro che sono stati messi a rischio – spiega il segretario generale della Cgil varesina -. E non intendo soltanto riferirmi a chi lavora nel sedime aeroportuale di Malpensa, ma anche ai tanti lavoratori dell’indotto. Infine non devono sfuggire i riflessi negativi per tutta l’economia del nostro territorio, già duramente provato da una crisi che non ha smesso di mordere”. C’è poi il rischio che il decreto, continua Colombo, “avvantaggi hub e aeroporti europei al di fuori dei confini nazionali, e dunque il decreto finisce anche per scontrarsi con l’interesse nazionale”.

Davvero “un colpo basso”, come dice Colombo, contro cui, nei prossimi giorni, saranno attivate iniziative largamente condivise, con i sindacati di categoria e con le confederazioni.

3 ottobre 2014
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