Varese

Varese, affollato il convegno “La Terra desolata”, tra applausi e contestazioni

Gremito il Teatro Santuccio di Varese

Gremito il Teatro Santuccio di Varese

Grande affluenza di pubblico, ieri sera al Teatro Santuccio di Varese, per il convegno “La Terra desolata”, un’iniziativa promossa da Piccole Vedette Lombarde-UniversAuser Varese. Nata dopo la mobilitazione per salvare i cipressi dei Giardini Estensi, la serata ha visto la partecipazione di almeno 200 persone interessate al programma degli interventi, che hanno affrontato i temi che nell’ultimo anno hanno suscitato allarme e preoccupazione: dal parcheggio alla Prima Cappella del Sacro Monte all’Ippodromo, dalla Caserma Garibaldi fino alla tutela del verde pubblico.

Ad aprire il convegno, condotto da Jane Bowie, è stato Valerio Crugnola, un po’ il regista dell’iniziativa. Il tutto è partito, però, con un piccolo equivoco: è stato spiegato inizialmente che ad ogni intervento sarebbe stato riservato una durata di 3 minuti, ma non è stato chiarito che gli interventi programmati avrebbero avuto una durata di 10 minuti o di più. Non solo: nel corso del convegno non si è avuto nessun intervento del pubblico, ma soltanto relazioni. Una scelta degli organizzatori che ha destato in una parte del pubblico prima qualche perplessità, poi un certo nervosismo, infine qualche contestazione, causata soprattutto da relazioni che finivano per essere noiosette, generali, non legate ai temi di stringente attualità. Lo stesso Crugnola, ad un certo punto del suo intervento, è stato rumorosamente interrotto dal pubblico. Un malumore che è esploso quando il fotografo Carlo Meazza ha urlato dal pubblico: “Così non vinceremo mai, è un’occasione persa”. E ‘ poi intervenuta un’altra presente che, alzatasi, ha esclamato: “Ci aspettavamo cose molto diverse, se continuiamo col politichese è inutile”.

Tuttavia il convegno ha proposto anche interventi di relatori che sono stati apprezzati dai presenti. A partire da Claudio Mezzanzanica, collaboratore dell’economista Gioacchino Garofoli, che ha descritto impietosamente il declino urbano, che ha finito per rendere “Varese sempre più simile ad una città meridionale”, una città fatta da professionisti e da lavoratori pubblici. Apprezzato anche l’intervento del direttore di Varesenews Marco Giovannelli, che ha ripercorso le opere delle amministrazioni leghiste. Applausi anche per Giuseppe Molteni, il mitico “Pinuccio”m che si è soffermato sulla difficile situazione dell’Ippodromo.

Ma l’intervento più apprezzato è stato senza dubbio quello dell’agronomo Daniele Zanzi, che al termine delle sue parole ha ricevuto una vera ovazione. Ed è stato proprio Zanzi l’unico a nominare il ragazzo salito sul cipresso, che non è intervenuto al convegno: “Michele Forzinetti è un ragazzo magnifico, una persona onesta che voglio ringraziare”. Per Zanzi “negli ultimi 20 anni è completamente mancata a Varese una progettualità sul verde”, battezzando il periodo 2000-2014 “gli anni del niente”. Dall’agronomo varesino anche la proposta di accorpare l’assessorato del Verde Pubblico a quello della Cultura “perchè l’ambiente resta la nostra priorità”.

Un convegno che ha dato riconoscimento ad una realtà di comitati e movimenti che stanno prendendo piede in città. Una finestra aperta sulla mobilitazione dei varesini a cui hanno assistito una nutrita pattuglia di esponenti del Pd (Paris, Mirabelli, Conte, Infortuna, Civati, Corbetta), del Sel Rocco Cordì, del capogruppo Ncd Giovanni Chiodi. Presenti anche molte associazioni blasonate, dall’Arci a Legambiente, al Fai. Non è mancata neppure l’arte: la poesia di Thomas Maria Croce e la danza di Alessandra Pessina.

 

 

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26 settembre 2014
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2 commenti a “Varese, affollato il convegno “La Terra desolata”, tra applausi e contestazioni

  1. Daniele Zanzi il 26 settembre 2014, ore 08:22

    Come tutti gli eventi spontanei non sono certo mancati punti deboli, specie organizzazitivi e di compressione dei molti varesini e tecnici cui è’ stata concessa la parola. Un dato comunque è’ certo e commuove: la straordinaria e spontanea partecipazione popolare alla serata. Era giusto che qualcuno esprimesse dissenso o insofferenza anche in questa sede così informale.Troppi non ne possono più. Meglio così che una sala piena di attivisti di partito li perché costretti da ordini superiori di partito o da autorità autoreferenziali o dai soliti ,lì per farsi vedere e riverire qualcuno.Il magma ribolle e di certo troverà la via per incanalarsi verso una partecipazione critica ma costruttiva. Varese terrà desolata nella sua bellezza ,molto ti amiamo!

  2. Roberto Ro il 27 settembre 2014, ore 18:32

    Buongiorno
    Ho assistito alla prima parte del convegno, fino al quarto intervento e ho condiviso la contestazione ad alcuni relatori, Come ha detto la conduttrice, tutti quelli che erano presenti avrebbero potuto essere altrove, a casa o a occuparsi di altro. Se sono venuti rubando tempo alla loro serata significa che il tema desta interesse ed è diffusa l’esigenza di “fare qualcosa”. Peccato che una buona parte del tempo sia stata usata per leggere interventi un po’ retorici e/o lezioni di urbanistica. La grande partecipazione testimonia che l’idea è buona e va portata avanti, ma con un po’ più di concretezza, comunicazione più moderna, e chiarezza di intenti e obiettivi.
    R.Giancotti

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