Varese

Varese, Centro di prima Alfabetizzazione, quando l’integrazione è concreta

Il centro di via Bixio, Al centro l'assessore Angelini

Il centro di via Bixio, Al centro l’assessore Angelini

Presentato questa mattina alla scuola primaria Parini in via Bixio il Centro di prima Alfabetizzazione e di intercultura. Sono intervenuti l’assessore a Famiglia e Persona Enrico Angelini, la referente intercultura per l’UST Paola Benetti, i dirigenti scolastici Maria Rosa Rossi e Mara Caenazzo, le insegnanti UST Cinzia Milan e comunali Romana Gerindi e Emanuela Valenzasca.

Positive le esperienze degli scorsi anni, con oltre 40 iscritti (24 il primo anno, 44 lo scorso anno), nelle scuole di Avigno e alla Vidoletti. Per il 2014-2015il centro ha sede alla scuola Parini e conta, ad oggi, 30 iscritti, 16 di scuola primaria e 14 di scuola secondaria, provenienti da 12 paesi: Marocco, Egitto, Grecia, Filippine, Senegal, Perù, Moldavia, Tunisia, Cina, Spagna, Sri Lanka, Repubblica Dominicana. Sono presenti tre insegnanti: due educatrici comunali ed un’insegnante assegnata dall’UST.

Spiega l’assessore Angelini: “Il centro ha funzionato bene negli anni scorsi garantendo il primo ingresso nella scuola ai bambini e ai ragazzi appena arrivati a Varese. Il progetto prevede anche un forte intervento di mediatori culturali e linguistici nelle varie classi”. “Al centro di tutto – precisa l’assessore – ci devono essere le persone ed ogni sforzo vale di più se fatto per i bambini. Per loro vivere a Varese deve essere un’opportunità di crescita ed integrazione e non un momento di emarginazione”.

L’impegno concreto del Comune su questo tema è dimostrato dalla presenza di due educatrici, dalla disponibilità di locali ed arredi presso la scuola Parini e dal cospicuo pacchetto di ore di mediazione nelle varie aule della città per favorire un reale inserimento sia a vantaggio dei bambini stranieri sia di quelli italiani. “L’integrazione – conclude l’assessore – non è un’ideologia ma una serie di azioni concrete”.

Il centro si rivolge a bambini stranieri neo-arrivati in Italia  nella fascia di età  6-14 anni. Il “neo-arrivato” straniero infatti, spesso, fa fatica ad esprimere e ad utilizzare le proprie conoscenze e competenze a causa delle difficoltà linguistiche, dell’inserimento in un contesto nuovo, con persone nuove, con abitudini e costumi differenti. I bambini frequentano inizialmente il centro scolastico per poi venire inseriti progressivamente nelle classi e nelle scuole di appartenenza entro pochi mesi. Il periodo di frequenza può variare da un minimo di qualche settimana fino ad un massimo di tre mesi a seconda del grado di apprendimento raggiunto dal bambino.

Il tempo dedicato all’accoglienza del minore straniero viene potenziato con il coinvolgimento della famiglia. Sono infatti programmati incontri specifici prima dell’inserimento in classe del minore che permettono di orientare ed informare adeguatamente il nucleo familiare ottimizzando l’impiego dei mediatori culturali. In classe sono promosse anche attività di laboratorio che permettano al minore straniero di esprimere stati d’animo ed emozioni, di interagire con i compagni e gli educatori in una situazione di gioco.

 

 

24 settembre 2014
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