Varese

Varese, “Il dono dell’abbraccio” di Guido Mezzera alla Libreria Feltrinelli

La copertina del libro

La copertina del libro

Venerdì 26 settembre, alle ore 18, presso la Libreria Feltrinelli di Varese, in corso Moro, sarà presentata la raccolta di racconti dal titolo “Il dono dell’abbraccio” di Guido Mezzera, un volume illustrato da Vera Portatadino. A dialogare con l’autore Andrea Giacometti, Direttore di Varese Report.

“All’apparenza, Attilio era un imbianchino”, è il titolo di uno di questi racconti. E all’apparenza Carla era una fotografa, e Itala una bibliotecaria, l’intera vita passata a schedare e ordinare volumi.

Gli uomini raccontati da Guido Mezzera sono uomini come gli altri, che fanno lavori comuni. Ma in ognuno di loro vive una tensione, magari esteriormente impercettibile, e però forte, che ne conduce la trama delle giornate. Itala è la bibliotecaria che fiuta i libri, con una passione golosa, come un levriero annusa le tracce della preda. Carla è, sì, una fotografa, ma una fotografa che non si accontenta di un’immagine banale, e invece per tutta la vita insegue lo scatto che riesca a catturare l’istante esatto in cui un evento accade e si dipana nella realtà. E certo, con questa pretesa Carla scatta un sacco di foto sbagliate e inutili, e tuttavia non si arrende: “Lei voleva fotografare il momento vero e correre tutti quei rischi, perché nella vita, aveva sempre pensato senza dirselo, vale sempre la pena di correre dei rischi per avere la verità”.

E Attilio, Attilio – all’apparenza solo un imbianchino – è l’uomo che, assorto su un’impalcatura a restaurare gli affreschi di una chiesa, ferma il suo sguardo, a lungo, sulle facce di quei santi sulle volte: perché certo, pensa, l’antico artista si è ispirato a volti veri di uomini del suo tempo. E così contadini e carpentieri e pastori nel tocco del restauratore riprendono “luce, verità, fisicità, come gli uomini che si incontrano ogni giorno”. Fino al momento in cui Attilio scopre, seminascosto dietro agli altri nella folla dell’affresco, il volto di un uomo, quasi identico a lui.

Allora il filo che unisce tante diverse storie si palesa. Gli uomini raccontati da Guido Mezzera, cosa cercano? Cercano la verità, risponderebbero forse se si potesse interrogarli e quella ricerca a volte confusa e a tentoni volge per sua natura all’infinito. Nulla d’altro basta, a chi custodisce in sé questa domanda. La vita di questi personaggi assume a volte l’apparenza di un pellegrinaggio, spesso solitario, verso una meta che non si concede mai, o mai pienamente. Al desiderio di infinito – che uno dei protagonisti dei racconti ricorda di avere visto negli occhi di suo nonno, davanti alle montagne in cui era nato – non è data, non è possibile in questa vita una risposta piena, appagante, carnale. Ogni sembianza che contenga in sé una traccia della bellezza che cerchiamo, sembrano dire queste storie di uomini come gli altri, inesorabilmente non è che un segno, lasciato sulla strada a indicare: più in là. (dalla prefazione di Marina Corradi)

Guido Mezzera nasce a Milano il 29 luglio 1954, si laurea in Letteratura moderna e contemporanea con una tesi sull’opera di Italo Calvino. Collabora al settimanale nazionale “Il Sabato” occupandosi della critica letteraria, alla redazione culturale della Radio Televisione Svizzera e a diverse pubblicazioni di arte e design. A trent’anni abbandona questo percorso culturale per collaborare nell’azienda commerciale di famiglia. Nei trent’anni successivi svolge l’attività di imprenditore prima e di consulente aziendale poi, anche tuttora, come dice “senza mai rinunciare a guardare, a stupirsi, a leggere, a scrivere”.  ”Il dono dell’abbraccio” è il suo primo libro.

Vera Portatadino è nata a Varese nel 1984. Si è formata presso la NABA di Milano e il Chelsea College of Art and Design di Londra. Espone in Italia e all’estero. Vive a Comerio, dove ha sede il suo studio. Lavora principalmente con la pittura e il disegno. Dal 2014 è coinvolta nella ideazione e gestione di Zentrum, spazio progettuale ed espositivo con sede a Varese, per cui cura Yellow, un progetto dedicato alla pittura internazionale.

23 settembre 2014
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