Varese

Varese, da Caos una borsa di studio per la ricerca sul cancro

La consegna della borsa di studio

La consegna della borsa di studio

La lotta al cancro vede nella prevenzione il punto di forza. I progressi della ricerca permettono una prevenzione che “gioca sempre più in anticipo”: andando ad “interrogare” il DNA, attraverso l’indagine di mutazione genetica, è così possibile individuare se una donna sana ha ereditato il rischio di ammalarsi di cancro al seno e all’ovaio. Qualora il gene risultasse modificato la probabilità di contrarre la malattia supera l’80%.

Ciò significa due cose fondamentali: la prima è che la ricerca in ambito oncologico registra progressi continui; la seconda è che il livello di prevenzione cresce. Tutto questo avviene all’Ospedale di Circolo di Varese, dove accanto all’equipe medica da oltre 10 anni opera in maniera integrata l’associazione C.A.O.S. presieduta  da Adele Patrini.

Il Centro Ascolto Operate al Seno, attivo nei Centri di Senologica degli Ospedali del Varesotto, molto attento a questo tema, ha donato questa mattina, a Villa Recalcati, una borsa di studio per una laureata in Scienze Biologiche dedicata all’indagine di mutazione genetica, presso la S.C. di Anatomia ed Istologia Patologica dell’Ospedale di Circolo di Varese diretta dal Prof. Fausto Sessa. A ricevere la borsa di studio la dottoressa Ileana Carnevali, specialista in genetica medica.

Alla Borsa di Studio si aggiunge un percorso di formazione per giovani medici dedicati alla tutela delle donne ad alto rischio oncologico. Questa donazione di 22.000 euro, intitolata a Stefano Fontana, si è resa possibile grazie al contributo della Provincia di Varese e degli Alpini di Venegono Superiore.

E proprio a nome della Provincia di Varese ha inviato un messaggio il Commissario Dario Galli: “In questi anni, da Presidente della Provincia di Varese prima e da Commissario straordinario poi, ho avuto l’opportunità di conoscere C.A.O.S. e seguire con attenzione le tante attività promosse e i progetti realizzati. Mi ha stupito l’energia e la vitalità che da sempre caratterizza il percorso di questa associazione che, non dimentichiamolo, opera in un contesto sanitario delicato e a stretto contatto con donne rese fragili dalla malattia, ma capaci di riprendersi la vita, di tornare a sorridere e viverla con ancora più forza. Non solo. A sorprendermi è stata anche la capacità di volontari, medici e personale ospedaliero di confrontarsi, ascoltarsi e collaborare insieme e in sintonia fino a dar vita a un servizio ormai diventato strategico e imprescindibile per coloro che si trovano ad affrontare la difficile sfida del cancro”.

23 settembre 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs