Varese

Varese, Tettamanzi inaugura il Centro Mons. Macchi al Sacro Monte

Il Cardinal Tettamanzi visita il Centro espositivo

Il Cardinal Tettamanzi visita il Centro espositivo

Non un museo, ma un Centro espositivo, dinamico, capace di ospitare eventi, di presentare nel tempo opere d’arte diverse, oggetti personali scelti tra gli innumerevoli appartenuti a monsignor Pasquale Macchi, Arciprete del Sacro Monte, segretario di Montini e poi di Paolo VI, grande protagonista del rilancio della montagna sacra amata dai varesini. E’ stato inaugurato questa mattina alla presenza del cardinale Dionigi Tettamanzi, che di Macchi fu prima allievo e poi amico. La palazzina conosciuta come La Samaritana, ristrutturata a cura della Fondazione Paolo VI, si è trasformata in uno spazio che si articola su tre piani. E cerca di dare un’idea di un uomo e di un sacerdote dalla vita assai complessa.

Ad attendere fuori dalla palazzina che sorge alla Prima Cappella le autorità civili, i vertici delle Forze dell’ordine, religiosi e cittadini varesini che ricordano Macchi con affetto. Ad accogliere il cardinale Tettamanzi il prevosto monsignor Donnini, il vicario episcopale monsignor Agnesi, l’ex vicario monsignor Stucchi e l’arciprete del Sacro Monte Erminio Villa. Presente anche Riccardo Broggini, vicepresidente della Fondazione Paolo VI.

Come ha spiegato monsignor Donnini, l’idea di collocare oggetti sacri e opere d’arte appartenute a Macchi in questo spazio è legata al fatto che “qui parte l’itinerario del pellegrino nella salita al Sacro Monte”, un luogo “che è un misto di fede e di cultura”. Il fatto che sia stata scelta la giornata di oggi per l’inaugurazione si motiva invece con la ricorrenza della Giornata del Patrimonio Europeo: “Ci collochiamo in questo ambito, anche se l’operatività di questo spazio non è immediata”. Restano ancora alcuni lavori di manutenzione e la ricerca di persone che guidino i visitatori.

Ha poi preso la parola il Cardinale Tettamanzi, che ha sottolineato come l’inaugurazione dello Spazio avviene in prossimità della beatificazione di Paolo VI, in programma il 19 ottobre “un momento atteso – ha detto Tettamanzi – da tante persone, varesini, la diocesi ambrosiana, quanti pregano Paolo VI”. Tettamanzi ha ricordato come sia stato Macchi a “contagiare” Montini per quanto riguarda la pietà mariana popolare, per poi giungere ai ricordi personali: “Mi sono sorbito in Seminario le sue lezioni di francese e sono stato io a dargli l’ultimo saluto in Duomo nel 2006″. Immancabile il riferimento all’amore di Macchi per l’arte e il suo linguaggio. Tanto più che, come ha concluso l’ex arcivescovo di Milano, “solo la bellezza salverà il mondo”.

Prima della visita alla palazzina, la conservatrice del Museo Baroffio Marazzi ha richiamato le opere più prestigiose contenute nello spazio alla Prima Cappella, sottolineando il fatto che le opere saranno alternate ai muri e  nelle teche. Dopo la benedizione, il cardinale ha visitato lo Spazio espositivo soffermandosi soprattutto sulla vetrina con i libri appartenuti a Macchi.

 

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20 settembre 2014
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