Varese

Varese, voto su Clerici, reazioni di ML e Sel: maggioranza più debole

L'assessore Clerici

L’assessore Clerici

Il giorno dopo la scelta della maggioranza di centrodestra di rinviare il voto sull’assessore forzista Stefano Clerici, si moltiplicano le reazioni politiche da parte degli esponenti delle opposizioni. Per il leader di Movimento Libero Alessio Nicoletti “la sospensione della discussione sulla richiesta di revoca delle deleghe all’assessore Clerici voluta dalla maggioranza di Palazzo Estense rende ancora più debole l’intero esecutivo di Palazzo Estense”.

Continua Nicoletti; “Sull’assessore Clerici, sfiduciato in modo evidente  dalla città per una miriade di motivi che non sto qui a richiamare perché ben noti, penderà una spada di Damocle a tempo indeterminato, rendendo la Giunta Comunale più debole di quanto già non sia. La sensazione di molti, inoltre, è stata quella che la maggioranza avesse paura di franchi tiratori che nel segreto dell’urna avrebbero potuto votare in coscienza”.

“Insomma, la maggioranza – conclude Nicoletti – non era certa di poter garantire la sopravvivenza politica dell’assessore e ha scelto la strada del rinvio, che inevitabilmente porterà ad un perenne clima di sfiducia che potrebbe coinvolgere l’intera Giunta.  Uniche vie d’uscita: il ritiro delle deleghe da parte del Sindaco o un passo indietro del diretto interessato. Ipotesi che difficilmente verranno prese in considerazione dagli interessati visto la debolezza politica dimostrata fino ad ora”.

Interviene anche il consigliere Sel Rocco Cordì. “Il rinvio della mozione per il ritiro della delega all’assessore Clerici imposto da LEGA-FI-NCD è la dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, della miopia e della inconsistenza di una maggioranza capace di esibire solo la forza dei numeri. Pur di mantenere la loro unità di facciata si sono aggrappati a cavillose interpretazioni regolamentari e a ragioni di “opportunità” assolutamente inesistenti. Va ricordato infatti che la mozione sottoscritta da PD-SEL-V&L-MovLib. era stata messa all’odg del Consiglio con voto unanime della Conferenza dei capigruppo non più tardi di 15gg fa. Se le “ragioni” addotte ieri sera per giustificare il rinvio avessero avuto un fondamento sarebbero state ovviamente sollevate in quella sede”.

“Evidentemente – dice ancora Cordì – la richiesta di rinvio formulata dal capogruppo della Lega Moroni ha sì una ragione di “opportunità”, non quella però detta in aula. In realtà si tratta di un penoso tentativo di tenere insieme i cocci di una maggioranza divisa anche sul ruolo di un assessore che non perde occasione per parlare a sproposito esponendo l’intera Città al ridicolo”. Infine Cordì conclude: “Difficile spiegare a chiunque il nesso tra la rimozione di un assessore a Varese e la liberazione degli ostaggi”.

19 settembre 2014
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