Lettere

Cipressi, tanto rumor per nulla

IMG_1183In tempi non sospetti – il 26 agosto di quest’anno – molto prima che il poeta Forzinetti salisse sull’albero e si creasse tutta la bufera che ne è conseguita, credo, in parte, da taluni acuita “ad hoc”, il sottoscritto segnalava sulla sua pagina Facebook la bellissima interpretazione che della poesia di Carducci trae Gino Cervi (da Youtube).

Di tutto il “cancan” che si è prodotto attorno all’atto di Forzinetti, una cosa buona ne è uscita: si è riletto, finalmente, il Carducci, il tanto vituperato poeta segnato a dito, a suo tempo anche da alcuni “eminenti personaggi” che hanno passeggiato in questi giorni sotto i cipressi dei Giardini Estensi e da molti “pseudo intellettuali” che, dal ’68, per lo meno, lo bollavano come un retrogrado dinosauro della destra storica.

Ed ecco che il Fato – quello che già ha previsto tutto – per un gioco d’ironia fa sì che un poeta considerato come l’espressione della destra più bolsa diventi il baluardo di un’azione contro un Assessore che taluni bollano come appartenente a quella stessa. Che se ne ricava da tutto questo’ perché una “morale” ci deve sempre essere, altrimenti ogni gesto sarebbe puramente inutile?

Che si fa tanto rumore per nulla – di fronte ad un iter seguito “ad hoc” ed alle carte bollate (perché, che piaccia o no, i “governatori” della città hanno affrontato i passaggi corretti della burocrazia), probabilmente i cipressi finiranno, alla fine, comunque “tagliati” – che si fa il gioco di chi ami il visceralmente il detto “purché se ne parli”, che, nella polemica dissennata, passino in secondo piano tristi problemi dell’area sociale (quella che riguarda le gravi espressioni della crisi che attanaglia troppe famiglie varesine) problemi che il Consiglio comunale dovrebbe affrontare con priorità assoluta, che della politica si tragga solo l’impressione che sia un calderone di personaggi “improvvisati”, quando invece ci sono ancora persone serie che se ne occupano.

Infine, penso che siano sempre più esemplari i versi del Giusti ne “Il re travicello”, quale preclaro insegnamento del tempo che si butta inutilmente e del fatto che tutto finisca poi, all’Italiana – tarallucci e vino – con la solita uscita del politico bersagliato “staremo a vedere, per ora ci fermiamo, siamo bravi ed ascoltiamo i cittadini” (ascolto che, in realtà, quasi mai è stato fatto):

“Calò nel suo regno

con molto fracasso -

le teste di legno

fan sempre del chiasso:

ma subito tacque

e al sommo dell’acque

rimase un corbello

il Re Travicello”.

In altre parole, oggi, così come sarà probabilmente domani, Varese si è risvegliata con gli stessi problemi che c’erano prima di 10 giorni fa, prima che l’Italia ci guardasse per una polemica in stile “nazional provinciale” piuttosto che per un concreto apporto ad un pensiero improntato a quella ferrea logica – salubre nella situazione sociale – la quale ci permetta di tornare ai problemi affrontandoli dal nucleo e non dall’involucro e dagli ammennicoli.

Bruno Belli

Varese

18 settembre 2014
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46 commenti a “Cipressi, tanto rumor per nulla

  1. Mariella il 18 settembre 2014, ore 16:32

    Che frustata Belli!
    Con tutta la sfilza delle conseguenze messe li con il perentorio “che”!
    Però, speriamo salutare.
    Abbiamo bisogno realmente di ragionare con il cervello e valutare le conseguenze “a monte”.

  2. Daniele Zanzi il 18 settembre 2014, ore 17:10

    Mah! Basito da come il fatto e’ analizzato ed esposto

  3. Giuseppe Musolino - "Un'Altra Storia" il 18 settembre 2014, ore 17:22

    Le procedure formali saranno state pure rispettate, ma quello che è sempre mancato – in modo arrogante e prepotente – è stato proprio l’ascolto dei cittadini La democrazia dev’essere sostanziale e non solo formale e specialmente se quest’ultima manca, non resta che la cittadinanza attiva, con tutte le opinioni in campo. Resta il dato di fatto che Michele non è stato tirato giù con la forza per il clamore suscitato e per l’ampia solidarietà concretizzatasi tra i cittadini.

  4. Giovanni Zappalà il 18 settembre 2014, ore 18:33

    Condivido appieno l’opinione di Bruno Belli. Dobbiamo comunque constatare che il gesto ha sollevato molta curiosità giungendo fino a interessare i media più seguiti. Ai cittadini che richiedono attenzione dovremmo suggerire di arrampicarsi sugli alberi?

  5. Bruno Belli il 18 settembre 2014, ore 19:03

    Mi permetto di aggiungere solo una precisazione a quanto ho scritto, perché, leggendo alcuni commenti, forse sono stato frainteso e me ne dispiace, soprattutto perché stimo e rispetto la competenza, il calore e l’umana passione del dottor Daniele Zanzi (che non è il mio “bersaglio”, come non lo è neanche Forzinetti e nemmeno l’assessore Clerici, lo affermo in tutta serenità).

    Quando affermo di “tornare ai problemi affrontandoli dal nucleo e non dall’involucro, o dagli ammennicoli”, intendo, ovviamente, che, “a monte”, lo stesso si sarebbe dovuto fare anche per questi cipressi.
    Personalmente, per quanto possa valere in questo la mia opinione, sono contrario al taglio di qualunque specie verde, se non per motivi legati ad una malattia della stessa o alla possibile “pericolosità” dopo una tempesta, ecc, ecc, –
    ma qui,

    IL PUNTO E’ UN ALTRO..

    Proteste, sollevazioni si dovrebbero fare prima che un atto sia stato ratificato e, lette le carte amministrative la prassi e i tempi burocratici sono stati rispettati. Ahimè, la domanda alla Soprintendenza fu inoltrata più di 1 anno fa!

    Piuttosto, allora, dato che credo nelle petizioni e che le firmo, all’uopo, (l’ho fatto quando furono raccolte le firme per il parcheggio al Sacro Monte) si inoltri una petizione per cambiare le procedure e le modalità secondo le quali l’Amministrazione prende le decisioni che riguardano il bene pubblico (qui, il verde pubblico), ad esempio, cassando o modificando determinati articoli dello STATUTO COMUNALE.

    Finchè non si farà questo – e lo dovrebbero portare avanti i rappresentanti della istituzioni di qualunque area politica che si esprimono nel Consiglio e nella Giunta – e sempre che lo si voglia davvero fare ci sarà sempre l’empasse, continueremo a girare a vuoto.

    Ecco, cosa significa partire dal nucleo e cambiare REALMENTE il modo di ragionare per un’ amministrazione più “partecipata”.

  6. Robjn il 18 settembre 2014, ore 20:09

    Egregio sig bruno belli … Le prassi amministrative sono alla mercè di persone, prima ancora che politici , anzi doverbbero essere Cittadini con senso “civico” del BeneComune che viene vituperato vilipeso straziato e Oltraggiato con atti e delibere burocratiche che ben poco hanno a che fare con la pubblica opinione , anzi per lo più e spesso sono assolutamente “distanti” dalle Persone perseguendo obiettivi di intreresse “privato” quanto ancor più del proprio e delle posizioni che ricoprono ! e questo è un Fatto.
    Manifestare dissenso è atto doveroso nelle forme “consone” da lei elencate ma ce ne sono Altre e forse BenPiù *Attive* che richiamano Attenzione … Laddove cè un Problema affrontabile con Atti di recupero della Responsabilità creando Visibilità Mobilitazione Informazione occorre “fermarsi” e Ridiscutere Approfondire Accordarsi per trovare “NUOVE” soluzioni NON perseguire ciecamente le proposizioni certificate da delibere miopi e intransigenti ! Questo la politica purtroppo non lo fà ! Ecco perchè i cittadini stessi “devono” intervenire a colmare Queste ed altre lacune .. dove gli stessi organi di informazione .. giornalismo sterile asservito a logiche di poltrona .. Non Svolgono !! Allora Funziona solo il Rumore L’Azione ‘estremistica’ ad Alta valenza Simbolica … un principio “primitivo” Efficace
    al punto di sfiduciare un assessore .. perche no ?? Se questo è l’unico modo per farsi Ascoltare e far cambiare -rotta- all’ignoranza di Professione, Ben Venga Michele Forzinetti e Tutti gli altri con simili Intenzioni !!! Saluti robjn Benedetto

  7. Marco C. il 18 settembre 2014, ore 20:18

    Il discorso di Belli, che mi pare tornato brillante come nei migliori tempi dei suoi venerdì – ed anche il suo post – non fa una grinza dal punto di vista logico ed anche amministrativo, soprattutto quando indica che si può cambiare una procedura, purchè la politica lo voglia.
    E siccome Belli ora non è più semplicemente un uomo della società civile ma anche un membro di un partito, sapranno, o vorranno, i suoi “compagni” stare con le sue “impennate” senza imbrigliarlo? Che ne pensano di una proposta come quella di andare direttamente ad “agire”, per quanto possibile, secondo le leggi e la costituzione vigenti, sulle istituzioni comunali?
    Pronti a cambiare per i cittadini? Mirabelli e company che ne pensano? Corsa selvaggia “alla Belli” o briglie al cavallo selvatico?

  8. Emiliano il 18 settembre 2014, ore 21:04

    Temevo che a Bruno Belli, indossando una casacca politica di parte, potesse venir a mancare quella libertà e determinazione che gli appartengono, e invece ci stupisce con un intervento che non fa “molto rumore per nulla” ma è semplicemente chiaro e realista.

    Il tutto senza doversi arrampicare sugli alberi come una scimmia (ammaestrata), tra l’altro.

  9. Bruno Belli il 19 settembre 2014, ore 09:36

    Ed, infatti, sig. Robjn, mi pare che, anche nel post aggiunto, una risposta concreta su come fare partecipare la gente in modo più diretto all’amministrazione l’ho data: e mi pare molto concreta.
    Se i nostro politici vorranno darne corso, in futuro, non avremo bisogno né di arrampicarci più sugli alberi, né di protestare, perché già PRIMA si potrebbe direttamente intervenire.
    Fatto salvo che il diritto a protestare sia innegabile….

  10. SIMONA il 19 settembre 2014, ore 10:59

    Quando, ieri in serata, ho letto il pezzo di Belli, mi sono spaventata un momento. E’ diventato insensibile ai temi cari alla gente? Poi, sono arrivata in fondo ed ho trovato il consueto intellettuale brillante, ma con i piedi ben saldi per terra (nonostante scriva anche lui poesia, come in tanti sanno…)
    Un intervento improntato al buon senso all’intelligenza che non vediamo, ahimè, troppo spesso nelle sale del palazzo (varesino, regionale, parlamentare). E pensare che, in effetti, se i nostri politici lo volessero, qualche modifica per coinvolgere e consultare prima i cittadini potrebbe essere introdotta.

    Bravo, Belli, come il solito non critica per il piacere di contestare, ma si pone anche il problema di “proporre”.
    Ora che Lei è nel PD si faccia ascoltare, lo dica ai suoi colleghi che siedono sui banchi del consiglio.
    Con la stima di sempre,
    Simona Z.

  11. Fabrizio Mirabelli il 19 settembre 2014, ore 13:37

    Credo che l’intervento dell’amico Bruno Belli dissipi i timori di tutti coloro che, dopo la sua adesione al PD, pensavano potessero venire meno quelle sue caratteristiche, quali l’indipendenza di giudizio e la determinazione, per le quali tutti lo apprezziamo. Nel PD ha e avrà, sempre, la libertà di dire quello che pensa. Le sue opinioni saranno un importante stimolo per migliorare la nostra azione politica. Proprio per questo, presto, avrà un ruolo di primo piano, insieme a tutti coloro che, come lui, vorranno generosamente mettere in gioco sé stessi, le proprie idee e le proprie competenze, nell’elaborazione di un serio progetto culturale per contribuire a rilanciare Varese dopo quasi venticinque anni di amministrazioni di centrodestra. In particolare, condividiamo la proposta di Belli di “andare direttamente ad agire, per quanto possibile, secondo le leggi e la costituzione vigenti, sulle istituzioni comunali”, tanto è vero che, proprio, ieri sera, abbiamo chiesto all’Amministrazione di riprendere la revisione dello Statuto comunale che era già giunta a buon punto e che si è, improvvisamente, bloccata, per volontà della maggioranza di centrodestra, circa un anno fa, quando, guarda caso, abbiamo presentato delle proposte concrete per rendere più accessibili a tutti i varesini gli istituti di democrazia diretta quali il referendum cittadino (consultivo e abrogativo) e la petizione popolare. Come dimostra, infatti, la grande partecipazione popolare alla seduta del Consiglio comunale di ieri sera la cittadinanza desidererebbe, su alcune scelte, essere maggiormente coinvolta. Esattamente come succede nella vicina Svizzera. Se un giorno ciò, finalmente, dovesse accadere, probabilmente, non avverrebbero più casi che dividono la nostra comunità come quello del parcheggio alla Prima Cappella o dei cipressi.

  12. ErreGi il 19 settembre 2014, ore 14:10

    Le scimmie “ammaestrate” purtroppo siedono in troppi consigli comunali .. Gli Uomini VERI invece salgono sugli Alberi !! …. Classica la topica delle tre scimmiette , tanto per ricordare al sig Emiliano come stanno le “cose” ~

  13. laura il 19 settembre 2014, ore 16:16

    Bruno Belli ha portato delle ragioni valide, bisognerebbe conoscere meglio le regole e le procedure seguite da questo comune che è tanto bravo a spendere per abbattere le piante, preziose fonti di ossigeno, come dovrebbero sapere quelli che tutelano l’ambiente, e non altrettanto a riempire ,le buche ( salvo finalmente ora forse in vista di expo abbiamo visto
    le strade asfaltate ).Purtroppo la strada per difendersi dagli abusi dell’amministrazione è lenta e costosa, con i ricorsi al Tar ecc. forse se il parlamento stabilisse che gli abusi della
    Pubblica amministrazione sono reati, la strada per impedirli sarebbe più veloce.Laura

  14. Michele il 19 settembre 2014, ore 16:58

    Come avevo avuto modo di scrivere nell’articolo che parlava di Belli entrato nel PD varesino, lo conosco solo tramite i suoi interventi sui giornali e da lettore di VARESEREPORT. ed anche questa volta quanto scrive finisce sempre tra i più letti della settimana e tra i più commentati, accendendo sempre il dibattito.

    Ora si aggiunge anche il fatto che il Capogruppo in Consiglio “sottoscrive” un’idea proposta da Belli (anche se, come dice, già cavalcata, ma lasciata nel dimenticatoio).

    Questo dimostra due fatti importantissimi:
    1) che chi proviene dalla società civile, indipendentemente dalla propria vita privata, ma con l’esperienza diretta sul campo, oltre che la capacità di elaborare idee, può essere utilissimo all’azione politica, come in questi casi;
    2) che chi tanto sbertucciava l’ “intellettuale” dovrà rendersi conto come, in realtà, gli “intellettuali” quelli veri sono molto più necessari alla politica di quanto il semplice politico non lo sia al comune cittadino…

    Inutile complimentarsi con Belli – ai dirigenti del PD cittadino, invece, tanto di cappello per avergli riconosciuto il valore che saprà, probabilmente, dimostrare.

  15. Robjn il 20 settembre 2014, ore 11:00

    Caspita sig Belli sembra avere più “Adulatori” lei .. del ReTravicello .. ben fatto, spostare l’attenzione su di Sè. La Favola di Fedro in questo caso attualissima Ben si rappresenta ! Cavalcare l’onda è un classico già noto agli “antichi” … uno standard fischiettabile … Le rane d’altronde cantano si sà , ma in modo non proprio intonato !
    La vicenda qui ha un’ altro Protagonista, non vorrà spero Rubargli la scena ?? Saluti R~

  16. sandro sardella il 20 settembre 2014, ore 13:33

    forse Michele Forzinetti ha scoperchiata .. la melma della cosiddetta democrazia .. gli intrallazzi .. gli accaparamenti .. le cordate dei cementi e degli affari .. ha fatto emergere anche altri mondi .. idealità & speranze .. il desiderio di un vivere migliore .. ha portato a galla non solo il problema tecnico degli alberi .. ma anche quello che in città c’era dieci giorni prima del suo dignitoso forte gesto .. una politica autoreferenziale.. un poco sorda .. autocompiaciuta .. semplicemente non al servizio o rappresentativa di interessi & bisogni
    collettivi .. quella sera in consiglio comunale c’erano cittadini di tante età che giammai sarebbero andati ad una asfittica riunione politica .. certo sono movimenti “autonomi” .. che non vogliono essere imbrigliati o strumentalizzati .. anzi .. possono ritornare ad altri mondi ..

  17. annina il 20 settembre 2014, ore 15:54

    la melma, chiamiamola così, oggi galleggia sul nostro lago e puzza. Che schifo (expo 2015 e accademie del gusto etc.: “minchia” che ridere)! Fatto salvo, solo per simpatia, il giovane idealista, tutti gli altri…. volessero fare il salto di qualità o dedicarsi ad altro nella vita! Ecosistemi distrutti e senza alcun investimento per il loro ripristino a garanzia della pubblica salute. Noi tutti invece paghiamo, ciascuno il suo, da decenni % complessivamente milionarie (in euro). I cipressi stanno lì, stanno male (secondo me e secondo altri no), ma non fanno star male nessuno e non ci qualificano nel mondo come Varese Lago di Cacca.

  18. Bruno Belli il 20 settembre 2014, ore 16:35

    Evidentemente c’ chi non vuol capire.
    Non è un mio problema.

    A me basta che chi deve avere compreso – a livello istituzionale, lo abbia fatto: un consigliere comunale, infatti, il Capogruppo del PD Fabrizio Mirabelli ha dichiarato di condividere la proposta grazie alla quale – una volta modificati i punti ad hoc dello STATUTO – i cittadini non dovranno salire più su di un albero, perché, già PRIMA, avranno potuto esprimere il loro parere.

    E questo, è un dato di fatto – si legga il post di Fabrizio Mirabelli più sopra.

  19. Giulio il 20 settembre 2014, ore 17:09

    Mi sembra di capire che la presa di posizione di Belli – che imparai a “seguire” nei suoi duraturi “Venerdì” sia in sostanza rivolta a chi “è in alto e opera con leggerezza e senza trasparenza” e non a chi “si arrabbia perché in alto si opera con leggerezza e senza trasparenza”.
    Spiace vedere che taluni non abbiano compreso. Belli avrà molto lavoro da fare ora che ha anche la responsabilità di vestire una casacca…

  20. Valentina il 21 settembre 2014, ore 17:00

    Brava “annina”!!!
    E bravo Belli, con il cervello, e senza peli sulla lingua.
    Ottimo il gesto, di per sé, di Forzinetti, ma la strumentalizzazione è sempre all’angolo; ed ora che sorge un “Futuro senza radici” – ma non sarebbe stato meglio “futuro con le radici” data la battaglia portata avanti – ci sarà chi darà ragione alle preoccupazioni del Clerici (che disse: Forzinetti è strumentalizzato).
    Vedi un po’ come vanno le cose, quando si ragiona di PANCIA e non di TESTA!

  21. ErreGi il 21 settembre 2014, ore 23:08

    Certo che non si vuol capire …
    ci sono precedenti che non fanno eccezione ma confermano regole … 
    Gallarate piazza risorgimento  agosto 2007.. 50 Platani centenari 
    1998/2012 Casabeno,  villa Recalcati !! Strage grandi Alberi
    2013  i Cedri secolari di  piazza Repubblica Varese , 
    così a villa Milyus 
    chiesa S Cassiano  e Tanti altri … 
    Queste non sono solo casacche politiche metti e togli ma
    Bestialità senza ragioni sostenibili … autorizzate “more solito” …
    Gli Alberi sono i più Degni rappresentanti della Vita di Tutti !
    Casaccofili e coscritti No !!

  22. giancarlo angeleri il 22 settembre 2014, ore 09:33

    Sulla vicenda cipressi mi sfugge, o mi e’ sfuggita e allora chiedo venia, la motivazione per cui nel 1970 si fece la piantumazione. Qualcuno puo’ illustrarmela? Grazie

  23. Bruno Belli il 22 settembre 2014, ore 10:10

    E quello che dice ErreGi, in realtà, dimostra che il mio discorso non era campato per l’aria.
    Se prima non cambi la regola (non è stato fatto e si continua a sbagliare) potrà sempre avvenire questo, senza il consenso della gente.
    A me interessa che la gente possa “impedire” prima: quindi, si deve fare in modo che sia possibile.
    O si preferisce che – ogni volta – si debba giungere ad una protesta, quando si potrebbe risolvere tutto a monte.
    Quindi non è questione di casacche o di parti: modificare i punti “nevralgici” dello statuto deve servire per dare maggiore spazio alla gente. E questo non lo possiamo fare direttamente noi, ma se ne devono prendere la responsabilità coloro che sono stati eletti negli organi comunale.

    Io mi auguro che giovedì sera, al Santuccio, al di là della possibile retorica, si chieda in modo incontrovertibile alle istituzioni di porre un rimedio una volta per tutte.

    Dopo di che anche per me – come già detto – i cipressi dovrebbero stare laddove sono. E così oscuro quanto detto?

  24. giancarlo angeleri il 22 settembre 2014, ore 12:55

    Dovevo scrivere per la quale ma l’insegnamento scolastico mi e’ rimasto nel… calamaio. Chiedo scusa

  25. Emiliano il 22 settembre 2014, ore 22:48

    Rispondo al signor Erregi…
    Se per lei gli “uomini veri” devono arrampicarsi sugli alberi anzichè tenere i piedi saldi a terra, allora me ne compiaccio. Se poi le “scimmie ammaestrate” siedono anche nei consigli comunali la colpa è di chi continua a credere nelle urne e nella democrazia, che in Italia produce solo danni a causa di un popolo cialtrone e ingovernabile.

    Auguri.

  26. Mariella il 23 settembre 2014, ore 01:29

    Bene, Bene, Bene, caro Belli!
    In pochi giorni da una parte i lettori che si esprimono – anche qualcuno in modo un po’ troppo piccato – dall’altra un politico che abbraccia una sua idea parrebbe in modo concreto (speriamo che non sia la consueta promessa)!

    E se il cambiamento venisse, anziché dalle consuete manifestazioni di arruffa popoli, proprio da qualche “sottoconsiderato” ed anche sbertucciato intellettuale!!!

    Bene, Bene, Bene, caro VARESEREPORT, con il direttore a.g. che ha detto di volerlo seguire…speriamo che non se ne dimentichi.

    Salve a tutti. Mariella.

  27. rosa malnati il 23 settembre 2014, ore 08:43

    Emiliano….@ Nella tua risposta ti sei dimenticato di scrivere w il Duce……Almeno cosi pare di capire

  28. a.g. il 23 settembre 2014, ore 15:21

    Cara Mariella, il direttore di Vr segue le notizie, i personaggi, i fatti. Il che non significa – ovviamente – sposarne le posizioni. Cordiali saluti, AG

  29. Mariella il 23 settembre 2014, ore 16:40

    Caro direttore,
    intendevo dire “seguire” con le notizie per quello che fa,come mi pare che avesse scritto quando ne ha parlato per la sua aderenza al PD di Varese.
    Mi scuso se mi sono espressa male. Vedo che Lei dà spazio a 360 gradi.

  30. a.g. il 23 settembre 2014, ore 17:41

    Spero anzi che tanti intellettuali entrino in politica…come già pensava Platone a proposito dei filosofi…

  31. Sergio Vito il 23 settembre 2014, ore 21:20

    …ma che non ne facciano una professione, caro a.g., altrimenti l’interesse personale finirebbe inevitabilmente con il sostituirsi a quello generale (cosa che a Belli non capiterà visto che lui nella vita è… è… già… cos’è? professore? impiegato? avvocato? giornalista presso…? pensionato? scrittore di successo? conferenziere a livello internazionale? Insomma… cosa fa Belli quando la gente del popolo si alza alle sei del mattino e poi corre, corre, corre fino a sera? come si guadagna il pane? come sbarca il lunario? quali sono i suoi titoli? chi gli versa i contributi? Domande legittime, perché se non facesse niente, un domani, eletto nella fila del PD e interrogato sull’argomento, potrebbe rispondere: “Il POLITICO”!)

  32. Emiliano il 23 settembre 2014, ore 21:46

    Rispettosissima Rosa Malnati,
    lascio a Lei le scimmie ammaestrate fuoriuscite dalle urne, a me lasci un po’ di sana ironia e altrettanto realismo. Sono anche interventi come il suo che favoriscono il ritorno di “certe” idee, se lo ricordi molto bene.
    Detto questo aggiungo che gli italiani non sono tuttora pronti per la democrazia, a differenza di altri popoli, tutto qui: siamo anarchici per indole, e la democrazia non fa che aumentare l’anarchia e i mali che, a parole, diciamo di voler combattere.

    Auguri a Lei, che ancora ci crede.

  33. Mattia Colombo il 23 settembre 2014, ore 22:50

    Caro Angeleri (direttore emerito), mi sembra di avere letto che i cipressi erano stati piantati ad hoc per guidare la prospettiva. Alcuni di questi sono un po’ spennacchiati tanto che per fare da paciere ho anche proposto un espianto e un successivo innesto altrove degli esemplari più belli. Ciò peraltro appare costoso e difficile.

  34. giancarlo angeleri il 24 settembre 2014, ore 07:45

    Grazie Mattia Colombo. Mi era proprio sfuggita la motivazione. Chissa’ che la sua proposta non venga accolta dopo ripensamenti. Sarebbe una soluzione. Certo, il costoso e difficile non aiuta. Vedremo. Grazie ancora, mi ha colmato una lacuna

  35. Bruno Belli il 24 settembre 2014, ore 10:42

    Caro Sig. Sergio Vito – o chi per Lei – i miei titoli non sono importanti, visto che chiede come campo.
    Le rispondo che svolgo l’attività giornalistica per più testate regolarmente iscritto all’ordine e che pago i contributi all’INPGI, come libero professionista: proprio il 30 settembre, infatti, dovrò versare il fisso annuale, cui seguono, entro il dicembre, gli aggiuntivi.
    E con questo credo che Le possa bastare.

  36. Marco il 24 settembre 2014, ore 11:15

    Ammappala sig. Vito!
    Quanto si rosica!!!
    Dà così fastidio Bruno Belli, forse per essersi caricato sulle spalle anni di sana attività in pubblico a Varese (non solo da Zamberletti in corso) – quasi tutto da solo – con successo e, pertanto, si è fatto un nome!?
    Almeno, a differenza di lei, che, per quanto ne sappiamo, si limita a scrivere post velenosetti, Belli ci mette la faccia!
    E, comunque, non è poco.

  37. ombretta diaferia il 24 settembre 2014, ore 17:04

    Bruno, scusa, ma perché “tanto rumore per nulla”?

    La dimostrazione di Michele è molto semplice: l’Amministrazione non ha fatto manutenzione dei cipressi e dei tassi, proprio come continua a non manutenere la città (e non faccio la lista perché la conosciamo bene tutti!).

    Pensa che ha addirittura dimostrato che l’obiezione della scarsa partecipazione cittadina non regge: la sala consiliare non consente neppure l’ingresso di 200 persone, figurarsi quella della Commissione!

    Ed i tarallucci non li ha mangiati nessuno, perché non c’è stata alcuna fine: la dimostrazione è stato solo l’inizio!

    Il nulla, Bruno, non è il silenzio, come ben sai da musicologo.
    Il silenzio è richiesto per concentrarsi e lavorare proficuamente “affrontando i problemi dal nucleo e non dall’involucro e dagli ammennicoli”.

    I sedici calocedri del Parco Estense sono solo la punta dell’iceberg su cui Michele ha piantato la bandierina da ottimo scalatore.

    Ma, purtroppo, tutti guardano la bandierina.
    Come tutti han sfilato sotto il cipresso per un minuto di notorietà, magari proprio concionando su quanto un giovine di 26 anni abbia fatto tutto ciò solo per mettersi in mostra, senza preoccuparsi dei problemi reali.

    Mentre discettate su Michele, dimenticate la causa: una plateale dimostrazione di assenza di cura della città. Il più grande “peccato” di cui si possano macchiare i nostri rappresentanti.

    Michele è stato prezioso nella suo pura e genuina dimostrazione anche per mettere a nudo, uno ad uno, tutti i protagonisti di quest’incuria del bene e della cultura comune.

    Infatti, tutti, ma proprio tutti, ne parlano.
    Mentre lui sta lavorando fattivamente e silenziosamente con le migliaia di cittadini che non vogliono più accettare questa condizione, esclusivamente “pro” e non “contro”.

    Personalmente, ma io son navigata e purtroppo non ho più 26 anni, diffido sempre di quelli contro: al 70% son conniventi che confondono le carte e controllano i malumori!

    Bruno, per alzare il livello culturale è necessario svecchiarsi dagli stereotipi “Carducci è di destra” e “una dimostrazione è di sinistra”.

    Tutti coloro che hanno partecipato giovedì sera al corteo che sfilava dietro un unico striscione recitante “non c’è futuro senza radici”, lo facevano come singoli cittadini a cui è stato esplicitamente chiesto di non mostrare bandiere, sigle e quant’altro potesse connotare una dimostrazione pacifica e civile che rivendicava democraticamente il diritto ad essere informati.

    Infatti, l’unica bandiera che sventola sulla cima del cipresso della discordia è quella della pace.
    E tra le poesie recitate in quei sei giorni c’era anche Mineo con i suoi “I due cipressi”:

    « Or nessuno è più per via ».
    « Tutto dorme ». « Tutto tace ».
    « Pace ai morti ». «Ai vivi pace »

  38. a.g. il 24 settembre 2014, ore 18:44

    Purtroppo, cara Ombretta, tra le poesie c’era anche Carducci…ahimé!!!

  39. rosa malnati il 24 settembre 2014, ore 19:54

    Egregio Sig EMILIANO……..la ringrazio per la considerazione che mi ha riservato inviandomi nel blog una sua risposta, dedicandomi un po del suo tempo prezioso da studioso del popolo italiano, che giudica inadatto alla democrazia e bisognoso ancora di educazione non so con quali metodi per poterne essere degno. Forse sbagliando ho ravvisato nel suo discorso una nostalgia per l’uomo forte, che tutto decideva, ed amava dire”Governare gli Italiani non e’ difficile e’ innutile” Come vede la sua opinione e’ un vecchio pensiero di chi a ridotto l’Italia alla rovina. La ringrazio per gli auguri sperando in un suo ravvedimento sui nostri connazionali e sui metodi di governo
    Cordialita’

  40. Emiliano il 24 settembre 2014, ore 23:44

    Gentile signora Rosa, purtroppo la “rovina” dell’Italia è una cosa attuale e non appartiene al solo passato… non ce la passiamo tanto bene neanche adesso, sa? La citazione del Cavalier Benito mi è ben nota, ma non mi sento di contestarla… e non perchè tema che qualcuno mi manganelli o mi faccia ingurgitare olio di ricino, bensì perchè piuttosto indiscutibile e attuale, fatti alla mano: ma se preferisce non rinunciare a una fetta della sua libertà sappia che dovrà convivere vitanaturaldurante con banditi, burocrati, mafiosi, lobbies, politicanti e quant’altro possa renderci la vita impossibile o detestabile. In nome della libertà…
    Degli italiani potrei anche aver fede, ma i migliori se ne vanno (è così da secoli, anche questa non è una novità) e i peggiori restano: i risultati li abbiamo davanti.

  41. Sergio Vito il 25 settembre 2014, ore 07:32

    Gentile Marco, davvero non capisco cosa ci sia di velenoso nel chiedere a una persona prescelta dal PD per portare avanti un grande progetto culturale per Varese, quali siano i suoi titoli e cosa faccia nella vita. Proprio ieri l’Huffington Post ha pubblicato un articolo dal titolo quanto mai eloquente: “Curriculum scarno? Al Comune di Torino potrebbero assumervi” con riferimento al mistero dei curricula dei politici torinesi, a partire da quello scarnissimo presentato dal sindaco di Torino Fassina, quando per la gente normale non è così. E allora le ripeto: cosa costa al neo candidato PD Belli uscire dal generico e dirci, ad esempio, quali sono le “svariate testate” per le quali scrive (Repubblica? Corriere? La Prealpina? La Stampa?) e, visto che porterà avanti un grande progetto culturale per la città, chiudere con una frase del tipo “mi sono laureato all’Università di… in… nell’anno…” invece di rispondere (cito testualmente) che “i miei titoli non sono importanti?”. Vogliamo o non vogliamo dare un nuovo corso alla politica, anche partendo dalle cose più semplici e buttare a mare ogni forma di arroganza? Sappiamo molto di più di Michele Forzinetti, ossia del criticato, che del criticante… E’ vero, come dice lei, che Belli ci mette la faccia. Ma questo vale solo in politica. Nella vita vera se lei si presenta a un posto di lavoro con la sola sua faccia, non conta nulla.

  42. Fabrizio Mirabelli il 25 settembre 2014, ore 11:15

    Egregio signor Sergio Vito, io non so cosa abbia di personale nei confronti di Bruno Belli. Quello che so è che Lei ha posto una domanda e che Belli, come è suo costume, ha cortesemente risposto. Tra persone civili, la questione dovrebbe chiudersi qui. Invece, Lei continua ad insistere. Ora non Le basta più sapere cosa faccia Belli nella vita privata ma è necessario sapere dove. Poi, forse, vorrà anche sapere altri particolari più specifici che, secondo la legge sulla privacy, egli non è obbligato a rivelare. Belli, infatti, a differenza di quello che Lei sostiene, non è “candidato” a nessuna carica pubblica. E’ evidente come il paragone con il sindaco di Torino Fassino (Fassina è un parlamentare) sia fuorviante proprio per questa ragione. Belli ha dato solo la sua disponibilità, insieme ad altre persone, a lavorare, gratuitamente, all’interno del PD, per costruire un progetto culturale per Varese. Se anche Lei volesse mettere a disposizione della nostra città sue eventuali conoscenze e competenze, in forma gratuita, ne saremmo felici e La accoglieremmo a braccia aperte così come abbiamo fatto con lui. Qualora, in futuro, Belli si candidasse a qualche carica pubblica, non c’è da dubitare che fornirebbe tutte le informazioni necessarie e che, se fosse eletto, renderebbe pubblici, come prevede la legge, non solo il proprio curriculum ma perfino la propria dichiarazione dei redditi. Non si capisce perché mai dovrebbe farlo ora che è un privato cittadino proprio come Lei. Lei conosce, forse, i fatti personali del suo vicino di casa? Che titolo di studio abbia, dove lavori, con chi, con quale stipendio, quanti soldi abbia in banca, quali e quante proprietà possieda? La curiosità è legittima ma non può mai sconfinare nell’invadenza.

  43. ombretta diaferia il 25 settembre 2014, ore 11:19

    direttore,

    Davanti a San Guido, ed in specifico “cipressetti, cipressetti miei”, son versi che la gran parte delle persone conoscono.

    Ascoltarli come slogan durante il corteo mi ha commosso, perché sostituivano degnamente espressioni poco civili che molti avrebbero urlato, oltre a creare una singolare risposta alle grida dell’altra manifestazione organizzata con altri fini il cui slogan era “giù i cipressi!”.

    Quando si conduce una “dimostrazione civile e pacifica” si oltrepassano le indotte dicotomie.
    Carducci è di destra? (nel 1800 la destra era ben altro, comunque, ma allora cancelliamo anche D’Annunzio dai programmi? tagliam radici culturali fondanti? oppure citiam solo chi non si è mai schierato?)

    Michele ha dimostrato anche questo salendo sulla cima di un albero: le divisioni son volute dai partiti. Nella vita quotidiana viviam oltre i partiti e i “militonti” (mi scusi Sardella perché gli uso i neologismi!).

    Personalmente mi rifaccio a Voltaire
    “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.”
    (Ma lo stesso Sardella mi taccia di essere “ecumenica”, io amo il prossimo mio qualsiasi sia e mi confronto anche con gli sciocchi, perché imparo anche da loro e condivido l’aria anche con loro!)

    Questi giovani ci stanno insegnando, per la prima volta, la concretezza del “caso”.

    Anche con versi endecasillabi piani e tronchi, quartine e rime alternate che la nostra scuola gli ha “impartito”.

    PS= note su Carducci (almeno il pubblico può andar oltre le etichette “funzionali”)

    - tra il 1861 – ’76 Carducci fu il poeta del partito repubblicano, di ispirazione mazziniana e garibaldina, perché fu deluso dal trionfo delle forze democratiche della Destra storica si scagliò contro la politica rinunciataria della Destra nei confronti di Roma che aveva ostacolato gli interventi garibaldini dell’Aspromonte (1862) e di Mentana (1867) per l’annessione del Lazio al Regno d’Italia.

    - Carducci si fece sostenitore dei diritti del popolo e la polemica investiva anche la religione cristiana, perché la Chiesa era ritenuta colpevole di aver ostacolato l’unità d’Italia: considerava la religione come un residuo dell’oscurantismo medievale, ormai sconfitto dalle forze della Ragione, della Scienza e del Progresso. Pertanto la posizione di Carducci era vicina alle istanze della filosofia positivistica (ideologia dominante del mondo borghese negli anni Settanta – Ottanta, secondo la quale il mondo è regolato da leggi fisiche che escludono l’intervento di Dio e di forze soprannaturali).

    - Dopo la presa di Roma (20 settembre 1870: breccia di Porta Pia) e la delusione ricevuta dalla politica della Destra, il poeta si avvicinò alla monarchia: data simbolo del cambiamento è il 1878, anno dell’incontro con la regina Margherita cui dedicò una delle Odi Barbare; nel ’90 fu nominato senatore del Regno.

    (della serie “AMICI PEDANTI”)

  44. a.g. il 25 settembre 2014, ore 13:11

    Gentile Ombretta, non ne facevo assolutamente una questione di “topografia politica”, quanto puramente estetica…Ma sottolineo come la mia fosse
    una battuta da nipotino del Gruppo 63 e non di Asor Rosa….

  45. Sergio Vito il 25 settembre 2014, ore 15:27

    Grazie Mirabelli, mi scuso con lei, con i lettori e con l’interessato se sono stato invadente. Lungi da me! Non credevo che chiedere a un giornalista per quali testate scrive e con quali titoli, fosse una violazione della privacy, come lei mi dice. Ma ho troppa stima dei suoi modi e della sua cortesia per dubitare che sia così.

  46. ombretta diaferia il 26 settembre 2014, ore 12:18

    Gentile Andrea,
    il gruppo 63, che tanto mi ha insegnato ed ancor mi insegna con le ultime “voci” non è nato nel 2014.
    Oggi, quando si dice che un poeta oramai da lungo scomparso, ma soprattutto vissuto in altre epoche, sia di sinistra o di destra, si pecca di superficialità.
    E’ già difficile far comprendere cosa significhi essere poeta agli stessi che si autodefiniscono…

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