Lettere

Provincia, le elezioni inesistenti

Caro Sindaco, caro Consigliere,
in base alla Legge di riforma Delrio, il prossimo 12 ottobre sarai chiamato a votare per le elezioni del Presidente della Provincia di Varese e dei suoi sedici Consiglieri alla pressoché totale insaputa dei cittadini della Provincia stessa. 
È questo, infatti, il risultato di una Legge (in cui molti importanti giuristi leggono forti elementi di incostituzionalità antidemocraticità) che, con un gioco di parole, trasforma le Provincie in “Aree Vaste” di secondo livello, ne promette l’abolizione ma, allo stesso tempo, le mantiene in carica almeno per i prossimi tre anni (in attesa dell’eventuale referendum confermativo) con le stesse identiche, importantissime competenze dell’Ente precedente (infrastrutture, scuole superiori, turismo, formazione professionale, tutela ambientale, politiche del lavoro, ecc.), abolisce, di fatto, solo la partecipazione democratica dei cittadini e consente agli eletti (Sindaci e Consiglieri Comunali) di scegliere altri eletti, avallando sentimenti di antipolitica e la netta sensazione di una casta che mantiene e nutre se stessa. Resta in campo, infatti, l’apertura di un percorso politico e costituente – e non transitorio –  in cui le cosiddette “Aree Vaste” sopravviveranno all’abolizione delle Provincia con buona pace dei proclami e delle promesse da campagna elettorale.
Il Partito della Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani della Provincia di Varese hanno, da tempo, mosso queste critiche all’impostazione antidemocratica, incostituzionale ed elitaria della Legge Delrio e si sono, allo stesso tempo, spesi direttamente per una proposta di forte discontinuità ed alternativa alle politiche che gli esponenti di Lega, PdL, Forza Italia, Nuovo Centro Destra e UDC hanno condotto nell’ultima, lunghissima stagione del loro governo provinciale. 
È per queste ragioni che, insieme a Sinistra Ecologia e Libertà, siamo stati tra i promotori e sottoscrittori dell’appello “La Svolta Necessaria” dello scorso 25 luglio in cui, opponendoci con determinazione agli annunci di un possibile listone unico di centro-sinistra e centro-destra, chiedevamo l’affermazione di una radicale discontinuità con chi ha malamente amministrato la nostra Provincia negli ultimi anni, nell’attesa di un vero chiarimento rispetto alla stessa Legge Delrio ed al futuro dell’Ente provinciale.
Il percorso instradato, però, non è andato a compimento. Così come la Legge Delrio, infatti, dichiara di abolire le Provincie creando le “Aree Vaste” e mantenendo le funzioni e le deleghe (consigliari), la discontinuità richiesta si trasformerà in una gestione comune e condivisa del vecchio/nuovo Ente, una riproduzione a livello locale del modello nazionale delle larghe intese con l’unica novità dell’espulsione dei cittadini da ogni processo decisionale e democratico.
Le notizie che si rincorrono nelle ultime ore sugli organi di informazione parlano infatti della presenza di due schieramenti. Uno composto da PD, SEL, Socialisti (nella lista “Civici e Democratici”) assieme e spalleggiati da una lista del Nuovo Centro Destra, ed uno composto da Lega e Forza Italia.
L’impostazione stessa della Legge, l’incertezza sulle possibili maggioranze in Consiglio Provinciale ed in Assemblea dei Sindaci, la consapevolezza che chi ha governato in questi anni porta l’oggettiva responsabilità delle fallimentari scelte sociali ed economiche per il nostro territorio ci hanno spinto ad indirizzare una nota alla Segreteria Provinciale del Partito Democratico ed ai Partiti della coalizione di centro-sinistra in cui facevamo, tra le altre, queste riflessioni e avanzavamo questa richiesta, centrata sulla discontinuità:
«Come già affermato anche nel contributo presentato alla costituzione del programma della lista di centro-sinistra, pensiamo che riunire tutte le forze del centro-sinistra per riuscire a concretizzare la pluri-citata discontinuità sia un’esigenza centrale, chiara e forte, soprattutto con l’obiettivo di riportare pratiche amministrative molto importanti per il nostro territorio al loro vero scopo di servizio e di “rete” tra Comuni. Ed è per questo che da subito abbiamo deciso di spenderci, a seguito del percorso instradato dal Partito Democratico, per la costituzione di una lista di centro-sinistra fondata sulla discontinuità. Non pensiamo, però, palesemente, che questo risultato si possa ottenere condividendo l’assetto decisionale con chi è stato, a tutti gli effetti, emblema e fautore della “continuità” con le politiche alle quali tutti noi ci siamo opposti negli ultimi anni, anche attraverso battaglie comuni nei precedenti Consigli Provinciali. È per queste ragioni che, con l’intenzione di dare il nostro contributo al cambiamento e di essere parte del percorso di centro-sinistra sino ad ora avviato, subordiniamo la nostra partecipazione alla lista all’inserimento nel programma elettorale, prima del voto del 12 ottobre, del chiaro riferimento all’inesistenza della possibilità, post voto e qualunque sia il risultato, dell’affidamento di deleghe consigliari, ruoli ed incarichi decisionali a chi è stato ed è, come espressione o personalmente, esponente e complice della continuità delle scelte politiche e amministrative degli anni di governo di Lega e centro-destra. E, naturalmente, anche viceversa, non concependo, nel caso di vittoria del centro-destra, il conferimento degli incarichi suddetti ad esponenti del centro-sinistra.»
La risposta è però stata negativa: c’è stato il rifiuto di inserire questo elemento di necessaria chiarezza. Con tutta evidenza, dopo un voto che perde palesemente di significato, gli incarichi, i ruoli decisionali, le scelte strategiche della nostra Provincia verranno suddivisi e concordati tra tutte le formazioni politiche che parteciperanno alla competizione: PD, Nuovo Centro Destra, Lega, Sinistra Ecologia e Libertà, Forza Italia e Socialisti. 
È per questa ragione che il Partito della Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani della Provincia di Varese non parteciperanno, con i propri esponenti nei Consigli Comunali e con i propri simpatizzanti, al voto del 12 ottobre. Nel confronto avviato in questi mesi con il PD avevamo anche ricevuto la garanzia di esprimere nostri rappresentati in lista. Senza la certezza, però, di un vero rifiuto delle larghe intese e degli accordi post voto quei posti non ci interessano. Altri hanno deciso diversamente. Noi invece non intendiamo avallare un’elezione già di per sé antidemocratica e, per di più, strutturalmente connotata alla logica di un governo comune con chi è stato la continuità dell’asse Lega-PdL-NCD-Forza Italia degli ultimi anni di governo provinciale. Questa elezione ha, oggi come oggi, l’unica garanzia di perpetrare la continuità delle forze politiche che hanno deciso di partecipare e di spartirsi deleghe ed incarichi.
Ci rivolgiamo a te per sottoporti queste valutazioni e per chiederti di prendere posizione contro le logiche dell’accordo, della spartizione, delle larghe intese che tanta parte hanno fatto nel demolire la credibilità della politica in generale e di chi, con passione e costanza, prova a fare ogni giorno ed onestamente, alla luce del sole, gli interessi dei cittadini. Per chiederti, quindi, di sottrarti ad una partita il cui risultato è in partenza predeterminato non partecipando al voto del 12 ottobre.
Se queste elezioni non devono diventare una formalità, come paventato, allora chi vince deve avere la possibilità di governare con il proprio impianto politico. È questo, secondo noi, l’unico modo per non fare della “discontinuità” una parola vuota o un semplice spot elettorale.
Un fraterno saluto,
Il Partito della Rifondazione Comunista
Il Partito dei Comunisti Italiani

14 settembre 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs