Varese

Varese, giovane poeta su uno dei cipressi condannati ai Giardini Estensi

Foto di Renzo Carnio

Foto di Renzo Carnio

E’ salito su uno dei cipressi che ai Giardini Estensi di Varese sono stati condannati. E’ il giovane Michele Forzinetti, 26 anni, che si è rivelato in questi anni anche un apprezzato poeta, il quale si è arrampicato ieri pomeriggio su uno dei cipressi che il Comune ha deciso di abbattere. Una scelta – quest’ultima – contestata anche da un’ampia parte di opinione pubblica varesina, che ha partecipato anche ad un presidio ai giardini.

La decisione del taglio è partita dall’assessore al Verde Pubblico, il forzista Stefano Clerici, poi ratificata in Commissione consiliare dalla maggioranza: pare dunque che gli alberi abbiano la sorte segnata.

Così Forzinetti ha scelto di adottare un gesto forte di protesta e si è arrampicato in cima, trascorrendo già una notte sui rami dell’albero. Sul tronco è stato affisso un cartello scritto in rosso con uno slogan breve ed efficace: “Riusciresti ad immaginare un mondo senza alberi? Io no”.

13 settembre 2014
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10 commenti a “Varese, giovane poeta su uno dei cipressi condannati ai Giardini Estensi

  1. Daniele Zanzi il 13 settembre 2014, ore 19:42

    Forza Michele siamo con te. Stai dando a tutti noi una grande lezione di impegno civile e ci fai ricordare che i giovani sono ancora la nostra speranza !

  2. ombretta diaferia il 13 settembre 2014, ore 21:20

    buonanotte michele con le note di Eric Satie, che amava visceralmente un albero di Fontainebleau tanto da abbracciarlo e sussurrargli
    “tu almeno non hai mai fatto male a nessuno”.
    siamo tutti con te.

  3. giovanni dotti il 13 settembre 2014, ore 21:24

    Stamattina sono andato a trovare il giovane arrampicato su uno dei 16 cipressi sani che la Giunta Comunale ha deciso di abbattere, perché “non autoctoni”. Ma che gliene frega ai Varesini se non sono autoctoni ! Stanno benissimo là dove ora stanno. Che i nostri Pubblici amministratori pensino a cose più serie, a rifare strade e marciapiedi, ripulire fogne e tombini, a risanare il lago invaso dalle alghe, a ridurre i costi dei parcheggi e della TASI, e ai tanti piccoli interventi di ORDINARIA MANUTENZIONE richiesti dai Cittadini. Dovrebbero evitare spese inutili, come questa e come il parcheggio-bunker scavato nella roccia in località 1^ Cappella che costerà una cifra iperbolica (finora previsti oltre tre milioni di Euro, ma costerà senz’altro di più) o come tanti altri interventi messi in programma dalla Giunta che i Varesini non hanno mai richiesto. Evitate spese inutili e costose e abbassate le tasse! I Varesini ve ne saranno grati.

  4. sandro sardella il 14 settembre 2014, ore 20:16

    OLA Michele .. la poesia vive .. la parola/corpo diventa civile quotidianetà .. si mette in gioco.. la demenza dei “nostri” politici purtroppo ancora impera in una città .. che non è
    tutta o completamente imbesuita ..

  5. Zanzi Ambrogina il 14 settembre 2014, ore 20:33

    Questo giovane sta risvegliando le coscienze assopite. Sono stata a trovarlo: è fantastico e determinato, commovente! Sta facendo anche lo sciopero della fame…bisogna sostenerlo, dice di aver bisogno solo di condivisione, ecco perché consiglio di andare a tenergli un po’ di compagnia. Grande Michele, forza, forza! Sono con te: il verde va difeso!

  6. luisa il 14 settembre 2014, ore 23:19

    Ciao Michele quasi Arcangelo. Anche senza ali ci saranno i possenti rami del cipresso che ti terranno su più vicino al cielo e alla luna che ha rischiarato la tua notte, che alla terra, . Siamo in tanti e tante con te. Stai dando coraggio a tutti quelli (una processione senza sosta di uomini,
    donne, bambini ragazzi e ragazze, coppie abbracciate e cagnolini (tanti). Ti hanno portato
    anche la capretta! Che la notte porti riposo a te e illumini e le menti e le coscienze dei “grandi”
    che hanno in mano il destino di 16 indifesi alberi: grandi, sani e belli.
    No alla guerra ai Giardini Pubblici!

  7. giulio moroni il 15 settembre 2014, ore 13:16

    La “politica” è sotto assedio da tempo, così come la Giunta del nostro Comune che giorno dopo giorno si trova a fare i conti con proteste più o meno fondate da parte di gruppi spontanei, comitati, associazioni e singoli cittadini.
    Sulla questione mi permetto un paio di osservazioni che in parte ricalcano quanto da me già detto sulla questione posteggio Prima Cappella.
    1. La responsabilità del comando. Chi comanda su mandato dei cittadini è sempre responsabile delle proprie iniziative e decisioni; questo e’ un principio della democrazia rappresentativa. Ma chi comanda deve avere anche la possibilità di farlo, responsabilmente, per il bene comune. Per questo se da una parte il confronto è una parte fondamentale del gioco, dall’altra diventa difficile confrontarsi laddove le lamentele siano pretestuose o mirate a confondere le idee dei Varesini. Non mi riferisco al caso specifico dei cipressi, desiderando invece che il mio pensiero sia considerato in generale.
    Se da una parte deve essere visto con piacere questo rinnovato interesse dei Varesini verso le cose di casa – dico rinnovato perché mi pare che se una qualsiasi Giunta avesse deciso 20 anni addietro di tagliare 5 cipressi la cosa sarebbe passate del tutto inosservata – dall’altra deve essere considerato il “cui prodest” di certe proteste ed avversioni alle iniziative assunte dalla Giunta. Le iniziative dell’Amministrazione già peraltro ingessate da questioni di finanza, vengono prese con la finalità di portare a compimento il programma elettorale e ciò per favorire il bene comune; molte volte, viceversa, gli avversori perseguono finalità personali e privatistiche. Quindi diventa fondamentale conoscere meglio le ragioni delle parti, sia di quella che comanda, sia di quella che protesta, ma dal momento che sono i media a farci conoscere le due versioni è ovvio che chi comunica meglio è avvantaggiato sull’altra. La parte politica deve certamente imparare a comunicare meglio ed in modo più appropriato, perché è proprio sulla comunicazione che si possono creare malintesi con i cittadini e fornire ai “protestanti” la possibilità di montare un “caso” da ogni questione, anche la più insignificante.
    2. Il gioco delle parti. Se fino a qualche tempo fa esisteva uno schema formale dato dal dualismo tra chi comanda (maggioranza) e chi controlla (minoranza), oggi la situazione appare sensibilmente mutata. Il peso dei partiti è diminuito a favore di coloro (la terza parte) che cavalcano l’onda della protesta e dell’antipolitica. Esistono certamente responsabilità forti da parte della politica, ma ritenere che i “politici” siano solo degli irresponsabili (o peggio) è molto pericoloso ed altrettanto irresponsabile. E male fanno certi politici che pensando di ottenere qualche vantaggio, assecondano persone che non amano né la politica, né tantomeno i politici, cadendo in una sorta di “Sindrome di Stoccolma” che crea un loop perverso. Chi ha deciso di fare politica lo faccia nel modo istituzionalmente previsto, senza favorire chi, viceversa, intende fare politica senza assumersene le responsabilità e gli oneri.
    Credo molto al rispetto per tutti, mi piace il confronto, mi piace lo scambio di idee, mi interessano i diversi punti di vista, ma la politica è anche un gioco tra le parti con regole ben definite, strumenti precisi dati in dotazione a maggioranza ed opposizione, regolamenti e norme che sono alla base del gioco stesso. Chi intende fare politica deve adeguarsi, scendere in campo e presentare un progetto ai cittadini, insomma, metterci la faccia ed ottenere quei consensi che siano sufficienti per governare. Così diventerà finalmente responsabile per le proprie iniziative.
    Mi sono permesso di scrivere questi pensieri senza alcun riferimento alla questione “cipressi”, ma semmai prendendo detta querelle come pretesto per riflettere su cosa sta capitando oggi a Varese. Credo sempre che la Giunta Fontana stia lavorando bene per questa città; ritengo anche che alcuni dei ripetuti “attacchi” alle iniziative dell’amministrazione siano legati ad “antipatie” personali che poco o nulla hanno a che vedere con i casi di specie.
    E questo non mi pare una bella cosa.
    Ah, un’ultima battuta sui cipressi. Se la questione è meramente legata al fatto che privandocene ridurremmo il patrimonio verde della nostra Città, perché non impegnare la Giunta a piantumare altrettante essenze, o magari il doppio, in un altro punto di Varese?
    Il saldo tornerebbe così in pareggio, l’ossigenazione dei Varesini anche ed il poeta potrebbe scendere da quella scomoda posizione avendo ottenuto qualcosa di buono per la Sua Varese.
    Cordialmente,
    giulio moroni

  8. Gio il 15 settembre 2014, ore 16:48

    Speriamo arrivi un temporale cosi scende. Ma vi sembrano questi i oroblemi importanti?

  9. Laura Caruso il 15 settembre 2014, ore 18:19

    e se invece di pensare a persone che comandano si pensasse a persone che hanno un mandato pro tempore ad amministrare la città? e se in questi periodi dove molte famiglie soffrono per la crisi si cercasse di comprendere che forse è opportuno non insistere in investimenti faraonici in cose che non riguardano le difficoltà del vivere quotidiano ma sono solo biglietto da visita per quei pochi rari turisti che capitano a Varese? gli stessi che se venissero durante EXPO troverebbero la strada delle Cappelle bloccata dai lavori di sbancamento della roccia? e che se andassero in giro per la città vedrebbero una città sporca, con sempre meno verde, strade e marciapiedi rotti, Parchi abbandonati a se stessi pieni di sterpaglie e pattume – un bel giro a Villa Toepliz insegnerebbe molto, un’occhiata al fondo della fontana dei Giardini Estensi, proprio quella circondata dai Colicedri morituri, che ha uno strato di sporcizia sul fondo e la schiuma che galleggia, se si realizzasse che abbiamo conquistato la ribalta dei TG nazionali per tombini e fognature intasate, se si capisse tutto questo da parte di chi amministra, non si potrebbe pensare a far nascere un rapporto di dialogo tra cittadini ed istituzioni, partendo da una diversa sensibilità nei confronti di chi questa città la vive e, mi consenta, protesta e si ribella perchè la ama e soffre nel vederla sciatta, sporca ed oramai addirittura sempre più violenta?

  10. ombretta diaferia il 15 settembre 2014, ore 20:32

    comanda?
    pensavo i nostri politici locali amministrassero.
    quanto s’impara!

    comunque da regolamento ogni essenza abbattuta deve essere compensata.

    e michele ha a cuore solo gli alberi.
    e la comunità per cui si è esposto, il cui futuro passa anche da scelte che non sono state comunicate ai cittadini.

    e per inciso, non nutre alcuna antipatia, semmai un genuino senso civile, che poggia sul rispetto della natura che ci dà vita.

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