Varese

Varese, il Pd guarda alla cultura. E Belli diventa testimonial del Pd

Francesca Ciappina consegna la tessera a Belli. Accanto Mirabelli e Paris

Francesca Ciappina consegna la tessera a Belli. Accanto Mirabelli e Paris

Il Pd varesino rilancia il tesseramento 2014. Momento clou della campagna per l’iscrizione al Pd sarà sabato 27 settembre, presso il gazebo che sarà allestito in piazza Monte Grappa (dalle 9.30 alle 13), dove sarà possibile aderire al Pd. “Varese si merità di più e meglio – dice il segretario cittadino Luca Paris – rispetto a quanto le è stato dato dalle amministrazioni di centrodestra. E un modo per dare il proprio contributo al cambiamento è l’iscrizione al partito”. Il Pd varesino ha 400 iscritti e più di 300 cittadini hanno votato al congresso cittadino.

A fare da testimonial, questa mattina, alla sede provinciale Pd, un autorevole rappresentante del dibattito culturale cittadino: il giornalista e critico musicale Bruno Belli, che per dieci anni (quasi undici) ha guidato con successo, al Caffè Zamberletti, I Venerdì di Bruno Belli, caleidoscopico cartellone di incontri culturali seguiti da un folto pubblico. Belli ha annunciato di essersi iscritto al Pd, presso il Circolo Varese 1, di cui è segretaria Francesca Ciappina, presente all’incontro. “Bruno Belli – ha sottolineato il capogruppo in Comune Fabrizio Mirabelli – ha portato avanti con serietà e continuità il suo impegno culturale e attendiamo da lui un significativo contributo”.

“Mi posso definire un umanista che ha scelto di impegnarsi nel Pd. Credo infatti – ha detto Belli – che il cittadino sia sempre più distante dalla politica e che occorra cambiare passo”. Un cambiamento che si traduce nella possibilità di un interscambio tra cittadino e politica, a partire dai problemi concreti della città giardino. A tale proposito ci saranno incontri organizzati dal Pd e condotti da Belli sempre al Caffè Zamberletti. “Saranno due incontri – dice Belli – dedicati al teatro a Varese, uno il 18 ottobre, sulla storia, e uno, più di attualità, il 20 novembre. Mi sembra un argomento fondamentale, dato che è stato il fiore all’occhiello dell’attuale amministrazione”.

Oggi è stato anche annunciato dal segretario varesino Luca Paris un grande progetto culturale sulla città targato Pd. Sfatando una volta per tutte – come è accaduto negli ultimi 20 anni – che la cultura ha finito di essere la Cenerentola della città.

 

6 settembre 2014
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12 commenti a “Varese, il Pd guarda alla cultura. E Belli diventa testimonial del Pd

  1. Valentina il 6 settembre 2014, ore 18:05

    Veramente complimenti a Luca Paris ed a Fabrizio Mirabelli per avere riconosciuto ufficialmente a Bruno Belli l’operato on campo culturale che ho svolto in questi anni.
    E complimenti anche per essere riusciti a “reclutarlo”!!!
    Quelli che lo hanno seguito credo che non esitino a pensare che porterà un contributo sostanziale tanto al PD quanto alla città.
    Tenetelo stretto!!!!

  2. Mirella il 7 settembre 2014, ore 12:55

    Buon lavoro, dottor Belli; veramente buon lavoro, per la città, ed anche per Lei.

  3. Marco C. il 7 settembre 2014, ore 13:52

    Alcuni anni fa, un amico comune mi disse che Belli possiede una cultura “monumentale”. Rimasi perplesso, perché musica e letteratura erano le sue materie “ufficiali” di studio, e nelle quali tutti lo apprezzavamo.
    Poi, arrivarono I Venerdì (eravamo veramente in tanti a seguirli…) e molti suoi interventi sui giornali (non solo culturali), con fatti concreti, con “aperture” impreviste, con il coraggio di esporsi anche controcorrente.
    Capii cosa l’amico intendeva e perché nel pezzo di Varesereport lo stesso Belli parla di sé come di “umanista”, solo apparentemente un termine “anacronistico”.

    Speriamo che il PD – che grazie a Paris ed a Mirabelli ha fatto un “acquisto” di massimo pregio con invidiabile “fiuto” – voglia realmente porre a frutto il valore di Belli, non relegandolo al ruolo di “tesoro” da esporre solo come “testimonial”, o all’occasione.

  4. GIO il 8 settembre 2014, ore 12:44

    E vaaaiiii!

    Il PD varesino si sta veramente riqualificando, con i fatti, non con le parole!

    Ottimo lavoro a Belli, un “signore” della società e della cultura!!!!!!

  5. Mariella il 9 settembre 2014, ore 10:09

    Che Belli dovesse essere guardato non più con sufficienza dalla politica cittadina, era forse un dato di fatto e mi congratulo per averlo valorizzato.
    Ma mi chiedo anche se Belli riuscirà a mantenere quella libertà di pensiero e capacità di andare controcorrente, inserito nel “sistema” di un partito, perché la stima nei suoi confronti è data proprio da queste sue qualità che speriamo INALIENABILI.

  6. Bruno Belli il 10 settembre 2014, ore 13:26

    Gentile Mariella,
    Le rispondo a proposito di quanto sollecita nel suo post.

    La scelta di aderire al PD non è stata momentanea, ma ponderata con attenzione, anche se seguente alla decisione di chiudere “i Venerdì”, dato il silenzio delle istituzioni, come già ebbi modo di esprimere.
    Ovviamente, prima di ufficializzare l’adesione, dopo l’invito da parte del PD varesino a non “gettare la spugna”, ma a “tradurre” la mia esperienza in altro modo, ho avuto numerosi incontri con il segretario cittadino Paris e con il Capogruppo in Consiglio comunale Mirabelli incontri nei quali sono emerse, ovviamente, le mie “caratteristiche” che, ad ogni modo, erano già ben conosciute dagli stessi.

    Ho ricordato loro proprio questa mia volontà di sollecitare il pensiero nella gente, indipendentemente dal colore “politico”, ma sulla base delle esperienze personali di ciascuno di noi che, di fatto, sono sempre variegate, per trovare con il “confronto / scontro” (legga “scontro in senso positivo), le strade migliori per una buona- o migliore (faccia lei)- amministrazione in generale.

    Così, credo che non ci sia da temere una mia “alienazione” scoio culturale: forse, questa “diversità” (ed è la Natura che crea le diversità, mica le omologazioni, in barba ai falsi moralisti la cui “etica” è stata “assunta” dall’ultima sciacquatura dei più succinti “bignamini”)potrà essere una delle tante sollecitazioni a migliorarci – tutti insieme – per avere qualcosa di più vivibile, quando le scelte dovranno essere fatte con il buon senso, e mi riferisco alla scelte in ogni campo, dal sociale al culturale, dalla sicurezza alla formazione dei giovani e così via.

    Colgo l’occasione per ringraziare coloro che mi hanno rivolto le belle parole che leggo più sopra.
    B.B.

  7. Sergio Vito il 10 settembre 2014, ore 16:28

    Mi unisco ai complimenti anche se la risposta di Belli contiene qualche elemento critico specialmente dove dice di aver aderito all’invito del PD, dato il silenzio delle Istituzioni in merito alla chiusura dei “Venerdì”. Ora: qualunque cittadino è libero di dar vita a qualsiasi genere di iniziativa, “dibattito” o “salotto” che sia, ed è altrettanto libero di porvi fine quando meglio crede, ma non per questo le istituzioni devono necessariamente intervenire. A me sfugge il significato dell’espressione “silenzio delle istituzioni” rispetto al legittimo desiderio di porre fine a un’iniziativa in fin dei conti privata. Penso poi al rischio di intervenire per uno a discapito degli altri (i cenacoli in città certo non mancano né sono mancati).
    Nel caso specifico di Belli, corre poi il legittimo sospetto che non sia solo la politica ad avere bisogno di lui, ma che piuttosto sia lui ad avere bisogno della politica, e questo sarebbe certamente un grosso guaio, perché di tutto abbiamo bisogno fuorché di altra gente che prende la tessera per farsi strada. Per liberarci dal dubbio Belli dovrebbe dirci a chiare lettere di essere più forte perché ha già un lavoro, un lavoro che gli dà da vivere e gli garantisce quella indipendenza che altrimenti sarebbe fin da ora minata nel profondo: insegna? e dove? e cosa? in cosa si è laureato? e dove? è giornalista? e per chi scrive? quale giornale lo ha assunto? Parlo di un lavoro, perché è al di là degli studi, che senz’altro lui ha coronato col massimo dei titoli conferiti nel nostro Paese, è la fatica quotidiana, sono i risvegli all’alba e le lotte di ogni giorno, con i problemi e le ansie di chiunque affronti la vita lavorando, che ci fanno crescere, maturare e che ci nobilitano.
    Spero che l’interessato non la prenda a male ma anzi consideri queste mie parole come uno stimolo per fare chiarezza una volta per tutte, specie all’indomani di questa sua discesa in campo. Sergio

  8. Fabrizio Mirabelli il 11 settembre 2014, ore 14:43

    Caro signor Sergio Vito, ho letto il suo post, pieno di dubbi e di domande relativamente alla recente adesione di un personaggio competente e stimato come Bruno Belli al PD, e, nel mio piccolo, mi permetto di darLe alcune risposte. Oggi, la tessera è strumento di adesione ideale a valori ben precisi, di appartenenza ad una comunità di donne e uomini uniti da una causa comune, di impegno e di partecipazione attiva e, soprattutto ora che è stato abolito il finanziamento pubblico, anche di sostegno economico al partito, nella fattispecie il PD, in cui ci si riconosce. E’ evidente che, in particolare, nel PD, con l’adozione delle primarie come metodo di selezione dei candidati alle cariche pubbliche, c’è stato uno sforzo, rispetto a ciò che succede in altri partiti, per diminuire il pericolo che qualcuno possa aderire unicamente “per farsi strada”. Possedere o meno la tessera, infatti, non dà, come è giusto che sia, la certezza né di essere candidati né di essere eletti. Ciò che conta, oltre al proprio curriculum professionale, che ha un’indubbia rilevanza, è la capacità di conquistare la fiducia e il consenso del maggiore numero possibile di propri concittadini i quali, per fortuna, sono molto più attenti che in passato a scegliere coloro che, con la loro riconosciuta competenza, il loro costante impegno, la loro sua assidua presenza e accessibilità, sono in grado di dare maggiori garanzie di possedere qualità utili all’intera collettività e non solo a sé stessi o a interessi di fazioni, gruppi, lobby. Certo, anche oggi, purtroppo, alcuni, anche Lei probabilmente, continuano ad avere l’idea sbagliata che, aderendo ad un partito, si possa “fare strada” in politica senza fatica. Ma non è così! Ambire a mettersi al servizio della propria comunità richiede passione, spirito di sacrificio e grande studio. E non è affatto scontato, come amava ripetere il presidente della Repubblica Einaudi , che un bravo ingegnere, architetto, professore, medico, o avvocato sia anche un buon politico. Tutto ciò premesso, personalmente, credo che Bruno Belli abbia dimostrato, nel corso degli anni, non solo con i suoi famosi “Venerdì” ma soprattutto con tutta la sua interessantissima produzione socioculturale, di essere uno dei migliori rappresentanti della società civile varesina. Uno dei pochi veri Intellettuali, con la i maiuscola, in circolazione le cui idee originali sarebbe stato un colpevole spreco non utilizzare per un grande progetto da mettere in campo per rilanciare la nostra città. Quando ha comunicato a me e al segretario cittadino Luca Paris la sua volontà di aderire al PD, lavorando per Varese, come ha sempre fatto, in maniera volontaria e gratuita, naturalmente, ne siamo stati onorati. Nel percorso che abbiamo condiviso, da parte nostra, non abbiamo avuto difficoltà a garantirgli quella libertà di pensiero e quella capacità di andare controcorrente che sono sempre state tra le sue caratteristiche migliori e che, già nei prossimi mesi, avranno modo di manifestarsi nelle due iniziative sul teatro, che abbiamo calendarizzato. Tutti sanno chi è Bruno Belli e cosa fa. Non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Qualora, in futuro, volesse anche, eventualmente, candidarsi a qualche carica pubblica, con la sua consueta correttezza e trasparenza, non c’è ragione di dubitare che egli possa fornire maggiori dettagli relativamente alla sua vita privata.

  9. Emiliano il 12 settembre 2014, ore 21:56

    Non credo che Bruno Belli sia entrato in politica per “approfittarsene” bensì, al contrario, per poter magari realizzare cose che finora potevano giacere nel suo cassetto dei sogni e delle idee. Sogni e idee che non conosco, ma che conoscendolo possono essere sicuramente positivi e costruttivi: importante, anzi fondamentale, specie per lui, è che egli possa esprimersi liberamente – specie a livello di storico – come sempre ha fatto non rispondendo a quelle logiche di partito che potrebbero legargli mani e idee.
    Tuttavia la prima parte del messaggio del signor Vito non fa una grinza ed è condivisibile.

    Saluti.

  10. Michele il 13 settembre 2014, ore 12:49

    Non conosco di persona Bruno Belli, ma solo tramite i suoi interventi sui giornali e da lettore di VARESRREPORT.
    L’unica cosa che ho notato, proprio su VARESEREPORT, è che quando c’è un articolo che riguarda Belli, oppure quando è lui stesso a scrivere, finisce sempre tra i più letti della settimana e tra i più commentati, accendendo sempre il dibattito.
    E credo che, se avviene questo, un significato ci sia, e chi non lascia indifferenti è sempre positivo in un civiltà.

  11. a.g. il 13 settembre 2014, ore 17:28

    Non è un politico. E questo vuole già dire molto…Ora che si è iscritto ad
    un partito, la strada si fa in salita…LO seguiremo con attenzione…
    AG

  12. Marco Novari il 14 settembre 2014, ore 16:21

    Concordo con il direttore. Belli non è un politico e questo è un fatto importante.
    Anche che i responsabili di un partito – seppure a livello cittadino – dichiarano di lavorare con un personaggio pubblico lasciandogli la “libertà intellettuale”, magari da quella anche “prendendo” opportuni suggerimenti.
    C’è e ci sarà sempre – con chiunque, non solo co Belli – che avrà da criticare o insinuare; quello che abbiamo visto in questi anni, ad ogni modo, piò essere riassunto in poche parole:
    Bruno Belli è una persona seria, e determinata.

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