Varese

Varese, Oprandi (Pd): pretestuoso discutere sul burqa in Consiglio

Luisa Oprandi

Luisa Oprandi

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo la lettera al Direttore della insegnante e consigliera comunale Pd Luisa Oprandi, sempre attenta alla realtà cittadina e particolarmente sensibile alle questioni legate all’integrazione: 

Gentile Direttore.

Leggo dai media locali della proposta di un consigliere comunale della maggioranza (Forzista nello specifico) di introdurre il divieto di indossare il burqa adducendo a diversi motivi, tra cui una difesa della femminilità.

 

Giro in città a Varese e credo di non avere mai visto una sola donna indossare l’abito tipico della cultura più integralista. Ho visto donne con il velo, ho amiche e alunne che lo indossano e devo dire che ammiro anche tanta grazia e la femminilità nell’accostare i colori del copricapo con l’abbigliamento da parte di molte ragazze e donne di religione e cultura islamica.

Impegnare il consiglio comunale a discutere per impedire qualcosa che non esiste mi pare davvero pretestuoso. Sono l’unica donna nel consiglio del capoluogo ma fin d’ora invito tutte le forze politiche a rispettare le donne astenendosi da qualsiasi riflessione in merito.

Sono una buona camminatrice e il consigliere forzista è uno sportivo. Gli do appuntamento ai primi di settembre e lo invito a girare a piedi l’intera città, con me e con tutte le donne che raccoglierò per questa iniziativa, per contare quante donne col burqa incontreremo. E se non vorrà esserci lui che venga qualsiasi altro consigliere di maggioranza. Poi rifletteremo, a partire dalla realtà effettuale.

Luisa Oprandi

Consigliera comunale PD

24 agosto 2014
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9 commenti a “Varese, Oprandi (Pd): pretestuoso discutere sul burqa in Consiglio

  1. giovanni dotti il 24 agosto 2014, ore 21:47

    Purtroppo in molte Assemblee pubbliche locali è invalsa l’abitudine di interessarsi a problemi che esulano dalle loro competenze istituzionali e che dovrebbero essere discussi a livelli superiori, mentre spesso si trascurano i problemi contingenti per i quali sono state elette. Ciò unicamente per motivi ideologici e/o strumentali. UNICUIQUE SUUM, recita un detto latino, sarebbe buona norma che ognuno si interessasse dei problemi suoi: il caso in questione infatti esula dalle competenze di un Consiglio Comunale, è una questione “generale” di cui si deve occupare il Parlamento Nazionale.

  2. Luca il 25 agosto 2014, ore 15:37

    A mio avviso questa proposta del divieto del Burqa è ottima per le 1000 ragioni gia presentate dal consigliere forzista…ho abitato a Varese 2 anni e donne in giro col burqa mi è capitato di incontrarne molto spesso..! Devo ammettere anche che purtroppo non ho tutto il tempo libero della Sign. Oprandi per andare in giro a Varese a contare quante donne lo indossino o meno…bisognerebbe spiegargli però che al di la del fatto di quante donne si incontrino per strada..è un divieto che andrebbe messo piu come prevenzione che per tutte le altre ragioni.
    Sinceramente non ho nemmeno mai visto in giro una sola persona con una pistola in mano…perchè allora non eliminiamo la legge sul porto d’armi?

  3. Luisa Oprandi il 25 agosto 2014, ore 21:21

    @ giovanni dotti: caro Giovanni ritengo assolutamente realistico che si debbano trattare argomenti concretamente legati alla realtà cittadina. Ma appunto “problemi” non fantasie.
    @signor Luca: rispetto assolutamente le idee diverse dalle mie, ma mi sorge il dubbio (magari sbaglio e se così fosse le chiedo scusa) che forse ci sia un equivoco terminologico: il burqa è, come lei ben sa certamente, un abbigliamento che copre integralmente la donna da capo a piedi, lasciano solo un ridotto spazio (a rete) per consentire di vedere. Che nulla ha a che fare con tutti gli altri tipi di vestiario che comprendono abiti lunghi e velo sul capo e che sono assolutamente da rispettare in quanto appartengono alla libertà di scelta culturale e religiosa di ciascuna donna varesina o straniera.

  4. Luisa Oprandi il 25 agosto 2014, ore 21:36

    @ signor Luca: rispetto al fatto che ho l’opportunità di girare spesso in città, la motivazione dipende dal fatto che, sebbene abbia la fotuna di lavorare (faccio l’insegnante) e di impiegare tante ore della mia giornata a scuola anche in orario pomeridiano, molto spesso lascio l’auto in zona periferica e mi muovo a piedi. Questo sia per ragioni ecologiche, sia per esigenze di salute. Mi scuso per la precisazione.

  5. Luca il 26 agosto 2014, ore 09:29

    @ signora Oprandi : Accetto molto volentieri le sue scuse..anche se un po contradittorie in quanto mi ha appena fatto una bella lezioncina sul burqa pur essendo certa che io gia sappia di cosa si tratta?!?!
    Effettivamente casca un po male sign Oprandi in quanto so perfettamente cos’è un burqa e conosco molto bene la cultura di chi lo indossa..percui non c è nessun “EQUIVOCO TERMINOLOGICO”.
    Abbiamo idee diverse sicuramente…non capisco le sue però dato che nella sua lettera oltre che criticare a mio avviso una nozione ottima per la sicurezza di tutti i nostri concittadini non ha detto nulla di sostanziale….è molto facile criticare senza esporsi in cosa invece farebbe lei (la classica politica del suo partito), non lo prenda come un offesa è soltanto una mia idea, sono sicuro che lei è una persona molto intelligente e capace in quello che fa.
    Le fa anche molto onore il fatto che lascia la macchina in zone periferiche della città e gira piedi, farebbero tutti così non avremmo problemi di smog….io purtroppo parcheggio sempre in centro e seppur ho dei vetri della macchina molto ma molto scuri, di donne col burqa ne vedo parecchie…provi ogni tanto a farsi una bella camminata dalle corti fino a via Lazio..vedrà ne rimarrà stupita
    Grazie per la sua attenzione

  6. Luca il 26 agosto 2014, ore 10:08

    Ops chiedo scusa signora Oprandi per l’ERRORACCIO grammaticale…ho scritto “farebbero” al posto di “facessero”..puntualizzo in quanto una professoressa come lei non mi avrebbe di certo fatto passare questo inconveniente

  7. mario il 27 agosto 2014, ore 16:09

    Donne con il burqa a Varese non se ne vedono da anni. Abito di fronte alla moschea di Varese e quindi ho una casistica piuttosto ampia. Parlare di divieto di burqa a Varese è come chiedere il divieto alla caccia all’elefante a Varese…

  8. Interlandi G il 27 agosto 2014, ore 16:20

    Questi politici si occupano di aria fritta, discettano sul burqa o sul vestiario che le assomiglia, la Sig Oprandi parla di scelta della donna a seconda della cultura e religione.
    La donna mussulmana in questione non sceglie un fico secco esegue e basta, cio’ che dice il marito padrone, e noi occidentali che ci riempiamo la bocca con la democrazia, accettiamo questi soprusi seppure nella sfera familiare, di questi stranieri nella nostra nazione che vogliono imporre i loro usi e costumi, violando quello che e’ il sentire comune di tutto il popolo che li ospita Sopratutto delle nostre donne che hanno ottenuto una parita’ di diritti conquista dagli anni 60 in poi a fronte di lotte per affermare questi cambiamenti. Chi emigra deve adattarsi agli usi e costumi del paese che li ospita e non crearsi un’enclave propria come se fosse una provincia dei paesi islamici.

  9. Luisa Oprandi il 28 agosto 2014, ore 01:13

    @signor Luca: ho parlato di possibile (e scusandomi appunto se non lo fosse stato) equivoco terminologico perchè, partendo da una esperienza personale diversa dalla sua, non ho mai avuto la possibilità di vedere le numerose donne con questo vestiario che lei invece ha potuto incontrare. E quindi semplicemnte mi sono chiesta…..Ma, con garbo, ci siamo rispettivamente chiariti. Non avrei fatto certamente alcuna puntualizzazione sui refusi grammaticali…perchè io per prima scrivendo velocemente spesso commetto degli svarioni…

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