Locarno

Festival del film di Locarno, lo svizzero “Cure” porta Pirandello nei Balcani

Una sequenza del film

Una sequenza del film

Una delle pellicole svizzere in concorso al Festival del film di Locarno è “Cure-The Life of Another” della regista Andrea Staka, che sarà proposto domani alla kermesse ticinese (lunedì 11 agosto, all’Auditorium Fevi ore 14). Una pellicola dedicata al tema dell’identità, al suo scambio, con un ritmo incalzante ed ossessivo. Quasi una vicenda pirandelliana in uno scenario balcanico post-bellico.

Tutta la vicenda parte dalla quattordicenne Linda, nata in Croazia ma cresciuta in Svizzera, che torna a Dubrovnik insieme al padre, nel 1993, poco dopo la fine della guerra. L’ombra lunga di una guerra, cosparsa di lutti e tragedie, si estende sulla vita della ragazza.

In città Linda conosce Eta, che diventa la sua nuova amica. Da Eta viene condotta in una foresta segreta vicina, dove le due ragazze sono attirate in un gioco pieno di pulsioni sessuali, di baci, di conoscenza. Ma il loro rapporto raggiunge l’apice quando Linda getta l’amica giù da una scogliera. Da quel momento Linda finirà per prendere il posto di Eta anche all’interno della sua stessa famiglia. Un gioco di scambio che riguarderà anche Ivo, il ragazzo di Eta. Uno scambio che sarà presto fermato dalla stessa Eta che ricomparirà per mettere Linda di fronte a se stessa.

Una pellicola dedicata alle donne, che vengono risucchiate in un gorgo in cui l’identità finisce per essere solo una base su cui costruire un complesso cammino fatto di molteplici personalità, di rapporti famigliari opprimenti, di luoghi che rimandano all’altro.

Un film impegnativo, a cui danno una profondità indiscutibile le due giovani interpreti, Sylvie Marinkovic e Lucija Radulovic, bravissime nel restituire il clima claustrofobico ed ossessivo della storia.

10 agosto 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs