Varese

Varese, a bando sette terreni comunali. Per merlot e frutta varia

zappaVigneti a merlot, orticoltura, frutteti, campi di  mais e prato da foraggio. Sono sei le zone individuate dall’amministrazione per realizzare coltivazioni da destinare a orti e aree didattiche. Dal mese di settembre saranno pronti i singoli bandi di assegnazione dei terreni comunali “ad uso agricolo e didattico”: a presentare il progetto, questa mattina, gli assessori Sergio Ghiringhelli e Fabio Binelli e il segretario generale Filippo Ciminelli.

“Vogliamo far fruttare la terra, è proprio il caso di dirlo – ha spiegato Ghiringhelli -: in questo modo potremo assegnare a privati e associazioni, comprese le scuole, degli appezzamenti di terreno incolti e non utilizzati dal Comune per trasformarli in coltivazioni, orti, aree agricole a tutti gli effetti. Occorrerà qualche lavoro di sistemazione soprattutto delle serre”. “L’iniziativa rientra nelle linee di attuazione del Pgt per la preservazione del territorio – precisa l’assessore Binelli: – l’amministrazione comunale, per prima, si muove in questa direzione, recuperare spazi per l’uso agricolo. E’ un messaggio da rivolgere anche ai privati i cui terreni sono a valenza paesaggistica e ambientale: in cambio di diritti volumetrici, il privato si impegna a mantenere o reinsediare funzioni agricole. E’ un elemento di novità”.

Precisa il segretario generale Filippo Ciminelli: “A gennaio, al fine di promuovere e valorizzare le tematiche intorno ai temi della natura, nutrizione ed energia propri di Expo, con una delibera si dava mandato al Segretario Generale di costituire un tavolo di lavoro con il coinvolgimento dei settori urbanistica, patrimonio, verde e tutela ambientale e servizi legali volto ad individuare aree del territorio comunale idonee per essere concesse a privati ed associazioni che presentino progettualità che valorizzino quei luoghi inserendoli anche in un percorso didattico. Per quanto riguarda le scuole, l’Isis Newton di Varese ha già deliberato per la partecipazione al progetto”.

Le aree sono nel parco di Villa Baragiola per orti (4450 mq); Villa Baragiola – via Caracciolo per uso didattico, con l’utilizzo delle serre (800 mq); nel parco di Villa Toeplitz per attività didattica (sono già presenti orti dal 1985) con l’uso della serra da sistemare (2940 mq); aree a margine del Parco Zanzi alla Schiranna, via dei Prati, orti (3780 mq); aree Calcinate degli Origoni- via Valle Luna a margine del campo Tiro con l’arco per agricoltura didattica (12800 mq); aree a margine del Castello di Belforte per uso didattico (480 mq).

Parchi di Villa Baragiola e Villa Toeplitz

Destinazione possibile: vigneto a Merlot, fruttiferi locali (pesco, susino, ciliegio, melo, pero, melocotogno, amereno, nespolo, gelso, albicocco etc.); orticoltura (lattuga, cicoria, pomodori, melanzane, cetrioli, peperoni, zucchine, zucche, meloni, angurie, cavolo, cavolfiore, patata, carote, piselli, fagioli, cipolle, etc).

Serre Villa Baragiola

Nella serra è possibile ogni tipo di coltura. Coltivazione di tipo intensivo. Climatizzazione controllata e monitorata.

Via dei Prati

Destinazione possibile: prato stabile da sfalcio a Trifoglio, Lolium, Phleum; mais per trinciato; orticoltura (lattuga, cicoria, pomodori, melanzane, cetrioli, peperoni, zucchine, zucche, meloni, angurie, cavolo, cavolfiore, patata, carote, pisello, fagiolo, cipolla)

Calcinate degli Origoni

Destinazione possibile: vigneti a Merlot sui ronchi con ciglioni erbosi da foraggio. Possibili fruttiferi locali (pesco, susino, ciliegio, melo, pero, melocotogno, amereno, nespolo, gelso, albicocco etc.).

Aree Castello di Belforte

Destinazione possibile: vigneti a Merlot, prato stabile  da foraggio, mais da foraggio; fruttiferi locali (pesco, susino, ciliegio, melo, pero, melocotogno, amareno, nespolo, gelso, albicocco).

I criteri dei bandi

Sarà costituita un’apposita commissione per l’esame dei progetti i cui bandi dovranno rispondere ai seguenti requisiti:

prevalente attività didattica;  impegno alla realizzazione di eventuali opere necessarie per l’attuazione dei singoli progetti;  possibilità di revoca della concessione nei casi abbandono dei luoghi o “distrazione” dall’originario progetto; durata di anni 5 rinnovabili; possibilità di revoca della concessione nei casi di interventi di carattere pubblico; privilegiare associazioni senza fini di lucro e istituzioni scolastiche o universitarie;  progettualità incentrate sui temi Expo 2015; recupero delle tradizioni agricole di quei terreni; inserimento in rete con altre simili realtà.

 

 

8 agosto 2014
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