Varese

Varese, congiunturale Univa, nelle imprese dopo l’incertezza, la stasi

operai_in_fabbrica_1-300x225Dopo un’apertura d’anno incerta e segnata da un rallentamento della produzione, l’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese relativa al secondo trimestre dell’anno mostra ora una situazione di stasi dell’economia locale, in attesa dell’evolversi dei fattori di rischio e incertezza che si sono venuti a creare sui mercati internazionali e nazionale. Il sistema industriale varesino, per larga parte concentrato su mercati intermedi destinati più alla produzione che al consumo finale, ha anticipato nei primi tre mesi dell’anno il rallentamento congiunturale che a livello nazionale ed internazionale è stato registrato nel secondo trimestre.

A livello locale nel secondo trimestre si è avuto un leggero recupero della produzione, spinto dalle necessità di ripristinare le scorte in vista di un potenziale miglioramento della produzione e dello scenario globale (i dati del primo trimestre dell’anno erano positivi per l’Italia e l’Europa).

Tuttavia, il complicarsi dello scenario geopolitico con i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, il rallentamento della ripresa internazionale e la nuova frenata dei principali indicatori economici italiani rischiano ora di minare il recupero varesino. La domanda interna a livello nazionale rimane fiacca e le nostre imprese rimangono, quindi, in attesa di capire l’evolversi dello scenario globale ed europeo per poter valutare l’effettivo impatto di questi fattori esterni sulle loro future performance.

Per agganciare la ripresa molto dipenderà anche dalla capacità del nostro Paese di mettere in atto una politica industriale in grado di supportare adeguatamente le imprese in una fase che appare ancora critica. 

L’andamento della produzione delle imprese varesine intervistate nell’indagine congiunturale segna un recupero congiunturale nel secondo trimestre del 2014 rispetto ai bassi livelli registrati all’inizio dell’anno. Rispetto al trimestre precedente il 44% degli intervistati ha registrato un incremento dei livelli produttivi dovuto al ripristino delle scorte in magazzino in attesa di una potenziale ripresa dei mercati. Il 45% delle imprese del campione non ha, invece, rilevato variazioni e l’11% ha dichiarato un peggioramento. Gli ultimi dati sulla crescita dell’economia nazionale ed internazionale sono, però, inferiori alle attese e pongono, quindi, dubbi anche sulla consistenza e la durata del miglioramento congiunturale locale, che appare settorialmente differenziato e minacciato dal complicarsi dello scenario globale.

Non possiamo, quindi, ancora parlare di ripresa.

Le previsioni a medio-breve termine sono, infatti, altamente volatili e le imprese sono in attesa di capire le evoluzioni dei mercati internazionali e nazionali e se il rallentamento che sta colpendo molte economie (in primis la Germania, principale mercato di riferimento dell’export varesino) sia temporaneo. Per il prossimo trimestre la maggior parte delle imprese intervistate (61%) prevede, quindi, prudenzialmente una situazione di stasi rispetto all’attuale, mentre il 22% si attende un incremento dei livelli produttivi e il 17% una loro riduzione. Il grado di utilizzo medio degli impianti per le imprese analizzate nel trimestre è stato dell’82,7%.

La dinamica del portafoglio ordini, che era stata orientata negativamente nel primo trimestre dell’anno, nel periodo di analisi si è progressivamente stabilizzata. Il 51% delle imprese del campione ha mantenuto il livello degli ordini in linea con la scorsa rilevazione, il 39% ha registrato un miglioramento e il 10% un peggioramento. Si evidenziano differenze tra settori e comparti di riferimento.

Nel secondo trimestre 2014 sono state autorizzare 4.129.787 ore di cassa integrazione guadagni ordinaria nel comparto industriale, in riduzione del 28,2% rispetto al secondo trimestre del 2013, ma in aumento dell’8,6% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Guardando all’intero periodo gennaio-giugno 2014 sono state complessivamente autorizzare 17.358.320 ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria ed in deroga) nel comparto industriale, in riduzione del 7,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con riferimento a questo intervallo di tempo sono in riduzione le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (-29,4%), mentre in aumento quelle di straordinaria (+25%) ed in deroga (+45%).

Gli ultimi dati provvisori disponibili sul commercio estero varesino relativi al primo trimestre 2014 confermano il lieve rallentamento delle esportazioni che si era manifestato già in chiusura 2013. Registrano, invece, un incremento delle importazioni dei beni intermedi che alimentano i settori della produzione che può essere legato ad una ripresa degli approvvigionamenti da parte delle imprese in previsione di un potenziale recupero della produzione e dell’export. Si tratta comunque di dati provvisori, che fotografano un breve lasso temporale, e le cui evoluzioni future potrebbero risentire degli ultimi dati sulla tenuta dell’economia internazionale ed i recenti fattori di rischio legati alle tensioni geopolitiche.

L’export nel primo trimestre del 2014 ha raggiunto 2.306 milioni di euro, valore in riduzione dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le importazioni nello stesso intervallo di tempo hanno, invece, registrato una crescita del 9,5%, risultando pari a 1.495 milioni di euro. Queste dinamiche hanno prodotto un saldo commerciale ancora positivo (+811 milioni di euro), ma in contrazione rispetto al I trimestre 2013 (-17,3%).

Tengono nel primo trimestre del 2014 le esportazioni verso l’Unione Europea (+1,4% rispetto al primo trimestre 2013), in particolare con una crescita del +3,3% verso la Germania, primo mercato di riferimento per la provincia di Varese. Il temporaneo stallo dell’economia tedesca sembra al momento non avere conseguenze immediate sulle nostre aziende, legate ai partner tedeschi da rapporti di fornitura con tempi di reazione medio/lunghi. Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se il rallentamento della Germania sia temporaneo e le potenziali conseguenze sul nostro sistema imprenditoriale.

Sulla performance esportativa provinciale influisce, invece, negativamente la contrazione dell’export verso i paesi europei non appartenenti all’Unione Europea (complessivamente -24,9%), tra cui la Svizzera (-32%), tradizionale importante mercato di riferimento per il territorio, e la Russia (-17,4%) che risente delle tensioni con l’Ucraina. In rallentamento anche le esportazioni verso gli Stati Uniti (-9,9%).

Tra le aree in via di sviluppo registra un incremento l’export verso l’Africa (circa doppio rispetto al primo trimestre 2013), l’Asia Centrale (+35,2%) e il Medio Oriente (+28,2%). In rallentamento, invece, l’export verso l’Asia Orientale, che sconta, però, l’ottimo risultato ottenuto nel corso del 2013, e l’America Centro-Meridionale.

30 luglio 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs