Varese

Varese, all’Ospedale inaugurato reparto di Medicina nucleare

Taglio del nastro al nuovo  reparto

Taglio del nastro al nuovo reparto

“Sono qui per confermare l’impegno di Regione Lombardia per migliorare e ammodernare le nostre strutture sanitarie. Nel 2013 la mia giunta regionale ha stanziato risorse nel campo dell’edilizia sanitaria per oltre 650 milioni di euro ed abbiamo assegnato definitivamente 340 milioni di euro per 32 interventi, fra i quali anche 16 milioni e mezzo per il completamento della riqualificazione dell’Ospedale di Varese”. Lo ha spiegato il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni partecipando a Varese all’inaugurazione del reparto di Medicina nucleare all’Ospedale di Circolo Fondazione Macchi. Presenti anche il direttore generale Callisto Bravi, il commissario straordinario Callisto Bravi, il consigliere regionale Luca Marsico.

“Ci crediamo – ha proseguito Maroni – perché è giusto farlo ed utile farlo, perché vogliamo mantenere la Regione Lombardia a livelli di eccellenza non solo in Italia ma in Europa, perché il nostro riferimento sono le Regioni più avanzate d’Europa come Catalogna o Baviera”.4

Il 30 giugno scorso, infatti, la Medicina nucleare di Varese è entrata nella nuova sede, con evidenti benefici sia per il personale che vi lavora che per i pazienti che quotidianamente si rivolgono al servizio. La nuova collocazione, al piano meno uno del monoblocco, non è solo molto più ampia (con una superficie di 2mila metri quadrati) e tecnologicamente attrezzata, ma risulta anche particolarmente funzionale e strategica per un servizio che svolge un ruolo determinante nella diagnostica di tutte le discipline mediche e chirurgiche.

I pazienti ricoverati che devono accedere alla Medicina nucleare per sottoporsi ad esami, ad esempio, non dovranno più sopportare uno scomodo tragitto verso l’area ‘vecchia’ dell’Ospedale di Circolo, così come gli operatori sanitari, sia quelli che lavorano nella Medicina nucleare (6 medici, 3 infermieri, 2 ausiliari, 9 tecnici di medicina nucleare, 6 tecnici di laboratorio, 2 OSS e 3 amministrativi), sia quelli di tutti gli altri reparti.

Con un’attività che registra oltre 300mila prestazioni all’anno, la Medicina Nucleare collabora infatti nel proprio compito diagnostico e terapeutico con tutte le altre strutture aziendali, sia nell’ambito della attività clinica che della ricerca, eseguendo indagini di imaging metabolico-funzionale, terapie radiometaboliche e dosaggi di ormoni e marcatori tumorali. La collaborazione si estende anche a Strutture pubbliche e private extra aziendali.

Inoltre, essa collabora con la maggior parte degli altri Centri italiani ed europei e con le principali società scientifiche del settore, quali l’Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging molecolare (AIMN) e l’European Association of Nuclear Medicine and molecular imaging (EANM).

La realizzazione della nuova sede è il frutto di un intervento del valore di 7 milioni e mezzo di euro, finanziati per quasi 4 milioni e mezzo dal lascito della famiglia Macecchini e, per la restante parte, da fondi regionali (1,5 milioni) e da fondi del bilancio aziendale (1,3 milioni). I lavori strutturali hanno inciso sul valore complessivo per circa 4 milioni e mezzo di euro, mentre – dato particolarmente significativo – la sola dotazione tecnologica ha comportato un costo di quasi 2 milioni di euro. Quest’ultima infatti comprende una PET TAC fissa particolarmente avanzata (con 4° anello di cristalli e TC 40 strati) che, rispetto all’apparecchiatura a noleggio di cui si è avvalsa negli ultimi anni la Medicina nucleare di Varese, può garantire l’incremento dell’attività diagnostica, permettendo così una maggiore e migliore soddisfazione delle richieste cliniche del territorio.

La dotazione tecnologica della struttura è completata da 2 gamma camera a due teste con geometria variabile, una gamma camera a testa singola e 2 SPECT-CT. Caratteristiche da rilevare della nuova collocazione sono innanzitutto il rispetto di tutte le norme vigenti, comprese quelle per la radioprotezione, con la suddivisione tra zona fredda e zona calda sia dei pazienti che degli operatori, poi la presenza di 6 aree di condizionamento indipendenti con possibilità di regolazione dedicata della temperatura e, nell’ottica di migliorare il comfort e il livello di umanizzazione del servizio, l’installazione di sistemi di intrattenimento per i pazienti nelle zone di attesa e nei singoli box.

 

22 luglio 2014
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Un commento a “Varese, all’Ospedale inaugurato reparto di Medicina nucleare

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