Varese

Varese, Assemblea Ance, il presidente Saibene: siamo il bancomat dello Stato

La relazione del presidente Saibene

La relazione del presidente Saibene

Il quadro della situazione resta molto critico: guardando al solo dato lombardo, dal 2008 al 2013 il settore costruzioni perde quasi il 30% degli investimenti, circa 9 miliardi di euro. E l’edilizia abitativa? In flessione per quasi il 60%. Bollettino di guerra quanto all’occupazione nella nostra regione: operai ridotti, tra 2012 e 13, quasi dell’8,5%, mentre le imprese del settore calano del 9,4%. Questi i dati con cui, ieri pomeriggio, nella sede di via Cavour, l’Ance (Associazione dei costruttori) ha svolto la sua Assemblea annuale. Una fotografia, quella affidata a numeri e percentuali, che non lascia spazio ai dubbi.

Quanto alle ragioni, sempre le stesse, che ormai da anni continuano a “stoppare” la ripartenza: ma quando si dice che, come dice l’Ance, che in Lombardia si è ridotta del 13,3%, lo scorso anno, l’erogazione dei mutui per acquistare la casa, il sistema bancario entra col piede teso nella situazione. E poi i ritardi nei pagamenti pubblici, un fisco pesante, ritardi nello stabilire le norme come nel caso del Comune di Varese e del suo lento Pgt. Su cui Ance esprime un giudizio tranciante: “non condividendo l’impianto generale del Piano e le scelte urbanistiche fatte dall’Amministrazione comunale”. In prima fila siedono il sindaco di Varese Fontana e l’assessore all’Urbanistica Binelli. Seduti in platea anche l’assessore ai Lavoroi pubblici di Gallarate, Giuseppe Nigro, e Roberta Besozzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Varese.

Orlando Saibene, presidente saronnese di Ance Varese, procede all’approvazione (unanime) dei bilanci 2013 e preventivo, e presenta il cambio della guardia non irrilevante al vertice: dopo anni, il direttore Gianpietro Ghiringhelli se ne va e lascia il posto a Juri Franzosi, uomo che per anni è stato al vertice della Compagnia delle Opere di Varese. A Ghiringhelli un simpatico regalo: un bel viaggio a Cuba.

Poi prende la parola lo stesso Saibene per una relazione breve, dai toni perentori, dagli argomenti duri. “La casa viene utilizzata come un bancomat dallo Stato, considerato che negli ultimi tre anni le tasse sulla casa sono state triplicate”. Le banche, dice ancora il presidente, “sono ripiegate su loro stesse, poco inclini a valutare i progetti, a diventare partner delle imprese”. Quanto alla politica, per Saibene “manca una visione complessiva su come uscire dalla crisi”. Ma ciò su cui il presidente dell’Ance varesino alza il tiro sono le città: “insistiamo sulle piccole opere, quelle che interessano le piccole imprese. E prima di pensare alle grandi opere, terminiamo quelle già in corso”. Necessario, secondo il presidente Saibene, “ridurre il consumo del suolo e recuperare gli edifici già esistenti”.

Saibene parla anche di un necessario “riposizionamento” di Ance, perchè “le sfide del mercato non sono più quelle di cinque anni fa”. E comunque il presidente Ance punta a “lavorare in rete e ridurre i costi dei servizi”. Solo tre parole possono sintetizzare il lavoro: formare, informare e promuovere. E presto una nuova iniziativa su quei “piccoli segni di cambiamento” nascosti nelle pieghe del nuovo contratto nazionale.

 

 

17 luglio 2014
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