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Regione, Maroni interviene in Aula. Ma il Pd Alfieri: troppe ombre

Il presidente Maroni

Il presidente Maroni

“Il rispetto assoluto delle leggi è il faro che ha sempre guidato e sempre guiderà la mia azione istituzionale e politica. Sono assolutamente tranquillo e allo stesso tempo sono molto sorpreso. Per quanto di mia conoscenza è stato ed è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo e sono fiducioso che le cose verranno al più presto chiarite”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo, questo pomeriggio, nell’Aula del Consiglio regionale, per riferire in merito all’inchiesta della Procura di Busto Arsizio.

“Ringrazio la maggioranza e ringrazio gli assessori, sia per la dimostrazione d’affetto ricevuta poco fa – ha sottolineato Maroni, riferendosi al lungo applauso con cui tutti i consiglieri della maggioranza e tutti i componenti della Giunta regionale lo hanno accolto al suo arrivo in Aula -, che per la solidarietà che mi hanno espresso, che mi dà la forza di continuare e di garantire, alla mia maggioranza e al Consiglio regionale, che sono determinato a proseguire nell’azione di governo della Regione, per realizzare il programma per cui siamo stati eletti, nel rispetto assoluto delle leggi, come ho sempre fatto nella mia ormai ultraventennale storia politica e nella mia storia personale, perché il rispetto assoluto delle leggi è il faro che ha sempre guidato e sempre guiderà la mia azione istituzionale e politica”.

“Ho accolto l’invito a presentarmi oggi in Consiglio regionale – ha fatto notare il presidente – per il rispetto che ho verso le Istituzioni, in particolare per l’Istituzione regionale, che ho l’onore di guidare. Ma lo stesso rispetto che ho verso tutte le Istituzioni, e quindi anche per la Magistratura, mi impone di astenermi dall’esprimere commenti, valutazioni o giudizi diversi da quelli che ho espresso ieri prima di poter leggere il fascicolo con gli atti che mi riguardano e prima di essere ascoltato dal magistrato, a cui ho dato la mia disponibilità per questa incombenza, e attendo che il magistrato inquirente mi chiami”.

Maroni, dopo aver ricordato che “la fattispecie ipotizzata nell’avviso di garanzia che ho ricevuto ieri dalla procura di Busto Arsizio, prevista dall’articolo 319 quater del Codice di procedura penale, sarebbe un’induzione indebita a dare o promettere utilità per due contratti di collaborazione stipulati non dalla Regione ma da due società, Eupolis e ExpoMilano2015 spa”, ha specificato che “questa imputazione non riguarda i contratti per Expo o gli appalti per Expo, come qualche giornale ha scritto, ma riguarda due contratti di collaborazione a termine, stipulati da queste due società – ed Eupolis peraltro ha svolto un bando pubblico, a cui hanno partecipato un certo numero di persone, che poi Eupolis ha scelto – per persone che svolgono mansioni diverse per un’attività quotidiana di supporto della Regione Lombardia dalla sede di Roma”.

“La loro attività – ha quindi precisato il presidente Maroni – è finalizzata all’ottimizzazione e all’efficienza della macchina organizzativa in vista dell’evento Expo. In particolare una figura professionale ha un preciso scopo di raccordo tra Regione Lombardia e la società Expo, mentre l’altra, di comprovata esperienza professionale, ha un ruolo di consulenza per le diverse tematiche organizzative legate ad Expo, e l’ultimo degli eventi organizzati è quello del 19 giugno, quando Regione Lombardia e i Ministeri dell’Agricoltura e degli Esteri hanno organizzato a Villa Madama, a Roma, un centinaio di ambasciatori per mostrare loro l’evento Expo”.

“Maroni oggi è stato reticente e ciò non va bene. Gli staremo col fiato sul collo fin quando non avremo tutte le spiegazioni che possano rassicurare che Expo vada avanti nel miglior modo possibile”. Così il segretario del Pd Lombardo Alessandro Alfieri commenta le dichiarazioni del presidente Roberto Maroni intervenuto questo pomeriggio in Consiglio regionale per relazionare in merito all’avviso di garanzia notificatogli nella giornata di ieri dalla Procura di Busto Arsizio.

“Noi vogliamo che Expo si faccia nella massima garanzia in termini di trasparenza sugli appalti e sull’attribuzione degli incarichi – continua – e soprattutto che i collaboratori vengano scelti nelle società partecipate per merito e non per legami amicali o di partito. Devono essere dissipate tutte le ombre che riguardano Expo, ombre che oggi Maroni non ha saputo fugare”.

15 luglio 2014
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