Varese

Varese, complesso Baragiola, nella Villa storica un centro per la cultura?

Villa Baragiola

Villa Baragiola

Si è affacciato oggi alla riunione di giunta in Comune a Varese l’intervento di restauro conservativo e di riqualificazione di Villa Baragiola, con riferimento alla Villa Storica, uno dei luoghi più importanti dell’ex seminario di Masnago, acquistato nel 2001 dal Comune di Varese. Al momento si parla del progetto preliminare, slittato tuttavia alla prossima seduta per l’assenza del vicesindaco Carlo Baroni, assessore alla partita.

Dopo il restauro della Stecca, che ospita ora l’assessorato all’Urbanistica – una soluzione individuata per la disponibilità di un ampio parcheggio – e il Museo Tattile, e la scelta di utilizzare lo chalet (la famosa dacia) per ospitare il Centro di documentazione sui Sacri Monti, anche grazie ad un contributo cospicuo del 2011 da parte di Fondazione Cariplo, ora è la volta della Villa storica situata nel complesso che si apre su via Caracciolo.

La destinazione degli spazi era stata decisa nel 2007, sulla base dall’accordo di programma sottoscritto a Palazzo Estense tra Comune, Regione Lombardia, Provincia, Università dell’Insubria, Parco del Campo dei Fiori, Fondazione Paolo VI° e Fondazione Pogliaghi. Tale accordo resta ancora valido?

Al momento non è chiara la destinazione che la giunta sceglierà per la Villa storica: tra le possibilità che si stanno valutando, quella di ospitare attività culturali a servizio della città, ma anche la ricollocazione di uffici del Comune di Varese.

 

8 luglio 2014
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Un commento a “Varese, complesso Baragiola, nella Villa storica un centro per la cultura?

  1. annina il 8 luglio 2014, ore 22:07

    contemporaneamente si legge che:
    1) il teatro sarà fatto dove adesso c’è il teatro
    2) la caserma Garibaldi ospiterà le biblioteche ed altri spazi culturali
    invece non si legge nulla in proposito a:
    3) non è dato di sapere cosa ne sarà degli edifici dell’Università di Via Ravasi (tra cui l’ex collegio S.Ambrogio): storici e o quasi sicuramente tutelati alcuni mentre altri forse più apprezzabili come aree edificabili.
    4) come è finita a Villa Mylius, esattamente qual’è il fine pubblico che ivi si persegue?
    5) in Via Staurenghi/Sempione resta tutto com’è?
    Ora c’è un’idea complessiva che tenga anche conto dei presumibili rilevanti costi (fino adesso ci sono i 15 mil. della Regione) per tutte queste cose? Non solo la ristrutturazione e riqualificazione ma anche poi quello che sarà mantenere con soldi pubblici tutti questi mq.? Infine un centro di documentazione dei “Sacro Monte” starebbe bene al Sacro Monte e non in un posto sperduto e pressoché inaccessibile.
    Una biblioteca, sale studi e spazi culturali all’aperto starebbero meglio fuori dal ring super-inquinato . Ma forse è state riprogettata anche la viabilità:
    le stazioni, Largo Flaiano, la bretella Gasparotto/Borri, i parcheggi multipiano nel centro e, non ultima, l’accessibilità al Sacro Monte nei giorni di punta (piccoli parcheggi ininfluenti a parte)?
    Non sarebbe male avere un riassunto comprensibile del progetto di città complessivo. Sono sicura che esiste (quasi sicura).

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