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Regione, Maroni intitola una sala del Consiglio ai Carabinieri

La sala intitolata ai Carabinieri nel bicentenario della loro fondazione

La sala intitolata ai Carabinieri nel bicentenario della loro fondazione sa

“In qualità di Presidente della Regione Lombardia è per me un onore esprimere, in questa cerimonia, il saluto e la riconoscenza di tutti i cittadini lombardi per l’importante e difficile compito che quotidianamente l’Arma dei Carabinieri svolge nelle nostre comunità e in tutte le aree del mondo in cui è attualmente impegnata a garantire l’ordine civile e la democrazia”.

Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo nell’aula del consiglio regionale lombardo per celebrare il Bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Maroni ha poi intitolato un’aula del Consiglio alla Benemerita.

“Avendo ricoperto in passato, e per due volte, il ruolo di Ministro dell’Interno, ho potuto apprezzare – ha ricordato il presidente Maroni – ancora meglio l’impegno che le donne e gli uomini dell’Arma mettono, giorno dopo giorno e in condizioni non sempre agevoli, anzi, per tutelare la sicurezza e la libertà dei cittadini delle nostre comunità. Un impegno che li porta talvolta a mettere a repentaglio anche la loro vita. Ho tantissimi ricordi nella mia esperienza di rapporti diretti e personali, non solo con i vertici dell’Arma, ma anche con singoli appartenenti all’Arma in tante Regioni d’Italia, e ho sempre visto negli occhi di tutti i Carabinieri l’orgoglio di appartenere ad un corpo ritenuto giustamente un corpo speciale nel senso più nobile del termine”.

“Nata nel 1814 a Torino, nei suoi 200 anni di vita, l’Arma dei Carabinieri ha accompagnato – ha proseguito Maroni – generazioni di italiani e affrontato eventi storici, drammatici e gioiosi, mantenendo inalterata l’autorevolezza, lo spirito di servizio verso la collettività,  l’orgoglio di appartenenza unito alla fedeltà alle Istituzioni; caratteristiche che hanno fatto sì che nome, colori, uniformi dei Carabinieri diventassero un “simbolo” del nostro Paese conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. E anche di questo ho esperienza avendo partecipato a tante riunioni internazionali dove è stato sempre fatto un riconoscimento di altissimo ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per l’attività svolta in Italia e nelle missioni internazionali.”

Oggi i carabinieri rappresentano una ”forza militare di polizia a competenza generale, in servizio permanente di pubblica sicurezza”, distribuita sul territorio in migliaia di Stazioni e Tenenze, che procede, cito dati dell’Arma, per oltre il 75% dei fatti-reato denunciati e perseguiti nel nostro Paese e raccoglie il 70% di tutte le denunce che vengono fatte. Inoltre, l’Arma è coinvolta in missioni internazionali ONU, UE, NATO, condotte in forza di accordi internazionali, nelle quali missioni svolge delicati compiti di polizia militare e di addestramento delle forze di polizia locali”.

“L’esempio delle donne e degli uomini dell’Arma, di coloro che hanno perso la vita e di quanti ogni giorno la mettono a rischio, costituisce – ha rimarcato Maroni – la testimonianza sempre viva di dedizione, un’esperienza che sollecita la nostra responsabilità come istituzioni. La sicurezza è un bene prezioso per la vita di una comunità e, insieme, un bisogno espresso dai nostri cittadini con sempre maggior forza. Con l’indubbio contributo di prevenzione e intelligence dell’Arma dei Carabinieri, un territorio così articolato e complesso e ricco come la Lombardia può oggi registrare una generalizzata riduzione dei reati. Anche se non si può e non si deve mai abbassare la guardia nei confronti del crimine, di ogni forma di crimine”.

Non ho dubbi che l’Arma continuerà, anche in futuro, a proseguire su questa strada, che è la sua strada, alimentando l’alleanza tra le Istituzioni e la società civile, attraverso la correttezza, la preparazione professionale, la lealtà e il rispetto. Rinnovo, in conclusione, il ringraziamento alla Benemerita, mio personale e della Regione Lombardia, a nome dei cittadini lombardi, nella consapevolezza che solo una sicurezza partecipata – che vede protagonisti Istituzioni, Magistratura, Forze dell’Ordine, Polizie locali e società civile – ha concluso il presidente Maroni – può assicurare a tutti un futuro più sicuro.”

 

8 luglio 2014
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