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Luigi Zanzi rilancia la battaglia europeista nel suo ultimo libro

bruxelles_commissione_ue_296E’ indispensabile uno Stato Federale per dare all’Europa quello slancio politico-economico e quella unità che oggi le mancano e che le impediscono di interloquire dall’alto della sua storia e della sua tradizione culturale con l’altra parte del mondo.

Il professor Luigi Zanzi, docente universitario a Genova e poi a Pavia di Metodologia delle Scienze Storiche, uno dei “padri” nel solco tracciato da Altiero Spinelli e Mario Albertini, sin dagli anni ’50 del Movimento Federalista Europeo nel nostro Paese, appassionato trascinatore anche a Varese, la sua città, di un dibattito complesso e a tratti aspro, con divisioni interpretative del progetto ricco sempre di idealità, con il suo ultimo libro “Il Federalismo e la critica della ragion politica. Per un “altro” futuro dell’Europa e dell’Umanità” (Piero Lacaita Editore, Manduria, pp. 629, euro 20,00) rilancia in questo fragilissimo momento storico, in cui l’Europa si dibatte in una profonda crisi di identità, quelle che sono le priorità perchè si possa giungere alla auspicata unità.

Alcuni obiettivi sono stati raggiunti. Il professor Zanzi li sottolinea: esiste certamente un “popolo europeo”, maggioritario rispetto alle discutibili visioni populiste, nazionaliste e fascistoidi. I più vogliono vivere nell’Europa e con l’Europa, una scelta che sin dagli anni lontanissimi della Comunità del carbone e dell’accaio, primo timido passo della Comunità ancora in fasce, ha significato un ampio tempo di pace e di progresso (oltre mezzo secolo senza conflitti!). Altra conquista: un irripetibile sviluppo economico mai conosciuto prima.

Ancora: una politica monetaria in grado di porre un argine alle perdite di valore delle singole economie nazionali affermando in generale la difesa del risparmio a tutela delle ricchezze familiari, Da questi traguardi non si potrà tornare indietro.

Se queste sono le sfaccettature di un Europa vincente, il professor Zanzi nel suo ponderoso saggio che segue nei decenni il cammino percorso, non si sottrae a denunciare quelli che appaiono i gravissimi limiti che ne lacerano il corpo e che rappresentano il filo conduttore della sua pluriennale battaglia.

L’Europa manca di un potere politico unitario, la stella cometa tracciata da Altiero Spinelli, da Ernesto Rossi e da Eugenio Colorni nel “Manifesto di Ventotene” quasi un secolo fa. Senza unità politica europea il potere nazionale è destinato a frantumare quel sogno. Occorre giungere a un governo unico. Ma come pensare nella confusa lotta politica nazionale in corso, spesso furente con derive destrorse, a dover rinunciare alla gestione di alcuni settori strategici come l’economia e la politica estera? L’ostacolo sulla carta appare insormontabile eppure occorre camminare in quella direzione. Pensare infatti ad un’unità nella politica economico-monetaria sarebbe dotare il continente dello strumento perfetto per una ripresa produttiva e per una più accettabile distribuzione del reddito e del lavoro.

“Allo Stato Federale si potrà arrivare – sostiene il professor Zanzi – solo con un’Assemblea Costituente” che chiami i cittadini europei (oggi gli Stati del Parlamento sono 29 con interessanti propaggini verso l’Est un tempo non lontano “cortina di ferro”) a disegnare il futuro dell’Europa.

Il libro-saggio fa meditare. Parla della strategia in generale, fissa gli accenti sui nodi nevralgici della questione, entra nel dialogo serrato su come toccare la terra promessa ma non dimentica gli sforzi compiuti proprio a Varese da una sezione del Movimento Federalista Europeo certamente vivace che teneva le sue riunioni nell’ospitale Studio del notaio Luigi Zanzi senior con affollati dibattiti guidati dal professor Zanzi, dall’illuminato professor Vico Locatelli e dal dottor Franco Braga con la partecipazione di giovani studenti, Giuseppe Lozito, Emilio De Gennaro, Alberto Speroni, Franco Giannantoni, Guido Comotti, Emilio Arcidiacono, Francesco Maresca e tanti altri.

Già da quegli anni il professor Luigi Zanzi spendeva tutta la sua geniale preparazione politica alla causa europeista. Ora rilancia quel sogno con la stessa forza suggerendolo ai giovani di oggi perduti in gran parte nelle sabbie mobili dell’effimero e del consumismo e senza lavoro.

8 luglio 2014
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