Milano

Franco Tettamanti, un inviato molto speciale nella storia di Milano

Franco Tettamanti

Franco Tettamanti

C’è una punta di rammarico, nell’ultima pagina, quella con il titolo “Cala il sipario”. Nella pagina in cui l’autore del volume “Era solo ieri”, il giornalista varesino Franco Tettamanti (il volume è stato appena pubblicato da Meravigli edizioni) ricorda che i capitoletti del volume sono tratti dalla rubrica “Cose dell’altro secolo” che si poteva leggere sulle pagine milanesi del Corrierone. Una rubrica su cui, appunto, è calato il sipario. Ma opportunamente, come ammassando alcune cose preziose su una zattera, Tettamanti ci offre la possibilità di rileggere quelle tappe del suo “lungo e affascinante viaggio nel ’900″, un viaggio per raccontare Milano e i milanesi.

Davvero godibili i “fatti e misfatti” raccontati dal giornalista che lavora al Corriere della Sera, con partenza da Radio Varese, lunga militanza in diverse testate della carta stampata, oggi presidente dell’associazione La Casa di Nando e della giuria della stampa al Premio Chiara. Tettamanti ha il gusto della curiosità, dell’aneddoto, del dettaglio, come già accadeva nel precedente “Cose dell’altro secolo”. E, cosa non scontata, una scrittura nitida e densa, capace di raccontare gli avvenimenti milanesi, ma soprattutto di affidarci il ritratto dei personaggi che hanno fatto cronaca, o addirittura passati alla storia: incontriamo così Paolo Grassi e il “comandante Iso” (il grande Aniasi), il tenente Mozzoni e Gianni Santuccio, Onorina Brambila ed Eugenio Scalfari, ma anche Tony Dallara, Finardi e De Gregori, solo per citarne alcuni della ricca galleria dipinta dal giornalista e scrittore.

Non mancano, naturalmente, i luoghi mitici della città della Madonnina. Tettamanti evoca le atmosfere del Derby, parlandoci della varesina Rosalina Neri, le piazze e le vie degli scontri di piazza e degli anni di piombo, le fabbriche, La Scala, il Duomo, il Pirellone, San Vittore e San Siro, in una toponomastica del ricordo e della nostalgia che scorre veloce lungo le pagine, peraltro arricchite da tante foto d’epoca.

Apre il volume la prefazione di Chiara Maffioletti, giornalista del Corsera con un buon esordio narrativo alle spalle, che con poche parole descrive l’autore: persona “concreta, senza fronzoli, diretta”. E che sa regalarci – aggiungiamo – un piccolo baedeker per ripercorrere la nostra storia senza annoiarci.

1 luglio 2014
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