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Varese, Isolino Virginia, riflettori del Pd puntati sul sito Unesco

Isolino Virginia

Isolino Virginia

L’Isolino Virginia finisce nel mirino del capogruppo Pd in Comune a Varese. Fabrizio Mirabelli ha infatti depositato a Palazzo Estense una interrogazione su questo luogo, appena 9000 metri quadrati, una vegetazione fatta di canneti e di alcuni esemplari arborei rari come il cipresso calvo delle paludi e le castagne d’acqua, che crescono solo negli specchi d’acqua delle Prealpi, di proprietà del Comune di Varese.

Nella seconda metà dell’Ottocento, studi compiuti dall’abate Antonio Stoppani hanno portato alla luce uno dei più importanti siti palafitticoli del Neolitico che risale, all’incirca, al 5.000 avanti Cristo, esso è diventato uno dei luoghi più famosi della preistoria europea. Durante quegli scavi furono recuperati manufatti in quarzo, lamine in selce e ossidiana, cuspidi di freccia. In virtù di ciò, l’isolino Virginia, nel 2011, ha ricevuto, il prestigioso riconoscimento di Patrimonio dell’umanità”.

Scrive Mirabelli che “pur essendo sottoposto a vincolo, è sempre stato visitabile da parte dei turisti. Dal 2002, il collegamento con la terraferma, della durata di circa dieci minuti, è stato assicurato da un piccolo servizio di taxi con la barca”.

Chiede dunque il capogruppo del Pd: “in base agli ultimi dati disponibili, quanti siano i turisti che visitano, ogni anno, l’isolino Virginia; perché, dall’ottobre scorso, ogni collegamento sia bloccato ed esso sia impossibile da raggiungere;  se è vero che questa situazione imbarazzante sia stata determinata da una causa legale che vede contrapposti il Comune e la famiglia di barcaioli che aveva in gestione l’unico bar-ristorante dell’isolotto e il collegamento con la terraferma; se è vero che questo bando di gestione risulti ormai scaduto da due anni; quanto sia costata, finora, questa causa ai contribuenti varesini; a quanto ammontino, finora, i mancati incassi del piccolo museo esistente sull’isolino a causa di questo braccio di ferro; se è vero che, oggi, la sola soluzione per arrivarci sia prenotare una crociera tutto compreso sul lago, che, però, è attiva solo durante i tre mesi estivi; chi, attualmente, si stia prendendo cura del piccolo museo esistente sull’isolino; se il Comune abbia sollecitato alle autorità competenti il ripristino del pontile di Biandronno, che risulta essere fuori uso da mesi; se e quando il nostro “gioiello” dell’Unesco potrà tornare ad essere fruibile da parte dei turisti”.

30 giugno 2014
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