Varese

Varese, lavoratori e sindacati tessili in presidio sotto l’Univa

sindacati1Il Contratto Nazionale del lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle industrie tessili è scaduto il 31 marzo 2013 e non vi è ad oggi una prospettiva per il suo rinnovo. Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno indetto per lunedì 30 giugno 2014 uno sciopero generale nazionale di 8 ore, con un presidio che si terrà a Varese sotto gli uffici dell’Unione industriali di Varese.

Obiettivo della Federazione Tessili Vari è quello di rendere impossibile il rinnovo del contratto cercando, attraverso questa rottura, di raccogliere consensi presso le imprese aderenti a S.M.I (Sistema Moda Italia), che invece ha firmato il rinnovo del C.C.N.L. danneggiando, secondo Tessili Vari, le aziende che rappresenta.

La posizione di Tessili Vari è ferma e va in tutt’altra direzione rispetto alla trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’associazione che rappresenta. Si punta a relazioni “fai da te” con le lavoratrici e i lavoratori. Un modello dove salario, ferie, malattia, permessi sindacali e ruolo delle R.S.U sono frutto di decisioni unilaterali, e dove la pesante crisi che ha investito il settore viene interamente scaricata sulle spalle dei lavoratori.

La recessione ha certamente colpito lavoratori e imprese, ma nonostante le difficoltà abbiamo rinnovato già diversi contratti nei comparti del settore dell’industria tessile: lavanderie industriali; tessile abbigliamento; giocattoli, spazzole e pennelli; pelli e cuoio; calzature; occhiali e ombrelli. Purtroppo questo non avviene nei Tessili Vari, lasciando senza contratto circa 20mila lavoratrici e lavoratori in Italia. In provincia di Varese le aziende che applicano il C.C.N.L. dei Tessili Vari sono una quindicina, con un numero di addetti pari a circa 150.

Calcolando anche quelle imprese che, per alcune lavorazioni particolari, si ritrovano nei Tessili Vari, complessivamente in provincia di Varese le aziende sono una trentina circa, con un numero di addetti totale di circa 300.

Così anche nella nostra provincia si ripropone il modello del doppio binario: luoghi di lavoro con alcuni lavoratori tutelati e che hanno un C.C.N.L. firmato, e altri lavoratori, a fianco, con un contratto non firmato e un’organizzazione del lavoro non regolata. Le organizzazioni sindacali chiedono “stesso lavoro-stesso contratto!”.

26 giugno 2014
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