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Gazzada, “Lolek il Grande”, Zanoletti porta sul palco Karol Wojtyla

Un momento del suggestivo spettacolo con la regia di Zanoletti

Un momento del suggestivo spettacolo con la regia di Zanoletti

In occasione della canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta domenica 27 aprile 2014, la Compagnia dell’Eremo, diretta dall’ottimo attore e regista Antonio Zanoletti, che auspichiamo possa essere maggiormente valorizzato dal nostro territorio come già accade altrove, e composta da attori professionisti, ha realizzato una nuova produzione: Lolek il Grande. Alla radici di Giovanni Paolo II, che ha già avuto 4 repliche tra Lombardia e Canton Ticino con grande approvazione da parte del pubblico.

Lo spettacolo sarà anche nel territorio di Varese venerdì 27 giugno, alle ore 21, presso la Villa Cagnola di Gazzada, sede dell’Istituto superiore di Studi Religiosi e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI. La serata si inserisce nell’iniziativa Teatro in Villa, che dall’anno scorso accompagna la consolidata tradizione della Musica in Villa, la stagione di concerti di qualità nel parco della ex residenza Cagnola. Teatro in Villa è un progetto in divenire, che vuole unire al programma musicale anche alcuni eventi teatrali, a tema religioso, con lo scopo di focalizzare sempre più la vocazione di Villa Cagnola come luogo di cultura e confronto con le arti.

Lolek il Grande si presenta come un dramma sacro in 5 atti e un epilogo e vuole essere un viaggio teatrale alle radici della figura del beato Karol Wojtyla: verranno indagati gli anni della giovinezza del futuro pontefice, anni in cui il giovane Lolek, così chiamato dagli amici, coltiva assiduamente la parola, sia quella della Scrittura, sia nella poesia che nel teatro, da drammaturgo e da attore, perché nella difesa della parola, leale e vera, trova un argine al male e un mezzo per difendere l’uomo. Al tempo stesso Karol Wojtyla si trova al fianco di tanti lavoratori, nelle cave e nella fabbrica della Solvay: anche questa è un’esperienza decisiva per maturare una concezione dell’uomo che si svilupperà poi nel suo cammino successivo.

Gli anni del conflitto sono dunque fondamentali per la formazione umana di Karol, anche perché sarà in quel contesto di morte che egli deciderà di diventare sacerdote, seguendo radicalmente la fede profonda che ha sin da bambino e che la violenza non piega, ma tempra e rafforza. Pertanto, per capire chi fu Giovanni Paolo II, grande pontefice e uomo di Dio, è necessario guardare a Lolek, perché ogni quercia nasce da una piccola ghianda.

In scena ci sarà un giovane Karol Wojtyla, appassionato di teatro e poesia, che durante la guerra diventa studente-lavoratore presso le cave di pietra della Solvay e poi addetto al turno di notte in fabbrica. Qui stringerà amicizia con Andrzej, lavoratore più anziano e uomo dotato di profonda fede e saggezza. Ai due si contrappone Marek, operaio nella cava e partigiano comunista. Tra i tre si sviluppa un intenso dialogo sulla fede, il futuro dell’uomo e la libertà. Intanto matura nel protagonista la scelta di diventare sacerdote: seminarista clandestino, è aiutato da Andrzej, il quale lo protegge dall’eccessivo lavoro per permettergli di studiare. Sono però i giorni terribili della persecuzione contro gli ebrei e della ritirata dei nazisti, che non risparmiano morte e violenza anche ai polacchi.

Finita la guerra, compare Wanda, ex deportata nei campi di concentramento e amica del futuro pontefice, con cui si interroga sul mistero insondabile del male e grazie al quale ritroverà progressivamente pace e gusto di vivere. Marek invece, ora dirigente comunista, inizia una lunga attività per sradicare la fede dalla Polonia, ponendosi su fronti opposti rispetto a Wojtyla. Il finale rappresenta il 1978: Andrzej e Marek, ormai anziani, ricevono alla radio l’annuncio dell’elezione di Giovanni Paolo II: è questo il momento del bilancio della loro esistenze.

Protagonista dell’evento teatrale e culturale è la Compagnia dell’Eremo, associazione fondata da Antonio Zanoletti. Essa nasce con l’intento di scandagliare e proporre materiali del sacro e del profano con forte caratura civile: per 12 anni all’Eremo di Santa Caterina, sul Lago Maggiore, ha presentato, con valenti attori e registi, autori come Bernanos (Diario di un curato di campagna), Milosz (Miguel Manara), Mario Luzi (Pietra oscura), Claudel (L’annuncio a Maria). In altri luoghi di grande significato religioso e artistico, come il Sacro Monte sopra Varese o il Chiostro di Voltorre, la Compagnia ha trattato testi su Massimiliano Kolbe, Charles de Foucauld, David Maria Turoldo, Sant’Ambrogio, nonché letture di poeti e scrittori come Testori, Péguy, Clemente Rebora.

Tra il teatro profano si ricorda Il sole negli occhi. Lettere al fratello sul carteggio tra Van Gogh e il fratello Theo, un successo che ha visto più di cento repliche. La Compagnia dell’Eremo, in collaborazione con Fabio Battistini, ha messo in scena diversi spettacoli per i Vesperali nella cattedrale di Lugano, tra cui È mezzanotte dottor Schweitzer di Gilbert Cesbron e Omaggio a Testori. Sempre in Canton Ticino la Compagnia ha collaborato con la RSI, tra cui si ricorda La sinfonia pastorale di André Gide con la drammaturgia di Fabio Battistini e Tienmi le mani sul carteggio tra Dino Campana e Sibilla Aleramo.

La Compagnia si è dedicata anche a Dialoghi su Paolo VI. Ciò che conta è amare, realizzato in collaborazione con la Fondazione ambrosiana Paolo VI, messo in scena più volte in importanti contesti culturali del Nord Italia e in Canton Ticino. Lo spettacolo è stato anche rappresentato nel Duomo vecchio di Brescia, in preparazione nella visita di Papa Benedetto XVI in città. Negli ultimi anni sono stati messi in scena Teresa di Calcutta. Il più bel commento al Vangelo, Juan de la Cruz. Un cuore per Dio (quest’ultima rappresentazione è stata realizzata nel Duomo di Milano), Jacques Fesch. Tranfiguratio malis, La mia natura è fuoco. Le ardenti parole di Angela da Foligno.

L’ultima produzione è Lolek il Grande. Alla radici di Giovanni Paolo II. A livello civile si ricorda anche Echi alpini, un spettacolo dedicato alla Ritirata di Russia e alla Grande Guerra, messo in scena a Milano e due volte al Teatro Duse di Besozzo. La direzione artistica della Compagnia dell’Eremo è affidata all’attore e regista Antonio Zanoletti: i membri della compagnia sono tutti esperti di letteratura teatrale e valenti attori delle migliore scuole teatrali.

26 giugno 2014
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Un commento a “Gazzada, “Lolek il Grande”, Zanoletti porta sul palco Karol Wojtyla

  1. Riccardo il 26 giugno 2014, ore 19:32

    Spettacolo meraviglioso, lo consiglio a tutti!

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