Lettere

Brandelli d’Italia

Caro Direttore, noto con piacere che Varese, grazie ai mondiali di calcio si e’ colorata di biancorossoverde. Sui balconi e’ un tripudio di tricolori, peccato che solo per la Musa Eupalla vengono orgogliosamente esposti. Nelle ricorrenze del 2 giugno, 4 novembre, 17 marzo, del 26 maggio, la giornata piu’ storica per la nostra citta’, rimangono ordinatamente ripiegati negli armadi. Giustamente Ugo Ojetti asseriva: “L’Italia e’ un Paese (allora si scriveva con la lettera maiuscola) di contemporanei, senza antenati n’è posteri, perche’ senza memoria” e queste date sanno solo di muffa del passato ahime’.

Mi rattrista ancora di piu’ vedere collocate fuori dalle sedi pubbliche, e soprattutto dalle scuole, nei cui “queruli recinti” si dovrebbe insegnare la storia, tricolori sfilacciati, anneriti dal tempo: sono “brandelli d’Italia”. Un vero sfregio per chi ha combattuto per gli ideali della propria nazione.

Dimenticavo, il 7 gennaio e’ la festa del tricolore, ma purtroppo viene dopo l’Epifania “che tutte le feste di porta via”.

Cordialmente

Silvano Sorbaro Sindaci

23 giugno 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4 commenti a “Brandelli d’Italia

  1. RG il 24 giugno 2014, ore 18:18

    Non guardando una partita di calcio da almeno 5 anni e tenendo la bandiera italiana esposta tutto l’anno sul balcone di casa mia, mi è parso giusto ritirarla dentro in occasione dei mondiali di calcio. Credo inoltre che si stia giocando, mentre scrivo, Italia Uruguay e la mia simpatia per il loro Presidente della Repubblica, Pepe Mujica diventa una ragione in piu’ per rimanere indifferente al risujtato. Sarebbe infatti fantastico che in un girone dove Italia ed Inghilterra venivano date per favorite. possa passare Costa Rica, un Paese fantastico, senza esercito, con un sistema economico e fiscale da invidiare nonchè l’Uruguay, dove di sangue italiano, di nostri immigrati, italiani ce n’è tanto. A Montevideo Garibaldi che lì ha combattuto. per l’Indipendenza,oggi, vista la situazione etica e morale in Italia, tiferebbe forse davanti alla TV come Pepe Mujica. Noi pensiamo al cancelliere Klemens von Metternich e se è vero che l’Italia non è piu’solo un’ espressione geografica e anche vero che è il Paese con piu’ alta percentuale di ignoranti in Europa che pero’ son tanti, gli ignoranti e gli italiani e quindi consumano, consumano, consumano e sono un bel mercato.

  2. Cittadinosuperpartes il 25 giugno 2014, ore 17:46

    Nonostante la condivisione della lettera, ed il commento del Sig RG Conscio delle nostre pecche, ma anche dei nostri pregi voglio ancora gridare fortemente W L’ITALIA AMATA PATRIA MIA

  3. Alberto il 28 giugno 2014, ore 23:25

    Pensando alle centinaia di migliaia di morti e i milioni di invalidi, parlo di gente italiana, solo per lo scoppio della prima guerra mondiale di cui si ricorda oggi, 28 giugno, il tragico prologo nel 1914 a Sarajevo, incute tristezza che il tricolore italiano sia ormai degradato a stendardo di una squadretta di calcio composta da divetti giustamente strapagati e comandata da gente che per altro ricorda molto i generali delle italiche disfatte da Lissa a Caporetto. Io, come RG, ho messo nel cassetto la bandiera tricolore che metto alla finestra i giorni comandati, anche il 4 novembre, giornata tristissima per la mia famiglia. Lo zio Bruno disperso sul Pasubio, lo zio Angelo cieco per lo scoppio di una granata, lo zio Domenico distrutto dalla spagnola. Ma la gente sventola la bandiera SOLO per le squadrette sportive. Buona continuazione.

  4. Gerva il 29 giugno 2014, ore 20:52

    Caro direttore, sono tra coloro che espongono saltuariamente il tricolore in occasione di alcune ricorrenze. Ad esempio quest’anno, il 17 marzo, festa anche della bandiera,l’ho esposta ma ne ho viste pochissime in giro al punto che mi son chiesto se è ancora una ricorrenza o lo è stato una tantum nel 2011 Ci sono comunque degli avvenimenti che ti riempiono il cuore, allo stesso modo di quanto succede quando una squadra di basket vince lo scudetto, ed allora il tricolore lo metto alla finestra. Chi non è felice ad esempio se riportiamo a casa i nostri ragazzi? Quando han riportato a casa un nostro ragazzo da Beirut, qualche settimana fa, in cattiva salute, la mia bandiera sventolava .

Rispondi

 
 
kaiser jobs