Varese

Varese Poetica fa il bis. E Raffo saluta in versi l’arrivo dell’estate

Il poeta Silvio Raffo

Il poeta Silvio Raffo

Fermo al centro del piccolo palco in Salone Estense, il poeta e traduttore Silvio Raffo ha dato vita ieri sera ad un reading dal titolo “Preludio d’estate. Stabat nuda aestas”, un lungo itinerario di autori e versi per celebrare quella che lo stesso Raffo definisce “la stagione di Pan”. Ad accompagnare la lettura dei versi, due giovani musiciste di talento: la soprano Mirea Mollica e la pianista Anna Puricelli, che hanno inframmezzato le letture con celebri melodie.

La lettura estiva di Raffo rientrava nel cartellone di “Varese Poetica” che, dopo il debutto in occasione dello scorso 21 marzo, al tempo dell’ultima Giornata mondiale della Poesia Unesco, torna ora con una seconda edizione dedicata alla stagione estiva. La manifestazione – che, a quanto sappiamo, sarà ulteriormente rilanciata in occasione di Expo – è organizzata da Comune e Provincia di Varese, Agenzia del Turismo, in collaborazione con il Circolo La Piccola Fenice.

Nella penombra del Salone Estense, si susseguono i testi poetici che riguardano la natura e il risveglio estivo. Il programma di sala è un foglio fotocopiato che presenta nomi degli autori e dei versi scritti a mano dallo stesso Raffo. Un lungo elenco che parte da Teocrito e Saffo e giunge fino a Momtale ed Antonia Pozzi. Raffo legge i versi optando per un tono colloquiale, con una successione di brani forse troppo veloce per gustare davvero la finezza dei versi proposti. La lettura dei versi procede in ordine quasi cronologico e termina con l’amata Emily Dickinson, letta prima in italiano e poi in inglese. Anzi, l’ultima poesia è dello stesso Raffo, dedicata ad una spiaggia visitata da bimbo con la madre e mai più ritrovata.

Tra un gruppo di versi e l’altro entra in scena la musica con la bella e brava soprano Mirea Mollica, varesina doc, accompagnata al piano da Anna Puricelli: prima Vivaldi, poi il bellissimo “Lascia ch’io pianga” di Haendel, quindi il classico “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi pucciniano e, infine, l’area di Susanna de “Le Nozze di Figaro” del divino Mozart. Una colonna sonora di arie che ha reso la serata ancora più gradevole.

 

 

22 giugno 2014
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