Varese

Varese, il risveglio del Meridione secondo il cantautore Eugenio Bennato

Da sinistra Toni ed Eugenio Bennato

Da sinistra Toni ed Eugenio Bennato

Temi complessi, pericolosi, scivolosi. Il Sud e la sua storia, il rapporto con il Nord, e dunque con il Risorgimento e l’Unità d’Italia. Temi che oggi sono al centro di una rilettura da parte degli storici, una rivalutazione non sempre esente da motivi revisionisti e reazionari. Così come può ospitare pseudo-critiche di marca leghista. Questo è lo scenario in cui si colloca ogni riflessione sul Meridione italiano e la sua storia.

Problemi che si sono ripresentati anche nel dibattito con Eugenio Bennato, cantautore che, alle Ville Ponti, nell’ambito del Festival dei Mondi di Varese, ha presentato il suo libro “Ninco Nanco deve morire” (Rubettino), occasione per parlare di sè, della sua musica, della sua lunga avventura artistica. “La riscoperta di una storia negata, va di pari passo con la riscoperta di una cultura negata”, dichiara Bennato. “Oggi esiste una realtà impensabile vent’anni fa: oggi emerge una musica popolare in controtendenza rispetto ad un sistema planetario che cade dall’alto”. Una nuova cultura che, oltre al rilancio della musica popolare, comprende lo slow food o i prodotti a chilometro zero.

Eugenio Bennato, provocato dalle domande del giornalista Gaetano Allegra, parla del Taranta Power e afferma che in Italia “la musica è il vero elemento rivoluzionario”. Una musica che matura all’ombra di una storia italiana che tocca il suo apice con l’Unità d’Italia: “un esito – sostiene il cantautore – che è stato prodotto dall’arroganza degli eserciti, dal gioco degli interessi economici, che hanno portato il meridionale a riflettere sulla propria condizione di etnia inferiore, un conflitto che si è portato dentro per anni”. Tuttavia Bennato sente la necessità di prendere apertamente le distanze da rigurgiti borbonici o neoborbonici: “Sono favorevole all’essere italiani senza confini”.

Bennato, proseguendo il concerto che ha proposto dentro il contenitore dello spettacolo “Sur”, propone alle Ville Ponti alcune sue canzoni. Accanto a lui appare, con la sua bella voce sensuale, Francesca Galante. Ma per cantare un altro brano sale sul palco Toni del gruppo “Cuggini di Lucania”. Nel confronto non sono mamcati i ricordi: il rapporto con Fabrizio De Andrè, la bella stagione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, il confronto con il fratello Edoardo (“non abbiamo mai litigato: ci siamo divisi i campi d’azione”). Al termine, inevitabile, la liturgia degli autografi e delle dediche.

 

 

22 giugno 2014
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