Varese

Varese, Festa regionale Cgil, Camusso: vinciamo solo se siamo uniti

Susanna Camusso

Susanna Camusso

Affollata la tensostruttura per l’attivo di delegati e delegate, pensionati e pensionate della Cgil Lombardia all’Area feste della Schiranna, un appuntamento che ha dato il via alla Festa regionale della Cgil che per la prima volta si svolge a Varese. A chiudere il confronto ampio, con una particolare attenzione alla crisi di Malpensa e alla questione di Sea Handling, il segretario generale nazionale della Cgil, Susanna Camusso. Presente per tutto il dibattito, ha ascoltato con attenzione gli interventi, prendendo spunto dai tanti che sono saliti sul palco alla presenza del segretario generale lombardo, Nino Baseotto, e del segretario generale di Varese, Umberto Colombo. In prima fila sedevano Franco Stasi, ora al regionale con incarichi organizzativi, e il deputato Pd, Daniele Marantelli.

Susanna Camusso è partita dal recente voto europeo. “Nel nostro Paese – ha detto la Camusso – non ha vinto l’euroscetticismo, né le destre xenofobe: siamo contenti che il nostro sia il Paese sia quello che si è collocato più a sinistra”. Dal segretario generale nazionale è venuto l’invito, però, a “discutere laicamente delle cose”. Soprattutto di una questione fondamentale all’ordine del giorno: la contrattazione. “E’ ciò che facciamo ogni giorno con l’obiettivo di cambiare in meglio la condizione dei lavoratori”.

Dopo sette anni di crisi tutto è cambiato. “Anche la contrattazione ha dei limiti, non solo legati al permenere della pesante crisi”. Ciò che sta dietro questi limiti, ha sottolineato impietosamente la Camusso, “è stata la nostra mancata capacità di leggere la complessità della situazione”. “Non ci sono soltanto i lavoratori garantiti – ha continuato il leader Cgil -, ma anche tantissime figure con contratti diversi”. Tanti lavoratori, ha detto la Camusso, “che devono essere garantiti dalla nostra capacità di contrattazione”.

Forte l’auspicio alla massima unità dei lavoratori e delle loro organizzazioni. Con un cenno significativo alla Fiom. “Il problema non è di litigare tra le organizzazioni sindacali, ma di cambiare i nostri rapporti con le controparti”. E questo può avvenire se capiamo “che non abbiamo la forza di cambiare se siamo da soli, se ci rapportiamo divisi con il governo”. Una stella polare, per il sindacato, resta quella di “scegliere di stare con chi è indietro anche nel mondo del lavoro”. Tante le condizioni che testimoniano tale situazione: la logistica, le cooperative che operano nell’ambito socio-assistenziale, i tanti casi di lavoro esternalizzato. Per tutti questi lavoratori la battaglia decisiva è quella di difendere il contratto nazionale e la contrattazione di secondo livello. “Una battaglia che si può vincere con una contrattazione che parla a tutti e non solo ad una parte”.

20 giugno 2014
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