Varese

Varese, assemblea Ncd, il ministro Lupi: non renziani, né lepeniani

Lupi e Cattaneo

Lupi e Cattaneo

Assemblea post-elettorale del Nuovo Centro Destra a livello provinciale alla Sala Montanari di Varese alla presenza, come prima delle Europee, del ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture del governo Renzi, Maurizio Lupi. Accanto a Lupi il coordinatore provinciale di Varese, Raffaele Cattaneo. Un’assemblea che è stata specchio delle difficoltà e delle ambizioni del partito dopo questo primo test elettorale non entusiasmante, che fa dire a Cattaneo, in apertura, “ci aspettavamo di più in provincia di Varese dove abbiamo ricevuto 18 mila voti”. Per non parlare del recente terremoto che ha portato i principali capoluoghi lombardi a passare al centrosinistra.

Un partito neonato, Ncd, che si trova a fare i conti con un centrodestra che rischia la dissoluzione o, nel caso del Carroccio di Salvini e dei suoi fans, di imboccare una “deriva lepeniana”, come la chiama lo stesso Lupi, una prospettiva che il partito di Alfano non condivide. Ma dall’altra parte deve affrontare l’arrembante sfida renziana, fatta di innovazione e di presenza sul territorio, come ha sottolineato ancora Cattaneo: “In un giro sul territorio abbiamo scoperto che quelli del Pd fanno volontariato in una mensa dei poveri in città”.

Contesto difficile, dunque, per l’Ncd, che con Lupi ha ribadito ieri sera il concetto di “responsabilità”, che si traduce nella presenza al governo del Paese. Lupi riconosce che esiste un “rischio irrilevanza del centrodestra”. Come ha detto Lupi, “c’è chi come Scelta Civica è sparito e chi ha perso tre milioni di voti”. E dunque? Per Lupi occorre restare al governo, ma restare anche “alternativi alla sinistra”. “Non possiamo – ha ribadito Lupi – essere diversamente renziani, ma coscientemente espressione dei valori del popolo moderato del centrodestra”. E quindi puntare sui contenuti, quelli contenuti nelle tre proposte di iniziativa popolare su semipresidenzialismo, famiglia e imprese. Un rilancio che poi si affida alla capacità di “rinnovarsi, ripartendo dal territorio, ma non di rottamare tutto alla Renzi”. Resta il fatto che ieri sera sono sembrati prevalere i no: non renziani, non estremisti alla Salvini. Ora la vera sfida per Ncd è dare più fiato a proposte e iniziativa politica.

 

 

 

17 giugno 2014
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