Varese

Varese, Pd: come abbiamo cambiato il Pgt nell’interesse della città

Da sinistra: Corbetta, Ciappina, Oprandi, Civati, Paris, Mirabelli, Tuscano, Conte

Da sinistra: Corbetta, Ciappina, Oprandi, Civati, Paris, Mirabelli, Tuscano, Conte

Il Pd di Varese fa il punto sul nuovo Pgt dopo avere assestato un uno-due clamoroso al documento facendo approvare un paio di propri emendamenti che, di fatto, riguardano i pilastri del documento stesso, ora in fase di approvazione. Un uno-due che ha fatto esplodere contrasti e divisioni nel centrodestra e, in particolare, dentro Forza Italia. E che getta qualche incertezza sul futuro del documento che giovedì prossimo tornerà in Aula.

Ripercorre la vicenda del nuovo Pgt il segretario cittadino del Pd, Luca Paris. E’ lui che ricorda gli emendamenti proposti in sede di adozione del Pgt, un momento in cui “la maggioranza appariva compatta e rigida, che non concedeva nulla”. Poi Paris ricorda la scelta del partito di portare il confronto sul Pgt nei rioni, tra i cittadini. “Un percorso che ha messo in moto un processo virtuoso – continua Paris -, con l’Amministrazione comunale che ci ha inseguito organizzando incontri nei rioni, in cui la richiesta più frequente, da parte dei varesini, è stata quella di modificare le regole sugli edifici storici e la perequazione”. Come sta a dimostrare il fatto che una osservazione su sei è stata relativa agli edifici storici.

“Non è dunque un caso che – insiste Paris – i nostri primi due emendamenti fossero relativi proprio ad edifici storici e perequazione. Proprio quelli approvati dal Consiglio comunale. Certo una vittoria della città, che però coincide con due grossi risultati per il Pd”. Risultati che hanno ad un “frazionamento” della maggioranza, dice Paris, ma che sono soltanto un punto di partenza. “La nostra battaglia continua, abbiamo altre otto osservazioni su temi rilevanti come piazza Repubblica, nuovo teatro, macello civico, parcheggi, quartieri”.

“Complessivamente questo Pgt non ci piace – interviene il capogruppo Pd Fabrizio Mirabelli -, ma siamo impegnati a migliorarlo nell’interesse di Varese e dei varesini”. Prevede, il capogruppo Pd, che “dopo la chiusura del Pgt emergeranno molte contraddizioni nella maggioranza. E questo nasce dal fatto che questa maggioranza resta sorda a ciò che si muove fuori dal Palazzo”. “Sì, una maggioranza che si è chiusa in un meccanismo auto-difensivo, una scelta che nasconde una grande debolezza politica – sostiene il consigliere Pd Andrea Civati -. Su ogni tema assumono una posizione molto rigida, perchè se si muove un solo granello di sabbia, nasce un cataclisma”.

“Evidentemente il Pgt ha incanalato ogni energia della maggioranza – dice la consigliera Pd Luisa Oprandi -, tutte le energie sono state utilizzate in direzione del Pgt. Come dimostra il fatto che sono tre anni che la maggioranza non ha realizzato un solo intervento che riguardi la dimensione sociale, Noi dell’opposizione abbiamo mostrato attenzione reale alle persone e ai loro problemi, a fronte di un totale silenzio della maggioranza”.

“Non solo – continua Civati – non si sono parlati neppure tra loro, come dimostrano le osservazioni presentate dagli stessi assessorati (Ambiente, Patrimonio, Commercio, Lavori pubblici), che peraltro rischiano di essere bocciati”.

8 giugno 2014
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Un commento a “Varese, Pd: come abbiamo cambiato il Pgt nell’interesse della città

  1. Protaso il 8 giugno 2014, ore 07:51

    Dalla giunta Fassa in poi c’è stato un rovinoso crescendo di amministrazioni pasticcione ed inconcludenti ed i varesini dovrebbero allenare la memoria per mettere insieme un paio di cose che han caratterizzato questi ultimi 15 anni di guida leghista- Ce ne sono tante, in effetti. Abbiamo visto crescere due grossi alberghi, quello di Ligresti all’Ippodromo e quello dei Polita a Capolago ma il merito va soprattutto a Bertolaso e ai mondiali di ciclismo. Poi ci sono i parcheggi auto nei parchi, finalmente, così’ come il risanamento delle acque del lago di Varese; il rilancio dell’industria grazie alle politiche fiscali ed edilizie del Comune; l’incremento degli stabili vuoti combinato con la decrescita del numero dei residenti; l’acquisizione della caserma Garibaldi a suon di milioni quando due anni dopo l’avremmo avuta gratis; la soluzione dell ingresso veloce in città dall’Autostrada che si è ridotta da 32 a 29 minuti di percorrenza per gli ultimi 1000 metri; il consolidamento del Castello di Belforte; l’attivo di bilancio della Funicolare al Sacro Monte; l’ampliamento notevole degli spazi della sala di lettura della Biblioteca civica, oggi degna di una città di grande respiro universitario, e poi tante grandi iniziative culturali senza neppure un assessore alla cultura; l’Ospedale del Ponte che ha visto raddoppiare primariati e spese; il rilancio dell’agricoltura con numerose sagre della salamella e delle formaggelle del luinese in centro città; le strade, da Viale Borri ai tombini di Viale Aguggiari( risistemati 12 volte in quattro anni), come biliardi; e poi il nuovo avanguardistico teatro al posto del pallone dell’Apollonio; Il nuovo stadio di calcio; il nuovo quartiere residenziale all’interno dell’Ippodromo delle Bettole; la sistemazione del ponte della Rasa resosi indispensabile per la riapertura della cava e il passaggio dei camion; l’abbattimento di tutte le piante ai Giardini estensi, fatto che ha comportato grandi risparmi economici di bilancio comunale per le potature annuali; la sostituzione del cedro di Via Veratti con una colonna di acciaio di grande effetto con in cima un vaso di gerani, il famoso ” giardino sospeso” della city; lo spazio per i cani a Villa Mylius dove stranamente si vedon correre solo quadrupedi; adesso c’è il PGT e la ciliegina finale. Ma non è finita.

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