Varese

Varese, Sacri Monti Unesco, per il Pd Mirabelli serve più gioco di squadra

Il Sacro Monte di Varese

Il Sacro Monte di Varese

Chiede più coordinamento delle politiche turistiche tra i Comuni nei quali insistono i Sacri Monti dell’Italia settentrionale, il capogruppo Pd in Comune a Varese, Fabrizio Mirabelli. E lo fa con una interrogazione urgente depositata a Palazzo Estense.

Mirabelli ricorda che “i nove Sacri Monti dell’Italia Settentrionale sono gruppi di cappelle e di altri elementi architettonici realizzati tra la fine del XV° e la fine del XVII° secolo e dedicati a diversi aspetti della vita cristiana”. Essi “in aggiunta al loro significato religioso simbolico, sono di grande bellezza per l’abile integrazione degli elementi architettonici nei paesaggi naturali circostanti di montagne, di colline, di foreste e di laghi”. “I Sacri Monti – continua Mirabelli – contengono, inoltre, opere d’arte di grande rilievo sotto forma di affreschi e di statue, così come riconosciuto dall’Unesco che, infatti, con tale motivazione di natura artistico-culturale, ha motivato l’inserimento dei Sacri Monti nel patrimonio mondiale dell’umanità”.

Una realtà importante, che è nata come un insieme di itinerari religiosi fra il ‘400 ed il ‘600 con cappelle di varia altezza, realizzate dalla Congregazione dei Frati Minori Osservanti e quindi da San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, ma, in particolare, sono nati in funzione antiprotestante, all’epoca del Concilio di Trento. Già sede di forme spontanee di devozione e di culto, furono trasformati in complessi originali all’interno dei quali sono raffigurati, in pittura e scultura, episodi della storia sacra, dell’Antico e del Nuovo Testamento o storie della vita dei santi. In particolare, nota il capogruppo Pd, “la Nuova Gerusalemme di Varallo Sesia, il primo dei Sacri Monti, sorse a partire dal 1486 per opera del Frate francescano Bernardino Caimi quale riproposizione in Europa dei Luoghi Santi della Palestina, a quell’epoca irraggiungibili da parte dei pellegrini cristiani”. Dopo il 1535 (anno del Concilio di Trento), il modello del Sacro Monte di Varallo fu utilizzato, modificato e riproposto in altri luoghi, cosicché sorsero, allo sbocco delle vallate alpine, i Sacri Monti di Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Griffa, Domodossola e Belmonte.

Dice Mirabelli: “i punti che precedono indicano l’evidenza di un percorso artistico-culturale la cui coerenza deve indurre le singole municipalità che ospitano sul proprio territorio i Sacri Monti, a riproporne una fruibilità organica maggiore di quella, slegata, che oggi viene offerta al turista ed al visitatore”.

Nella sua interrogazione il capogruppo Pd chiede “quali siano le iniziative assunte, sino ad oggi, dal Comune di Varese insieme ai Comuni sui cui territori insistono i Sacri Monti al fine di offrire una interessante, intelligente e completa fruibilità e chiave di lettura della storia e dell’arte che caratterizzano le cappelle dei Sacri Monti medesimi; quali siano, in particolare, le iniziative di natura promozionale del percorso complessivo dei Sacri Monti tenuto anche conto del fatto che essi sono stati ufficialmente considerati “patrimonio Mondiale dell’umanità”; se vi siano strategie, che vadano in questa direzione, messe in atto dal Comune di Varese con Regione Lombardia, Provincia di Varese, Agenzia del turismo di Varese, Università dell’Insubria ed altri enti territoriali interessati alla promozione complessiva dei Sacri Monti”.

5 giugno 2014
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