Varese

Varese, “W la Repubblica!”, all’Insubria si celebra la Festa del 2 giugno

Affollata Aula Magna dell'Insubria

Affollata Aula Magna dell’Insubria

Grande Festa della Repubblica a Varese, una manifestazione molto sentita, come ha dimostrato la folta presenza di varesini alla celebrazione che si è tenuta anche nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria. “Il senso di appartenenza alla nostra Repubblica a Varese si dimostra superiore alle nostre aspettative  - dice il Prefetto Giorgio Zanzi -. Quando ci sarà la nuova sede, l’Insubria riuscirà ad accogliere tutti”. E proprio il Prefetto di Varese, Zanzi, è colui che fotografa con efficacia l’evento: “Una cerimonia sobria e solenne aperta a tutti”.

Prima della cerimonia all’Insubria, in piazza Repubblica, ai piedi del Monumento ai Caduti del Butti, si è svolta il tradizionale evento dell’alzabandiera. Davanti alle autorità, ai vertici delle Forze dell’Ordine, alle rappresentanze d’Arma, ai cittadini, sono stati resi gli onori ai caduti. Presenti un picchetto dei Carabinieri del Comando provinciale di Varese e la banda dei Bersaglieri di Lonate Pozzolo. Desposta una corona al monumento da parte del Prefetto Zanzi e del sindaco di Varese Attilio Fontana.

Al termine della celebrazione all’aperto, i partecipanti si sono recati nell’Aula Magna dell’Insubria. Sempre sotto la presidenza del Prefetto Zanzi, che ha sottolineato come la cerimonia puntasse a mantenere i caratteri di essere “solenne e sobria”, visto che la crisi è ancora forte e il momento è difficile, ha preso la parola, per una lectio magistralis, il filosofo Fabio Minazzi, che in un breve intervento ha cavalcato lungo i secoli, affrontando i diversi significati che la parola Repubblica ha assunto grazie al pensiero di diversi filosofi: da Cicerone e Sant’Agostino (che pensava che la Repubblica fosse il nemico numero uno dei “magna latrocinia”), fino a Kant e Montesquieu. Con il grido “W la Repubblica!”, il professor Minazzi ha concluso l’applaudito intervento.

Il Prefetto Zanzi ha voluto anche ricordare e rivolgere un applauso a Rosita Missoni, divenuta recentemente Cavaliere del Lavoro, e a monsignor Franco Agnesi, che il Papa ha nominato vescovo ausiliare di Milano.

La cerimonia si è conclusa con la consegna di 11 onorificenze dell’ordine “Al merito della Repubblica Italiana” concesse dal Presidente della Repubblica a chi ha favorito il progresso civile e culturale della collettività, il dialogo e la coesione sociale, l’associazionismo e la solidarietà, il volontariato, la tutela del territorio e delle civiltà locali. Quattro, invece, una alla persona e tre ai famigliari, le Medaglie d’Onore  a coloro che subirono la prigionia e i lavori forzati nei campi tedeschi.

FOTO

2 giugno 2014
© RIPRODUZIONE RISERVATA

7 commenti a “Varese, “W la Repubblica!”, all’Insubria si celebra la Festa del 2 giugno

  1. Bruno Belli il 2 giugno 2014, ore 16:41

    Un interrogativo, guardando alla realtà odierna della società “civile”(?) italiana:

    Festa della “re(s) publica”, della “res storica”, o della “retorica”?

    Bruno Belli

  2. cittadinosuperpartes il 2 giugno 2014, ore 18:55

    Festa di Popolo dovrebbe essere a ricordo di chi volontario combatte’ per unificarla, e poi per difenderla dall’invasore salvandone l’onore e facendo nascere la nostra amata Repubblica

  3. giovanni dotti il 3 giugno 2014, ore 11:10

    Gentile Direttore, perché non riportate, anche in sintesi, l’intervento del prof. Minazzi ? Sarebbe interessante per tutti, soprattutto per i giovani che sembra che tante cose le abbiano dimenticate…

  4. rodrigo il 4 giugno 2014, ore 10:52

    ….e a pochi passi, invisibile, il luogo da cui molti giovani partirono senza ritorno per i diversi fronti dei conflitti mondiali…

  5. R.Gervasini il 4 giugno 2014, ore 22:00

    Ogni anno mi domando come Satana abbia potuto far coincidere la Festa della Repubblica italiana con la data della morte di Garibaldi. che si ricorda ogni anno a Caprera. Quest’anno per la prima volta è mancato un rappresentante del Governo Italiano a Caprera ed il Sindaco de La Maddalena ha rimpianto le presenze di Spadolini e Craxi e di tanti ministri. della prima repubblica. Ha ragione Belli, tanta retorica, schiacciata su di un presente senza senso storico reale e che non lascia traccia di conoscenza per il prossimo futuro.Spero abbiano suonato l’inno di Mameli , almeno, non come nel 2011 quando lo si sostitui con la Vispa Teresa, a Villa Recalcati.

  6. Giovanni Zappalà il 7 giugno 2014, ore 00:54

    Condivido le parole dell’amico Bruno e degli altri intervenuti. Aggiungo un pensiero non mio ma che sento come se lo fosse. ” La memoria del passato è un punto di partenza per il futuro. Se perdessimo i segni del passato piomberemmo nell’assoluto disorientamento e nel terrore. Stefano Zecchi “

  7. Mirella il 7 giugno 2014, ore 12:55

    E’ vero: dobbiamo difendere repubblica e democrazia, ma con meno chiacchiere e con più fatti, dalla parte della popolazione meno forte e meno abbiente.

    Come sempre, Belli, anche tramite boutades polemiche, sollecita il pensiero, a svantaggio della retorica più trita, come ha sempre fatto, sia come giornalista, sia negli incontri del venerdì, che ci mancano proprio…

Rispondi

 
 
kaiser jobs